Italia Oggi: RDS chiude il 2025 con 44,7 milioni di ricavi e torna all’utile

Italia Oggi: RDS chiude il 2025 con 44,7 milioni di ricavi e torna all’utile

12 Agosto 2026

RDS chiude il 2025 con ricavi caratteristici pari a 44,7 milioni di euro, in crescita rispetto ai 43 milioni del 2024, e torna in utile dopo il pesante rosso dell’esercizio precedente.

È quanto riporta Italia Oggi, in un’analisi - a firma di Claudio Plazzotta - dedicata ai conti del gruppo Radio Dimensione Suono.

Il risultato netto è positivo per 1,6 milioni di euro, contro una perdita di 3,6 milioni nel 2024. Il ritorno all’utile, tuttavia, è legato in larga parte alla gestione finanziaria, che ha beneficiato anche della plusvalenza di 1,55 milioni di euro derivante dalla cessione di RDS Sport Factory. Positivo anche l’Ebit, passato da -253 mila euro a 3,88 milioni.

Il miglioramento dei conti si inserisce in un più ampio piano di riorganizzazione e contenimento dei costi. Nel corso del 2025 l’organico è sceso da 134 a 116 dipendenti, con l’uscita di 18 persone.

Sul fronte finanziario, la famiglia Montefusco, azionista del gruppo, ha previsto inoltre un aumento di capitale da 15 milioni di euro, che dovrebbe essere completato entro il 2026. L’operazione viene considerata importante per sostenere il percorso di riequilibrio economico e finanziario.

Gli amministratori di RDS sottolineano che nel 2025 sono stati raggiunti gli obiettivi previsti dal piano industriale 2025-2028 e prevedono un ritorno alla piena redditività nel medio periodo, anche grazie al nuovo piano industriale 2026-2029 e alla liquidità garantita dalla controllante Dimensione Galassia.

Resta però un contesto difficile per il settore: nei primi sei mesi del 2026 la raccolta pubblicitaria radiofonica è calata del 3,7%, mentre gli ascolti nel secondo trimestre hanno registrato una flessione del 2,1%.

Italia Oggi evidenzia infine un tema strategico per l'intero comparto: il progressivo ridimensionamento del valore economico delle frequenze radiofoniche, in uno scenario nel quale la distribuzione dei contenuti tende sempre più verso il web e meno verso la diffusione terrestre.

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