Radio e televisioni private, firmata l’ipotesi di rinnovo del CCNL 2026-2028

Radio e televisioni private, firmata l’ipotesi di rinnovo del CCNL 2026-2028

16 Febbraio 2026

Il 20 gennaio 2026 è stata sottoscritta l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Radiotelevisioni private 2026-2028, che introduce rilevanti novità economiche e normative per gli impiegati amministrativi e tecnici delle emittenti locali aderenti ad Aeranti-Corallo.

Il 20 gennaio 2026 è stata sottoscritta l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Radiotelevisioni private 2026-2028, che introduce rilevanti novità economiche e normative per gli impiegati amministrativi e tecnici delle emittenti locali aderenti ad Aeranti-Corallo.

Lo riporta QuiFinanza.it.

Il contratto, con decorrenza dal 1° febbraio 2026 e scadenza normativa al 31 dicembre 2028, prevede aumenti strutturali dei minimi tabellari, l’erogazione di un’indennità una tantum e un rafforzamento della previdenza complementare.

Aumenti retributivi in tre fasi
Gli incrementi salariali saranno distribuiti in tre tranche (febbraio 2026, gennaio 2027 e gennaio 2028) e differenziati tra comparto radiofonico e televisivo locale. Nel settore radio, il Quadro B raggiungerà 1.740,26 euro mensili nel 2028 (+268,39 euro complessivi), mentre nel comparto televisivo i livelli risultano mediamente più elevati: il Quadro A arriverà a 2.035,67 euro (+313,95 euro). Gli aumenti interesseranno l’intera scala classificatoria, con effetti anche sugli istituti indiretti e differiti legati alla paga base.

Indennità una tantum per il recupero inflattivo
Accanto agli aumenti strutturali, l’intesa introduce una indennità una tantum a carattere compensativo per il periodo di vacanza contrattuale. L’importo sarà corrisposto in tre quote annuali tra il 2026 e il 2028: fino a 240 euro annui per i Quadri A del settore televisivo e fino a 215 euro annui per il Quadro B radiofonico. La misura non incide su TFR e mensilità aggiuntive e sarà riproporzionata per part-time o assunzioni in corso d’anno.

Più tutele sulla previdenza complementare
Il rinnovo rafforza anche il welfare contrattuale: dal 1° gennaio 2026 i datori di lavoro dovranno versare un contributo aggiuntivo dello 0,20% della paga base per i lavoratori che destinano il TFR a un fondo pensione. L’obiettivo è incentivare l’adesione alla previdenza integrativa e migliorare la copertura pensionistica futura.

Aggiornamenti normativi in arrivo
Sul piano normativo, le Parti hanno rinviato a un testo coordinato successivo l’aggiornamento complessivo del CCNL, che includerà adeguamenti legislativi, revisioni sui congedi, aggiornamenti delle tipologie contrattuali e il coordinamento con la normativa più recente. Il nuovo impianto diventerà pienamente vincolante dopo il deposito presso il CNEL.

Con questo rinnovo, il comparto delle emittenti locali si avvia verso un triennio di progressivo rafforzamento delle retribuzioni e degli strumenti di welfare, in un quadro di maggiore certezza contrattuale per imprese e lavoratori.

* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]

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