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02 Febbraio 2026
Il conduttore, che ha sempre scelto di restare a Napoli, ripercorre - in una intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno - gli inizi giovanissimi nel 1977, quando a soli 13 anni muoveva i primi passi in una radio privata di Secondigliano, tra programmi artigianali, zero compensi e tanta passione.
Oggi Simioli lavora per RTL 102.5 e Radio Marte, grazie a un accordo che gli consente di trasmettere in smartworking, rivendicando con orgoglio una carriera costruita senza appoggi politici ma solo sulla creatività e sull’esperienza accumulata nel tempo. Ricorda il rapporto complesso con la famiglia, che avrebbe preferito per lui un lavoro stabile e il patto con il padre macellaio che lo costrinse per anni ad aiutare in negozio, anticipando di fatto il mestiere del rider.
Nel racconto emergono i modelli di riferimento, da Renzo Arbore, da cui dice di aver appreso la curiosità per i personaggi nuovi, fino alla soddisfazione di aver scoperto e lanciato artisti come Clementino, Rocco Hunt e Geolier, tutti descritti come riconoscenti. Gli irriconoscenti, invece, finiranno tra le pagine del libro, annunciato come un bilancio umano prima ancora che professionale.
Non manca l’amarezza per alcune esperienze televisive interrotte bruscamente - come Telegaribaldi - e per quella che definisce una fragilità strutturale di Napoli: l’incapacità, secondo lui, degli addetti ai lavori di sostenersi a vicenda. Guardando al futuro, Simioli conferma l’impegno nella valorizzazione della nuova scena musicale campana e annuncia un nuovo progetto dedicato alla musica emergente.
Sul piano personale, infine, ricorda la sorella Loredana, scomparsa sette anni fa, spiegando che il fatto di non riuscire a sognarla è, secondo chi lo ha aiutato, il segno di una presenza ancora viva nella sua quotidianità.
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