Radio Radicale, l’assemblea di redazione chiede certezze su contributi e convenzione

Radio Radicale, l’assemblea di redazione chiede certezze su contributi e convenzione

16 Gennaio 2026

L’assemblea di redazione di Radio Radicale ha approvato un documento che fotografa la situazione dell’emittente e individua i nodi centrali della trattativa in corso con le istituzioni.

Al centro, il contributo straordinario destinato alla digitalizzazione dell’archivio storico e il rinnovo della convenzione per la trasmissione delle sedute parlamentari, considerati passaggi fondamentali per garantire continuità e stabilità al servizio svolto dalla radio.

Nel documento, viene espresso apprezzamento per le recenti dichiarazioni del Governo sull’intenzione di intervenire in sede di decreto Milleproroghe, ma al tempo stesso si sottolinea la necessità che alle parole seguano rapidamente atti concreti. La redazione chiede all’azienda di attivarsi in ogni modo utile per una conclusione positiva della vicenda e affida al Comitato di redazione il compito di monitorare costantemente l’iter del provvedimento, mantenendo un dialogo continuo con l’azienda e con i referenti politici.

L’obiettivo indicato è il superamento di una condizione di precarietà che dura da anni, per assicurare stabilità al ruolo di Radio Radicale come soggetto di informazione di interesse generale, salvaguardandone al contempo le specificità che ne hanno fatto un unicum nel panorama informativo italiano. Nel testo si richiama inoltre la responsabilità della politica nel chiarire il futuro dell’emittente, in un anno simbolico che segna il cinquantesimo anniversario dell’inizio delle trasmissioni e il decennale della scomparsa di Marco Pannella.

Il documento si inserisce infine in una riflessione più ampia sulla crisi del sistema dell’informazione, richiamando la necessità di un sostegno adeguato e strutturale al settore e il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei giornalisti.

Viene ribadito che il pluralismo informativo non può essere tutelato attraverso il definanziamento dell’emittenza e della stampa, ma solo con politiche coerenti a tutela del diritto costituzionale all’informazione.

* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]

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