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08 Dicembre 2025
Un lavoro che parte da una ricorrenza simbolica – i 50 anni della sentenza del 1976 che sancì la legittimità delle emittenti private – per raccontare come l’etere abbia contribuito a costruire pluralismo, partecipazione e libertà di espressione.
Il calendario, dedicato al mondo della radio e ai suoi linguaggi, porta la firma del presidente Maurizio Pizzuto, insieme a Ettore Midas e Gianni Garrucciu. Un progetto corale che vuole ricordare come il linguaggio radiofonico sia da sempre anche linguaggio giornalistico: immediato, vicino alle persone, capace di raccontare la realtà dentro e fuori onda.
«Abbiamo voluto dare voce a dodici mesi di impegno, responsabilità e passione – ha spiegato Pizzuto – valorizzando chi ogni giorno fa informazione con serietà, anche nei contesti più complessi. Giornalisti 2.0 è una comunità viva, che crede nella forza delle storie e nell’evoluzione dei media come opportunità».
L’evento di presentazione, molto partecipato, ha visto gli interventi del vicepresidente Maurizio Lozzi - che ha sottolineato il valore formativo e deontologico dell’iniziativa - e di Fabio Schiuma, già guida di Radio Cuore Tricolore.
Schiuma ha ripercorso la storia delle emittenti libere e il loro ruolo nella trasformazione culturale dell’Italia: da realtà pionieristiche come Radio Milano International, Radio Popolare, Radio Parma e Radio Radicale, fino all’esperienza creativa di Vasco Rossi a Punto Radio di Zocca. Un’eredità che continua a ispirare il racconto giornalistico contemporaneo.
Un focus particolare è stato dedicato all’evoluzione dell’audio nel tempo con Roberta Beta, che ha portato la propria esperienza nel mondo del digitale attraverso il podcast La Maschera: un esempio di come la radio, pur trasformandosi in formati e piattaforme, mantenga intatta la sua capacità di creare comunità e relazione.
La serata si è conclusa con un confronto aperto sul futuro dell’informazione: intelligenza artificiale, piattaforme digitali, podcast, linguaggi ibridi, partecipazione attiva del pubblico. Temi centrali per una professione chiamata a ridefinirsi senza perdere la propria missione: garantire un’informazione credibile, libera e pluralista.
Il Calendario 2026 di Giornalisti 2.0 - scaricabile cliccando QUI - diventa così non solo un omaggio ai cinquant’anni di libertà nell’etere, ma anche un invito a guardare avanti, consapevoli che – ieri come oggi – la buona informazione è sempre “in onda”.
* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]