Daniele Biacchessi a Giornale Radio: l’ex caporedattore di Radio 24 aggiornerà il layout informativo della “all news”

Daniele Biacchessi, 63 anni, giornalista radiofonico di lungo corso (Radio Lombardia, Radio Regione, Radio Popolare, Italia Radio, Radio 24, Rete A, Antennatre e RAI) entra nello staff di Giornale Radio, l’all news lanciata a febbraio 2020.

“Ho accettato volentieri la proposta dell’editore Domenico Zambarelli, con il quale sono entrato subito in sintonia e spero di ricambiare la fiducia. Ritengo infatti che Giornale Radio abbia delle grandi potenzialità che conto di far esprimere al meglio. Metto a disposizione 44 anni di conoscenza dei linguaggi radiofonici e un’esperienza specializzata essenzialmente nella radio d’informazione e il suo sviluppo tecnologico e multimediale, la vera sfida del futuro”, ha dichiarato Biacchessi.

“L’ingresso di una firma come Biacchessi nell’organico di Giornale Radio contribuirà a rafforzare l’immagine e la sostanza fin qui guadagnata, ha commentato l’editore Domenico Zambarelli.

Biacchessi si occuperà di affinare il prodotto editoriale sul piano informativo e di coordinare la redazione ed i collaboratori di Giornale Radio.

(Comunicato stampa)

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Giornale Radio moltiplica l’offerta e arriva in FM in Lombardia

Prosegue lo sviluppo di Giornale Radio.

L’emittente digitale del Gruppo Nextcom, inaugurata nel mese di febbraio e realizzata dall’editore Domenico Zambarelli, si ascolta ora anche in FM.

Nella giornata di lunedì 12 ottobre, è stata collegata in Lombardia sulle frequenza 96.1 per Milano, Monza, Como, Bergamo, Lodi e Pavia.

Giornale Radio continua ovviamente a trasmettere anche nelle abituali modalità: sul sito all’indirizzo www.giornaleradio.fm, sulla nuova app – curata da 22HBG – recentemente aggiornata e sul canale 262 del digitale terrestre.

Oltre all’emittente principale vi sono diverse reti tematiche: Giornale Radio Ultima Ora, Giornale Radio Rassegna Stampa, Giornale Radio Sport, Giornale Radio Economia e Sostenibilità, Giornale Radio Technology e Giornale Radio Dolce Vita.

In versione visual invece, oltre a Giornale Radio TV, è già disponibile Giornale Radio Sport TV, mentre a breve arriverà Giornale Radio Micio Bau TV.

Responsabile dei contenuti editoriali è Angelo De Robertis.

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Giornale Radio arriva in FM

Il progetto multipiattaforma Giornale Radio si rinnova.

L’emittente del Gruppo Nextcom, inaugurata nel mese di febbraio e realizzata dall’editore Domenico Zambarelli, presenterà nuovi contenuti, con un aggiornamento del sito e dell’app.

Oltre a questo, una serie di campagne pubblicitarie per aumentare la visibilità del brand.

L’intera programmazione si sta arricchendo sotto la supervisione di Angelo De Robertis, responsabile dei contenuti editoriali.

Oltre a radio digitale, tv e app, c’è una ulteriore novità: a breve Giornale Radio si ascolterà anche in FM.

L’emittente modulerà in Lombardia sulla frequenza 96.1 MHz, attualmente collegata a Radio Milan Inter.

Ulteriori dettagli nei prossimi giorni.

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È morto Sergio Zavoli, ex Presidente Rai e direttore del Gr

È morto ieri sera a Roma Sergio Zavoli, maestro del giornalismo televisivo. Aveva 96 anni.

Padre di programmi storici come ‘La notte della Repubblica’, è stato radiocronista, condirettore del telegiornale, direttore del Gr, presidente della Rai dal 1980 al 1986, autore di inchieste che hanno segnato la storia.

Nato a Ravenna nel 1923, Zavoli era entrato alla Rai nel 1947 come giornalista radiofonico.

Il passaggio alla tv nel 1968: Zavoli ideò trasmissioni di grande successo come TV7, AZ, Controcampo; l’anno successivo diventò condirettore del Telegiornale e poi ancora direttore del Gr1 (1976) e presidente della Rai (1980-86).

Zavoli è stato anche direttore del Mattino di Napoli (1993-94) e ha firmato come opinionista per varie riviste come Oggi, Epoca, Jesus.

In suo ricordo, Radio Techetè trasmetterà oggi, mercoledì 5 agosto, due suoi radio documentari, che hanno fatto la storia della radiofonia.

Il primo è l’indimenticabile “Clausura” realizzato in collaborazione con Piero Pasini su musiche di Ildebrando Pizzetti, che venne trasmesso pochi giorni prima del Natale 1957 sul Terzo programma. Era la prima volta che un microfono entrava in un monastero di clausura, quello delle Carmelitane Scalze di via Siepe Lunga 51, a Bologna. Le riprese sonore sono opera delle monache stesse, sommariamente istruite sull’uso delle attrezzature tecniche e dei microfoni. Questo documentario radiofonico ha reso Zavoli l’unico giornalista ad aver vinto per due volte il Premio Italia (il primo lo vinse nel 1953 con Notturno a Cnosso). “Clausura” sarà trasmesso su Radio Techetè alle 15.30, alle 18.30 e, on demand, sul sito.

Il secondo radio documentario è invece “Autostrada del Sole”, un racconto di quella grande opera pubblica, che trasformò per sempre i costumi degli italiani e il loro modo di viaggiare. Trasmesso sul secondo canale il 27 gennaio 1958, è un montaggio di interviste dal cantiere, voci e suoni per un racconto corale di un progetto che avrebbe cambiato il Paese. Radio Techetè lo trametterà sul suo canale stasera alle 20.00 e, on demand, sul sito.

(ANSA + askanews)

Giornale Radio in versione “visual” sul canale 262 del digitale terrestre

Giornale Radio, il nuovo progetto “all digital” nato alla metà di febbraio, è stato collegato sul digitale terrestre.

L’emittente è presente in diverse regioni del nord Italia – in visual radio – sul canale 262 del digitale terrestre.

Così l’emittente spiega la propria nascita:

“Avremmo preferito non fare il battesimo di Giornale Radio col Coronavirus, ma così purtroppo è stato”.

Così commenta l’editore Domenico Zambarelli la spinta decisa effettuata per l’affermazione del progetto digitale Giornale Radio, che avrebbe dovuto entrare nella sua fase operativa solo ad aprile.

Il progetto, come noto, consiste in una digital radio all news 4.0 con un brand fortissimo e rappresentativo esso stesso del contenuto, diffusa in multipiattaforma per il prodotto live principale (IP, DTT e prossimamente DAB+) e su IP per il brand bouquet (10 radio tematiche, di cui una instant radio dedicata al Coronavirus) con l’80% della produzione affidata in esterno a 4 agenzie di informazione qualificate.

“La sostenibilità di un progetto di questo tipo ha imposto tale formula”, continua Zambarelli. “Diversamente sarebbe stato impossibile sostenere un impegno economico nel periodo individuato come necessario per conseguire un’affermazione del prodotto compatibile coi numeri richiesti dalla digital audio”.

“Dal punto di vista della presenza dell’ecosistema orizzontale (distribuzione sulle terze parti aggregatrici) siamo al 50% del primo popolamento”, spiega Massimo Rinaldi, ingegnere che supervisiona il progetto. “Relativamente all’ecosistema interno (presenza su tutti i dispositivi), stiamo lavorando con 22HBG per velocizzare la colonizzazione dei device, in particolare per il lancio della nuova app multicanale”, continua Rinaldi.

“Abbiamo invece concluso giovedì scorso l’inserimento del play del prodotto mainstream su Il Sussidiario.net, portale da cui transitano 10 mln di utenti unici mensili”, interviene Zambarelli.

“I risultati ci incoraggiano: l’enorme affluenza registrata su FM-world dopo l’ingresso confermano che siamo sulla buona strada. Ora dobbiamo lavorare tantissimo sul posizionamento”, conclude l’editore.

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Usigrai: bisogna rilanciare il Giornale Radio e Rai Sport

Serve un rilancio del Giornale Radio Rai: a denunciarlo è l’Usigrai, l’Unione Sindacale dei Giornalisti Rai.

“Mentre i vertici Rai sono imbambolati aspettando illegittime indicazioni dal governo – si legge in una nota – il Giornale Radio muore”.

L’Usigrai sottolinea che “il mercato radiofonico è più vivo che mai, Mediaset prosegue il suo shopping indisturbato, e la Rai? La Rai sta a guardare”.

Il Giornale Radio Rai non può continuare ad essere guidato da una direzione ad interim, secondo l’Unione sindacale, ma ha bisogno di una guida stabile e duratura.

Infine, l’esecutivo di Usigrai, ritiene che di una guida stabile abbia bisogno anche Rai Sport “con un piano editoriale forte che rilanci il ruolo del Servizio Pubblico nello sport. Per entrambe le testate serve marcare una forte discontinuità rispetto al passato: finalmente devono essere ritenuti due settori centrali della Rai. E sarebbe bastato leggere i giornali d’estate per capire quanto i cittadini hanno bisogno e si aspettano tanto dallo sport e dalla radio del Servizio Pubblico”.

La nota è ripresa dal sito della FNSI – Federazione Nazionale Stampa Italiana.