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14 Febbraio 2026
Ad accoglierli è stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha sottolineato il valore culturale ed economico della musica pop italiana, definendola parte integrante del patrimonio del Paese.
La giornata al Colle rappresenta il punto più alto di un percorso raccontato dallo stesso Carlo Conti poche ore prima ai microfoni di RTL 102.5, durante “Giletti 102.5”. Proprio in radio — mezzo che Conti definisce «il mio primo grande amore» — il direttore artistico aveva anticipato la novità dell’incontro istituzionale, definendolo «un riconoscimento importante» per una discografia italiana in forte crescita.
Nel suo intervento al Quirinale, Mattarella ha ricordato la prima edizione del Festival di Sanremo del 1951, quando la manifestazione si ascoltava solo alla radio, evidenziando come oggi continui a coinvolgere oltre venti milioni di italiani ogni anno.
Momento simbolico quando in sala è risuonato un coro sulle note di Azzurro, scritto da Paolo Conte e reso celebre da Adriano Celentano. Al Capo dello Stato è stato poi donato lo spartito di Grazie dei fiori, interpretato da Nilla Pizzi.
Visibilmente emozionato, Conti ha definito l’incontro «bellissimo» arrivando a descrivere Mattarella come «un presidente molto pop».
Nell’intervista radiofonica, Conti ha tracciato le linee guida dell’edizione 2026. Confermata la presenza di due super ospiti per la terza serata: Eros Ramazzotti e Alicia Keys.
L’intero Festival sarà inoltre dedicato a Pippo Baudo, figura storica della kermesse: l’omaggio sarà visibile fin dalla sigla e alcuni artisti lanciati in passato dal presentatore potrebbero essere introdotti proprio da lui.
Conti ha anche risposto alle polemiche sulla mancata partecipazione di Andrea Pucci, respingendo qualsiasi ipotesi di pressioni politiche: «Abbiamo assoluta carta bianca, nessuno interferisce». La decisione, ha ribadito, è stata «del tutto autonoma», invitando a riportare il focus sulla musica.
Guardando avanti, il direttore artistico ha lasciato intendere che quella del 2026 potrebbe essere la sua ultima conduzione: «Questo è il quinto Sanremo, un numero perfetto per smettere». Negli ultimi dodici anni — ha ricordato — la guida artistica del Festival è stata affidata a tre figure: lui stesso, Amadeus e Claudio Baglioni.
Dopo essere stato prima negli studi di RTL 102.5 e poi protagonista al Quirinale, Conti non esclude un ritorno alle origini radiofoniche: «Magari fra qualche anno mollerò la televisione e tornerò a fare radio».
Intanto, tra selfie, backstage e la foto ufficiale di gruppo, la visita al Colle è già destinata a entrare nella storia del Festival — con la benedizione istituzionale di Mattarella a certificare il peso sempre più centrale della musica pop italiana.
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