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La data di lancio ufficiale - secondo quanto riportato da più fonti - è il 25 marzo 1976, per cui proprio in questi giorni ricorre il 50° anniversario della sua fondazione.
Fin dagli inizi, pur inserendosi nel fenomeno delle radio libere nate dopo la liberalizzazione dell’etere, si distingue per una linea editoriale unica: non “controinformazione”, ma un vero servizio pubblico alternativo al monopolio Rai, fondato su trasparenza e accesso diretto alle fonti.
Il tratto distintivo di Radio Radicale è infatti la trasmissione integrale degli eventi politici e istituzionali — sedute parlamentari, congressi, processi — senza filtri né mediazioni giornalistiche, con l’obiettivo di permettere ai cittadini di “conoscere per deliberare”, secondo il principio di Luigi Einaudi.
Nel tempo, l’emittente introduce innovazioni importanti nel panorama italiano, come la rassegna stampa, il filo diretto con i politici, le interviste di strada e programmi dedicati alle comunità immigrate. In momenti di crisi economica, come nel 1986 e nel 1993, diventa anche un fenomeno sociale con il caso “Radio Parolaccia”, dando voce senza censura agli ascoltatori.
Pioniera anche sul piano digitale, è tra le prime a creare un archivio online audiovisivo, oggi considerato uno dei più importanti patrimoni della vita democratica italiana.
Pur legata all'omonimo partito, Radio Radicale si è affermata come modello unico di servizio pubblico, tanto da essere spesso paragonata, per funzione, all’emittente americana C-SPAN.
In questi giorni, diversi nomi noti della politica (e non solo) hanno espresso i propri auguri per i 50 anni di Radio Radicale.
I video sono disponibili al link www.radioradicale.it/archivio/50-anni-di-radio-radicale.
* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]