Radio Radicale compie 50 anni, tra storia della Prima Repubblica e incertezza sui fondi pubblici

Radio Radicale compie 50 anni, tra storia della Prima Repubblica e incertezza sui fondi pubblici

09 Febbraio 2026

Radio Radicale compie 50 anni mentre il suo futuro torna al centro del dibattito politico.

Per la prima volta in tre decenni, infatti, la manovra di fine anno non ha previsto lo stanziamento dei fondi pubblici destinati all’emittente. A segnalarlo è professionereporter.eu. La convenzione con lo Stato, attiva dal 1994, garantiva circa 10 milioni di euro annui per la trasmissione delle sedute parlamentari e di altri eventi istituzionali, oltre a risorse per la digitalizzazione dell’archivio e per l’editoria. La questione è ora all’esame di un emendamento al decreto Milleproroghe, in fase di conversione.

Un tema che riaccende l’attenzione sul ruolo storico della radio, definita una vera e propria “scatola nera” della Prima Repubblica. A raccontarne gli anni fondativi è il libro di Gianni Rubagotti La scatola nera della Prima Repubblica. Appunti per una storia di Radio Radicale 1976-1989, che ricostruisce come l’emittente abbia documentato senza filtri la vita politica e giudiziaria italiana. Il titolo riprende una definizione usata dal deputato Federico Mollicone.

Rubagotti è segretario dell’Associazione per l’Iniziativa Radicale “Myriam Cazzavillan”, attiva dal 2015 nella promozione delle battaglie radicali.

Negli anni della Prima Repubblica, tra Settanta e Ottanta, Radio Radicale racconta in diretta alcuni dei momenti più drammatici della storia italiana, dalla morte di Giorgiana Masi al caso del giudice D’Urso. È anche laboratorio di sperimentazione: dalle dirette dei processi a format innovativi come Radio Parolaccia e Radio Processi, fino alle prime esperienze digitali con Agorà Telematica, che anticipano l’uso di Internet per la diffusione dei contenuti politici.

L’emittente nasce nel 1976 per iniziativa di Marco Pannella, leader storico del Partito Radicale, con l’obiettivo di creare una radio libera e alternativa. Insieme a figure come Emma Bonino, Pannella imprime una linea editoriale fondata sulla trasmissione integrale e senza mediazioni dei lavori parlamentari, dando voce diretta agli eletti e portando le istituzioni nelle case degli italiani.

Cinquant’anni dopo, mentre Radio Radicale celebra il suo anniversario, il nodo dei finanziamenti riapre una discussione più ampia sul valore pubblico della memoria, della trasparenza e dell’informazione istituzionale.

* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]

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