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Un progetto destinato a cambiare per sempre il panorama dell’emittenza italiana, fino ad allora dominato dal monopolio della Rai.
L’emittente – nota anche con l’acronimo RMI – nacque da un’idea dei fratelli Angelo Borra e Rino Borra insieme a Piero Cozzi e Nino Cozzi. Fin dai primi mesi di attività la radio si impose come una realtà innovativa e dirompente nel panorama dell’etere italiano.
Gli inizi non furono però semplici. Le trasmissioni di Radio Milano International dovettero affrontare vicissitudini legali che portarono anche al fermo e al sequestro delle apparecchiature. La battaglia intrapresa dal fondatore Angelo Borra per la libertà di trasmissione si concluse però con un esito favorevole, consentendo alla radio di riprendere regolarmente le trasmissioni e contribuendo di fatto a rompere il monopolio statale.
Quel successo rappresentò un passaggio storico: aprì infatti la strada alla nascita del mercato delle radio libere e segnò l’inizio di una nuova stagione per l’emittenza privata italiana, dalla quale sarebbero nate negli anni successivi numerose emittenti radiofoniche e televisive.
Fin dalle origini, Radio Milano International si distinse per uno stile innovativo, con un formato giovane e dinamico e una programmazione musicale fortemente ispirata alla musica proveniente dagli Stati Uniti. Un’impostazione editoriale che conquistò rapidamente il pubblico e attirò l’attenzione dei media nazionali.
La radio poté contare su una squadra di dj destinati a diventare protagonisti della radiofonia italiana, tra cui Claudio Cecchetto, Gerry Scotti, Gigio D'Ambrosio, Massimo Oldani e Fausto Terenzi, oltre a numerosi altri professionisti che contribuirono a definire un nuovo modo di fare radio. Il mix di musica internazionale, conduzioni fresche e jingle innovativi rese RMI un punto di riferimento per molte delle emittenti nate negli anni successivi.
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