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LatteMiele è la radio ufficiale del Carnevale storico di Pieve di Cento

Il Carnevale storico di Pieve di Cento, tra gli appuntamenti più attesi del calendario culturale del territorio bolognese, torna nel 2026 ad animare il centro cittadino con quattro domeniche di festa a ingresso libero.

A scandire il ritmo dell’evento sarà Radio LatteMiele, scelta come radio ufficiale e media partner della manifestazione.

Le sfilate si svolgeranno nelle domeniche del 1 febbraio (a partire dalle 14.30), 8 e 15 febbraio e 1 marzo, coinvolgendo l’intero centro storico di Pieve di Cento. In programma sei carri allegorici e cinque macchine sceniche, frutto del lavoro di oltre 150 volontari e dieci associazioni carnevalesche: un patrimonio collettivo che racconta la storia e l’identità della comunità locale. Come ha ricordato il sindaco Luca Borsari, il Carnevale è una tradizione che “parla di tutta la comunità” e che si tramanda di generazione in generazione, valorizzando competenze artigianali e legami sociali.

Elemento centrale dell’edizione 2026 sarà la musica, con Radio LatteMiele chiamata a firmare l’atmosfera sonora delle sfilate e degli eventi collaterali. L’emittente accompagnerà l’esordio con l’animazione musicale di Dj Cuccurullo e Ivo Morini, per poi proseguire nelle domeniche successive con spettacoli di danza, percussioni e intrattenimento live, contribuendo a rendere la musica parte integrante dell’esperienza carnevalesca.

Ampio spazio sarà riservato anche ai più piccoli, con baby dance, truccabimbi e mascotte prima delle sfilate, oltre al ritorno — per il secondo anno consecutivo — del concorso cosplay, dedicato ai personaggi dei fumetti e della cultura pop, capace di coniugare innovazione e tradizione.

Il Carnevale storico di Pieve di Cento si conferma così una manifestazione capace di unire creatività, partecipazione e memoria collettiva. Con Radio LatteMiele come radio ufficiale, l’edizione 2026 si presenta come un appuntamento in cui musica e festa diventano linguaggio condiviso della comunità.

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“Capital Jam” torna l’11 febbraio con Alex Britti e Franco126

Prosegue il calendario di Capital Jam, che mercoledì 11 febbraio raggiungerà il suo quinto appuntamento alla Cattedrale della Fabbrica del Vapore di Milano.

Sul palco una line up che mette in dialogo mondi musicali diversi: Alex Britti e Franco126, protagonisti di una serata pensata come jam session aperta e imprevedibile.

Capital Jam non è un semplice concerto, ma un format narrato che invita gli artisti a uscire dai propri repertori per reinterpretare brani, contaminare stili e costruire performance uniche. La rassegna, composta da nove serate, celebra i 30 anni di Radio Capital con cinque mesi di musica dal vivo, in programma fino al 25 marzo 2026.

A guidare il pubblico tra esibizioni, dialoghi e aneddoti sarà Luca De Gennaro, affiancato per questa data da Alessandro Prisco, Betty Senatore e Matilde Amato. La serata prenderà il via alle 20.30 con il dj set di Irene Lamedica, mentre Britti e Franco126 saranno accompagnati da una super band diretta da Vittorio Cosma, fulcro musicale del format e garante dell’equilibrio tra arrangiamenti strutturati e improvvisazione.

Capital Jam si inserisce nel progetto Fuori Massena e nel cartellone “Vapore d’Inverno” del Comune di Milano, confermandosi come uno degli appuntamenti live più rappresentativi della stagione: un percorso che attraversa generazioni e linguaggi della musica italiana, mantenendo al centro la dimensione autentica dell’esecuzione dal vivo.

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Milano Cortina 2026 sulla Rai: tv, radio e digitale per raccontare i Giochi minuto per minuto

Emozioni e immagini che si susseguono senza sosta, lacrime di gioia e di delusione, l’attesa scandita dai cronometri, l’urlo liberatorio sul traguardo e il silenzio carico di tensione prima del verdetto.

È il racconto universale dello sport che la Rai si prepara a portare nelle case degli italiani in occasione dei XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, in programma dal 6 al 22 febbraio.

Un impegno editoriale imponente, affidato alla squadra di Rai Sport, che seguirà l’evento attimo dopo attimo con ore di dirette, commenti e aggiornamenti continui. Per l’occasione Rai2 si trasformerà in Rete Olimpica: l’intera programmazione sarà dedicata ai Giochi, ad eccezione degli spazi informativi del TG2, mentre lo streaming sarà disponibile anche su RaiPlay.

La Cerimonia di Apertura, in programma il 6 febbraio, andrà in onda in diretta su Rai1 a partire dalle 19.50. Dallo Stadio Meazza di Milano prenderà forma uno spettacolo di circa tre ore, destinato a segnare un momento simbolico dell’Olimpiade italiana. Per la prima volta, la sfilata degli atleti coinvolgerà più luoghi: oltre a Milano, Predazzo, Livigno e Cortina, dove verrà acceso un secondo braciere olimpico. La telecronaca sarà affidata a Auro Bulbarelli e allo scrittore Fabio Genovesi.

Grande spazio anche alla radio. Su Rai Radio1, Radio1 Sport e RaiPlay Sound, l’Olimpiade sarà raccontata “minuto per minuto”. La radio pubblica tornerà a essere Rete Olimpica, rafforzando la copertura in diretta proprio perché i Giochi tornano in Italia, con l’obiettivo di offrire un presidio costante su tutte le competizioni in calendario.

L’esperienza olimpica sarà completa anche sul fronte digitale. Su Rainews.it sarà disponibile uno speciale dedicato a Milano Cortina 2026: calendario, guida alle 16 discipline, video, approfondimenti e un progetto di interactive storytelling per seguire giorno dopo giorno i Giochi e conoscerne protagonisti, regole e curiosità.

Televisione, radio e web si uniscono così in un unico grande racconto corale, pensato per accompagnare il pubblico dentro l’atmosfera olimpica e restituire, in tempo reale, tutta l’intensità dei cinque cerchi.

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Michele Zarrillo torna a Radio Subasio Music Club e celebra i trent’anni da “L’elefante e la farfalla”

Era il 1996 quando Michele Zarrillo portava sul palco del Festival di Sanremo “L’elefante e la farfalla”, brano destinato a diventare una pietra miliare della canzone italiana.

A trent’anni di distanza, quell’anniversario diventa il filo conduttore di una serata speciale a Radio Subasio Music Club, che celebra la carriera dell’artista tra memoria, musica dal vivo e nuove prospettive creative.

L’appuntamento è per lunedì 16 febbraio, a partire dalle 21.00. In studio e in collegamento video, Zarrillo offrirà al pubblico un’ora di musica live e racconti personali, accompagnato da Gianluca Giurato, padrone di casa del format. Un ritorno che sa di rimpatriata tra amici, come dimostrano le oltre 170 puntate di Music Club realizzate in nove anni, spesso dedicate alle hit più amate del cantautore, riproposte in chiave intima e riarrangiate con l’eleganza che contraddistingue il suo percorso, anche nelle recenti tournée teatrali.

La serata sarà anche l’occasione per guardare avanti. Zarrillo è infatti al lavoro su nuovi progetti discografici, con sessioni in studio già avviate per la produzione di brani inediti. Un percorso che potrebbe sfociare in un nuovo album, ideale prosecuzione di “Vivere e rinascere”, pubblicato dopo il successo sanremese del 2017 con “Mani nelle mani”.

E mentre il pubblico si interroga su un possibile ritorno sul palco dell’Ariston nella 76ª edizione del Festival, resta vivo il ricordo dell’ultima partecipazione in gara nel 2020 con “Nell’estasi o nel fango” e della presenza, l’anno successivo, come ospite nella serata finale per celebrare l’evergreen “Cinque giorni”. Un’ipotesi che accende la curiosità degli appassionati, con un pensiero che inevitabilmente corre alla direzione artistica di Carlo Conti.

Per partecipare all’evento in presenza o da remoto e avere la possibilità di rivolgere una domanda all’artista, è necessario compilare l’apposito form dal sito della radio entro il 7 febbraio; una mail fornirà tutte le indicazioni operative. La diretta audio e video sarà invece accessibile a tutti in simulcast su FM, DAB, App e streaming su Radio Subasio, per una serata che unisce passato e futuro nel segno della grande canzone d’autore italiana.

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RDS è Official Entertainment Partner di Casa Italia alle Olimpiadi 2026

Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 si preparano a essere non solo una grande vetrina sportiva, ma anche un racconto corale della creatività e dell’identità italiana.

In questo contesto RDS 100% Grandi Successi sarà Official Entertainment Partner di Casa Italia, lo spazio simbolo del CONI dedicato all’eccellenza nazionale.

Casa Italia sarà operativa in tre sedi iconiche: a Milano presso la Triennale, a Cortina d’Ampezzo nella Galleria Farsetti e a Livigno all’Acquagranda. Un progetto diffuso che unisce sport, cultura, arte e intrattenimento con l’obiettivo di celebrare gli atleti azzurri e restituire al pubblico l’esperienza olimpica nella sua dimensione più autentica ed emozionale.

Dal 6 al 22 febbraio, RDS accompagnerà il racconto dei Giochi attraverso la voce dei suoi speaker, protagonisti nei diversi hub di Casa Italia. A Milano si alterneranno Petra Loreggian, Leo Di Bello e Paolo Piva; a Cortina d’Ampezzo sarà presente Filippo Ferraro; a Livigno Rino de Niro. A loro il compito di guidare i “Medal Moment”, gli incontri con gli atleti al termine delle competizioni, chiamati a condividere successi, emozioni e storie direttamente con il pubblico.

Il tema scelto per Casa Italia è “Musa”, un omaggio all’Italia come fonte di ispirazione nell’immaginario globale. In questo percorso la musica assume un ruolo centrale: linguaggio universale capace, insieme allo sport, di creare connessioni, amplificare le emozioni e trasformare ogni vittoria in un’esperienza collettiva.

«Lo sport, come la musica, rappresenta un importante momento di intrattenimento. Emozione e passione sono valori di un linguaggio condiviso, capaci di coinvolgere e di unire», ha dichiarato Massimiliano Montefusco, amministratore delegato di RDS. «Siamo onorati di poter valorizzare l’eccellenza e il talento delle atlete e degli atleti italiani e di raccontare le storie che solo lo sport sa generare».

Con RDS al centro di Casa Italia, Milano-Cortina 2026 si conferma così come un evento che va oltre la competizione: un grande racconto di sport, musica e identità nazionale, capace di dare voce alle emozioni di un Paese intero.

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Radio Studio Più, la dance-station che attraversa il tempo

Intervista a Claudio Tozzo, editore ed anima storica della dance station d’Italia

Di fronte al Lago di Garda, a Desenzano, batte uno dei cuori storici della radiofonia dance italiana. Qui ha sede Radio Studio Più, un nome che da quasi cinquant’anni accompagna generazioni di ascoltatori tra musica, eventi e divertimento. Abbiamo incontrato Claudio Tozzo: editore, patron, ma anche voce e dj della radio. Un uomo che con Studio Più non ha semplicemente costruito un’emittente, ma un vero e proprio brand dell’intrattenimento.

La storia di Claudio Tozzo con la radio inizia prestissimo. È il luglio del 1977 quando, a soli 14 anni, entra a Radio Tele Sullivan di Lonato, nel bresciano. All’inizio segue la parte tecnica, ma ben presto passa al microfono conducendo un programma dedicato ai cantautori italiani.
Nel 1979 arriva anche l’esperienza da dj nella discoteca Sullivan di Ponte San Marco, di proprietà di alcuni soci della radio, dove rimane resident fino al 1983. Sono anni fondamentali, perché radio e pista da ballo iniziano a fondersi in un’unica visione. Proprio in quel periodo Radio Tele Sullivan si fonde con Radio Studio 93, dando vita a Radio Studio Più. Nel 1983 Tozzo rileva le frequenze e avvia la costruzione dell’attuale rete nazionale, acquisendo emittenti in tutta Italia.

L’intervista

Partiamo dalle origini di Radio Studio Più e dal legame con gli eventi

«Studio Più è operativa negli eventi da quando esiste la radio. Nel 1977 entro in radio e la radio era già legata a una discoteca, il Sullivan, dove io facevo il dj. Mandavamo un programma che si chiamava Ieri al Sullivan: faceva sentire quello che era successo la domenica pomeriggio. Era bellissimo, perché chi era stato nel locale poi riascoltava quello che aveva vissuto.
Da lì ho capito una cosa fondamentale: quando la gente si diverte, si ricorda di te. Con questa filosofia abbiamo iniziato a fare feste nelle piazze, soprattutto d’estate, e continuiamo a farle ancora oggi. Di fatto Studio Più è diventato un format. Quando viene chiamata, la gente sa già che si divertirà. Facciamo musica a 360 gradi, senza chiuderci in nicchie. Negli ultimi dieci anni abbiamo però creato format riconoscibili, come I Remember Yesterday, dedicato agli anni ’70 e ’80 con i video originali degli artisti, quasi come se li avessimo sul palco. Oppure Dance Time Machine 90, dedicato ovviamente a quel decennio. Ma anche senza un nome preciso, Studio Più ha sempre fatto sold out nelle piazze».

Il richiamo al passato: pubblico che invecchia o musica che cambia?

«Negli anni ’70 un disco restava in classifica nelle prime posizioni anche un anno intero. Negli anni ’80 e ’90 magari tre o quattro mesi, ma aveva comunque una lunga vita. Oggi invece esce musica in continuazione e si brucia subito. Una volta gli editori e le case discografiche facevano da filtro: le canzoni che uscivano avevano già il potenziale per diventare hit. Oggi per produrre un brano basta poco, ne escono tantissimi, e non hai più la possibilità di scegliere davvero quali possano durare. In più oggi esistono anche canzoni generate dall’intelligenza artificiale. Risultato: la musica contemporanea fatica a riempire le piste da ballo».

E i ventenni di oggi?

«Una volta le canzoni venivano scelte da professionisti che sentivano il mood generale. Oggi quel gusto condiviso non esiste più. I giovani vivono una musica che spesso capiscono solo loro, perché nasce e muore dentro i social. È un mondo chiuso. Quando devi far divertire un pubblico trasversale — in una piazza o in un palasport — non puoi basarti solo su quello. Servono brani che abbiano vissuto momenti reali. Le poche eccezioni arrivano dai grandi dj internazionali, soprattutto da luoghi come Ibiza, che resta la vera patria delle discoteche».

Ibiza: perché continua a essere un riferimento mondiale?

«Ibiza è un piccolo mondo dove passa tutto il mondo. Ci sono locali con dj internazionali e un concetto completamente diverso di esperienza. In Italia, nei locali si è disposti a spendere 15 o 20 euro. A Ibiza superi facilmente i 100, ma li investi per vivere un momento unico. Non vai a vedere un dj, vai a vedere uno show: musica, luci, atmosfera. Vai in un posto sapendo che succederà qualcosa di importante. Lì abbiamo creato Studio Più Ibiza, una radio autonoma che trasmette i dj set di chi si esibisce direttamente sull’isola. Non avrebbe senso portare la Studio Più italiana a Ibiza: sono due mondi diversi, ed è giusto che abbiano identità diverse».

Presente e futuro: i nuovi format

«Abbiamo recentemente creato un nuovo format che si chiama “Noi che siamo gli anni 80 – 90 – 2000”. È l’identità della Studio Più di oggi. Lo presenteremo a Predazzo e Bormio in occasione delle Olimpiadi, con performance live che hanno caratterizzato quegli anni. Cosa c’è di contemporaneo che funziona? Direi che nell’ultimo decennio, dal 2015 al 2020 in particolare, sono stati il Reggaeton e il Moombathon a riportare le persone – soprattutto le ragazze – in discoteca e in quegli anni ho avuto il piacere di suonare quella musica proprio a Ibiza prima al Privilege, poi all’Hi e all’Ushuaia. Qualcosa di nuovo c’è sempre, ma non sarà mai come gli anni ’70 e i primi anni 80: le hit di quegli anni ce le portiamo ancora tutte dietro. Alla fine portiamo avanti ciò che la gente è in grado di sentire come proprio».

Come si ascolterà la radio domani?

«La radio è un brand. E il brand lo vai a cercare in base a ciò che ha rappresentato per te. Non importa dove ti trovi, l’importante è che tu possa trovarla ovunque. L’FM non resterà per sempre il canale principale, ma non è una decisione nostra: è l’utenza che decide. Tu devi essere presente dappertutto. Perché alla fine è il brand che vince».

Concludendo, possiamo dire che Radio Studio Più non è soltanto una dance station. È una storia che attraversa decenni, generazioni, mode e tecnologie, restando fedele a un’idea semplice e potentissima: la musica come esperienza condivisa. Tra piazze piene, piste da ballo, ricordi e nuove sfide digitali, il percorso di Claudio Tozzo racconta come la radio — se diventa identità — possa continuare a far ballare il tempo.

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Achille Lauro alla co-conduzione della seconda serata di Sanremo

Sarà Achille Lauro a salire sul palco del Teatro Ariston in veste di conduttore della seconda serata del Festival di Sanremo, accanto al direttore artistico Carlo Conti e a Laura Pausini.

L’appuntamento è in programma dal 24 al 28 febbraio, in diretta su Rai1, RaiPlay e Rai Radio2.

Per l’artista romano si tratta di un ritorno a Sanremo in una nuova e significativa veste, dopo una lunga storia di partecipazioni che hanno segnato in modo indelebile l’immaginario del Festival. Achille Lauro è stato in gara nel 2019 con Rolls Royce, nel 2020 con Me ne frego, nel 2022 con Domenica e nel 2025 con Incoscienti giovani. A queste si aggiungono la presenza come super ospite fisso nel 2021 e quella come ospite speciale nel 2023, apparizioni che hanno contribuito a consolidarne il ruolo di protagonista trasversale della manifestazione.

Artista capace di muoversi con disinvoltura tra musica, estetica e linguaggi culturali, Achille Lauro ha costruito un percorso unico nel panorama italiano, caratterizzato da una continua reinvenzione. I numeri certificano il successo: 40 dischi di platino, 12 dischi d’oro e sette album in studio, risultati che raccontano un impatto rilevante sia sul piano artistico sia su quello popolare.

Le sue partecipazioni al Festival hanno spesso rappresentato momenti di svolta, trasformando ogni apparizione in un evento mediatico e culturale. Un racconto artistico in costante evoluzione, capace di parlare a pubblici diversi e di lasciare un segno profondo nella storia recente di Sanremo.

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Radio Deejay, “Febbraio Ganbatte” a Pinocchio: un mese di sfide condivise

Febbraio si apre all’insegna della determinazione – o quantomeno del provarci – con il ritorno di Febbraio Ganbatte, l’iniziativa lanciata per il secondo anno consecutivo da La Pina, Diego e La Vale all’interno di Pinocchio.

Un progetto che invita la community del programma a mettersi alla prova insieme, scegliendo di rinunciare a qualcosa di negativo o, al contrario, di introdurre un’abitudine positiva nella propria quotidianità.

Un mese “senza”, ma vissuto collettivamente. La forza dell’iniziativa sta proprio nella dimensione condivisa: la community di Pinocchio ha già dimostrato in più occasioni quanto la partecipazione e il senso di appartenenza siano elementi centrali del programma. Febbraio Ganbatte diventa così un’occasione per rimettere in equilibrio le proprie abitudini, che si tratti di dire stop a carboidrati, latticini, sigarette, alcol, shopping compulsivo o a un uso eccessivo dei social.

Il termine “Ganbatte”, dal giapponese (頑張って), è un’espressione di incoraggiamento che significa “dai il massimo”, “forza”, “non mollare”. Un vero e proprio mantra che accompagna il percorso di febbraio, trasformando una sfida personale in un’esperienza di motivazione collettiva.

A rendere l’iniziativa ancora più coinvolgente è il calendario motivazionale di Pinocchio, disponibile per il download anche quest’anno. Uno strumento semplice e ironico, pensato per annotare giorno dopo giorno pensieri, stati d’animo e progressi, segnando simbolicamente ogni traguardo raggiunto con una X. Un modo per restare concentrati sull’obiettivo e rendersi conto che, passo dopo passo, il mese scorre più veloce del previsto.

Durante le puntate di Pinocchio, La Pina, Diego e La Vale racconteranno l’andamento del Febbraio Ganbatte, tra successi, cedimenti, scivoloni e inevitabili sgarri, condividendo con gli ascoltatori difficoltà e piccole vittorie quotidiane.

Per chi vuole salire a bordo e affrontare la sfida insieme alla squadra di Pinocchio, il calendario è pronto: febbraio può cominciare, tutti insieme, un giorno alla volta.

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Ragazza scomparsa ritrovata in diretta su Radio Globo: l’appello in onda e la mobilitazione degli ascoltatori

Si è conclusa con un lieto fine la vicenda di Azzurra Ferretti, la 19enne scomparsa a Roma il 26 gennaio.

Dopo tre giorni senza notizie, la ragazza è stata ritrovata grazie a una segnalazione arrivata in diretta durante Tutto Bloccato, programma pomeridiano di Radio Globo, e alla successiva geolocalizzazione del suo telefono cellulare.

A lanciare l’appello in onda è stata Sabrina, la madre di Azzurra, che ha contattato la redazione dopo aver visto un video pubblicato sui canali social dell’emittente. In quelle immagini, girate sulla rampa della tangenziale, la donna ha riconosciuto una giovane che riteneva potesse essere la figlia. «Mi sembra proprio lei – ha raccontato in diretta – se qualcuno in zona l’ha vista, magari potete aiutarmi». La madre ha spiegato che, sebbene non fosse la prima volta che Azzurra si allontanava da casa, non era mai successo che sparisse per così tanti giorni senza dare notizie.

Nel corso della trasmissione sono arrivate numerose segnalazioni dagli ascoltatori, alcune delle quali collocavano la ragazza in zona Appia, in direzione Ciampino. I conduttori Roberto e Roberta Marchetti hanno seguito passo dopo passo la mobilitazione del pubblico, raccogliendo informazioni utili e mantenendo il contatto con la famiglia. Poco dopo è arrivato un aggiornamento decisivo dalla madre: il cellulare di Azzurra si era riacceso e la geolocalizzazione indicava la zona di Rebibbia.

Il momento più emozionante è arrivato in diretta. Mentre il padre della ragazza si recava dai carabinieri, Sabrina è rimasta collegata con la radio: «Per un provvedimento restrittivo non posso uscire di casa e andare a cercarla, sto aspettando e sperando insieme a voi». Poi la notizia attesa: «Aspettate, il padre l’ha trovata, è con lui». Pochi istanti dopo, la conferma: Azzurra era stata rintracciata ed era in buone condizioni.

Sul posto sono intervenuti gli inviati Jacopo Saliani e Davide Mannone. Ai microfoni di Radio Globo, il padre della ragazza ha raccontato i momenti successivi al ritrovamento: «Mia figlia è stata ritrovata. Ora è in ambulanza per alcuni accertamenti: è stata fuori tre giorni e tre notti senza mangiare, bere né dormire. La porteremo in ospedale per verificare che sia tutto a posto. Ringrazio di cuore tutti quelli che hanno inviato segnalazioni e ci hanno aiutato a ritrovarla».

Una vicenda che ha mostrato ancora una volta il ruolo della radio come strumento di informazione, ma anche di supporto concreto, capace di attivare una comunità e contribuire in modo decisivo a un ritrovamento.

 

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“Okkio al Web”, Rai Radio e Polizia di Stato uniscono le forze contro i rischi della rete

Sensibilizzare, informare e fornire strumenti concreti di difesa in un contesto digitale sempre più complesso.

Nasce con questi obiettivi “Okkio al Web – Tutti i pericoli di un click”, il podcast in quattro episodi realizzato da Rai Radio in collaborazione con la Polizia di Stato, presentato nel corso di una conferenza stampa inaugurata da Barbara Strappato, Primo Dirigente della Polizia di Stato e Direttore della I Divisione del Servizio Polizia Postale e per la sicurezza cibernetica.

«Oggi il rischio online assume forme insidiose, capaci di colpire le persone in modi da cui si fa fatica a difendersi», ha sottolineato Strappato, evidenziando come il progetto nasca dalla necessità di affrontare le minacce cyber non solo in chiave informativa, ma anche educativa e preventiva. Il podcast punta infatti a offrire prospettive concrete di tutela e protezione, grazie ai consigli operativi della Polizia di Stato, affiancati da contributi accademici che approfondiscono le dinamiche e le cause più profonde dei fenomeni legati alla sicurezza in rete.

Ogni episodio è pensato per una specifica fascia d’età – dai bambini agli adolescenti, fino agli adulti e agli anziani – con l’obiettivo di rispondere in modo mirato alle diverse esigenze informative. Un approccio segmentato che mira a intercettare dubbi, timori e domande che emergono quotidianamente nell’uso della rete, offrendo contenuti accessibili ma rigorosi.

Alla presentazione del progetto editoriale hanno preso parte anche Marco Caputo, Direttore Rai Radio, Paola Carruba, Vice Direttrice Rai Radio, e Roberto Natale, Consigliere di Amministrazione Rai, a conferma di un’iniziativa che si inserisce nel più ampio impegno del servizio pubblico per la promozione della cultura digitale e della sicurezza online

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Radio Zeta ad “Amici”: al via la rotazione degli inediti e il voto degli ascoltatori

Radio Zeta riaccende i riflettori sui nuovi talenti di Amici con il ritorno di Turbozeta, il programma condotto da Luigi Provenzani e Alessandra Vatta, che accompagna in radio il percorso degli allievi cantanti della scuola di Maria De Filippi.

A partire dal 27 gennaio, entrano in rotazione sull’emittente i primi cinque inediti firmati da Angie, Cate Lumina, Plasma, Riccardo Stimolo e Valentina Pesaresi.

Il pubblico diventa protagonista: gli ascoltatori possono votare il brano preferito collegandosi a RTL 102.5 Play, nella sezione Special & Contest. La settimana successiva sarà la volta di un secondo gruppo di inediti, con le proposte di Elena D’Elia, Gard, Lorenzo Salvetti, Michele e Opi, che si alterneranno nella programmazione di Radio Zeta.

Al termine delle votazioni, i quattro brani più votati torneranno in onda per un’ulteriore settimana, mentre l’inedito che conquisterà il maggior numero di preferenze entrerà ufficialmente nella playlist di Radio Zeta a partire dal 17 febbraio, segnando un primo, importante traguardo radiofonico per i giovani artisti in gara.

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Mahler, il dolore e l’addio al Romanticismo: l’Orchestra Rai in concerto su Radio3

Un viaggio musicale intenso e carico di significati attraversa il dolore, la memoria e il tramonto di un’epoca nel concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai in programma giovedì 29 gennaio alle 20.30, in diretta su Rai Radio3 e in streaming su RaiPlay dall’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino.

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Al centro della serata i Kindertotenlieder di Gustav Mahler, ciclo liederistico tra i più struggenti del repertorio sinfonico-vocale, che mette in musica i versi di Friedrich Rückert dedicati alla perdita dei figli, trasformando lo sconcerto e il vuoto in una profonda riflessione sul dolore e sul tempo.

Sul podio debutta nella Stagione Sinfonica Rai Nicolò Umberto Foron, direttore assistente della London Symphony Orchestra, affiancato dal mezzosoprano Fleur Barron, interprete di riferimento del repertorio mahleriano e vincitrice di un Grammy Award nel 2025.

La serata si apre con Les Offrandes oubliées di Olivier Messiaen, meditazione sinfonica giovanile che anticipa l’originalità timbrica del compositore francese, e si chiude con le Danze sinfoniche op. 45 di Sergej Rachmaninov, ultimo lavoro del musicista russo e ideale congedo da quella tradizione tardoromantica ormai al crepuscolo.

Un programma che intreccia spiritualità, memoria e fine di un mondo, restituendo alla musica il compito di dare voce all’indicibile.

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