Addio a Giorgio Bracardi, la voce che ha rivoluzionato la comicità radiofonica

Addio a Giorgio Bracardi, la voce che ha rivoluzionato la comicità radiofonica

13 Ottobre 2026

È morto a 93 anni Giorgio Bracardi, attore, musicista e autore che ha lasciato un segno nella storia della radio e della televisione italiana.

La sua popolarità è legata soprattutto ad Alto Gradimento, il programma radiofonico ideato da Renzo Arbore e Gianni Boncompagni che, negli anni Settanta, contribuì a rinnovare il linguaggio dell’intrattenimento, puntando sull’improvvisazione, sull’assurdo e su personaggi fuori dagli schemi.

Proprio alla radio Bracardi ha costruito alcune delle sue maschere più celebri, entrate nella memoria collettiva grazie a tormentoni e interpretazioni surreali: da Scarpantibus al professor Aurelio Ovidio Marcellini, con il suo inconfondibile «Patroclooo!», fino al giornalista Max Vinella e al gerarca Ermanno Catenacci. Figure grottesche, capaci di mettere in ridicolo vizi, debolezze e contraddizioni della società italiana attraverso una comicità originale e imprevedibile.

Il suo contributo alla radiofonia si inserisce nella stagione che ha visto Alto Gradimento rompere gli schemi tradizionali della comicità radiofonica, trasformando voci, rumori, invenzioni linguistiche e personaggi improbabili in elementi centrali della narrazione. Accanto ad Arbore, Boncompagni e Mario Marenco, Bracardi fu tra i protagonisti di un'esperienza che avrebbe influenzato anche il successivo intrattenimento televisivo.

Musicista e pianista fin da giovane, cresciuto in una famiglia legata al mondo dello spettacolo, Bracardi ha affiancato alla comicità l'attività di compositore, arrivando a firmare anche brani per il Festival di Sanremo. Il passaggio dalla radio alla televisione ne ha consolidato la notorietà: nel 1985 partecipò a Quelli della notte con Renzo Arbore, per poi prendere parte ad altri programmi Rai, tra cui Pronto, chi gioca? e Chiappala chiappala. Nel 1995 approdò a Striscia la notizia, dove interpretò il fittizio portavoce di Silvio Berlusconi, Lucio Smentisco.

Nel ricordarlo, Arbore lo ha definito un «intellettuale sotto mentite spoglie», sottolineando la capacità di inventare personaggi di fantasia, surreali e lontani dalla satira convenzionale. Un talento riconosciuto anche da Dario Ballantini, che ne ha evidenziato l'unicità e la raffinatezza.

Con la scomparsa di Bracardi se ne va uno dei protagonisti di una stagione irripetibile dello spettacolo italiano. La sua eredità resta legata soprattutto alla radio, dove ha contribuito a dimostrare come la voce, l'invenzione e la libertà espressiva potessero trasformare un programma in un laboratorio di comicità, capace di attraversare generazioni e lasciare personaggi e battute ancora oggi riconoscibili.

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