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08 Ottobre 2026
È il contenuto della riflessione di Claudio Astorri, che parte dal ritorno della ricerca ufficiale sull’ascolto radiofonico per analizzarne alcuni aspetti metodologici e suggerire possibili interventi.
Il primo riguarda la qualità del campione. L’aumento del numero delle interviste, osserva Astorri, non equivale necessariamente a una maggiore accuratezza, soprattutto in un contesto in cui risulta sempre più difficile raggiungere telefonicamente alcune componenti della popolazione. Da qui la richiesta di maggiore trasparenza sulla rappresentatività del campione e sul confronto con la precedente rilevazione TER.
Astorri pone poi l’attenzione sulla fascia 5.00-6.00 del mattino, che presenta una quota di ascolto significativa. La proposta è di anticipare alle 5.00 anche l’inizio della ricostruzione della giornata radiofonica, così da tenere conto dei cambiamenti negli orari di lavoro e negli stili di vita.
Un’altra indicazione riguarda la fascia 65 anni e oltre, oggi considerata come un unico segmento. Secondo Astorri sarebbe più utile distinguere tra 65-74 anni e 75 anni e oltre, mantenendo comunque il dato complessivo per garantire la continuità con le serie storiche.
C’è quindi il tema della lettura delle classifiche. Astorri invita a distinguere il Giorno Medio dalle metriche che misurano l’effettivo tempo di ascolto. AQH e AQH Share, nella sua analisi, dovrebbero avere maggiore centralità, evitando di identificare automaticamente la radio con il maggiore reach come quella “più ascoltata”.
La quinta proposta riguarda i naming delle emittenti. Alcune denominazioni possono infatti risultare ambigue durante le interviste, perché coincidenti o molto simili a espressioni di uso comune, generi o contenuti radiofonici. Astorri suggerisce quindi criteri più rigorosi per ridurre il rischio di riconoscimenti impropri.
Infine, la riflessione si concentra sulle modalità di accesso ai dati. I risultati pubblicati in PDF, secondo Astorri, sono utili per la consultazione ma meno adatti alle elaborazioni. La proposta è quella di mettere a disposizione delle emittenti iscritte un volume elettronico strutturato, accompagnato da regole precise per l’utilizzo, l’analisi e la pubblicazione dei dati, anche attraverso strumenti di Intelligenza Artificiale.
Le sei indicazioni non vengono presentate come una critica ad Audiradio, ma come altrettanti spunti per una nuova fase della ricerca. L’obiettivo indicato da Astorri è rendere il sistema più accurato, leggibile e accessibile, adeguandolo ai cambiamenti che stanno interessando sia la popolazione sia le modalità di fruizione della radio.
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