Studio Economico CRTV: radio in crescita, occupazione stabile e settore resiliente

Studio Economico CRTV: radio in crescita, occupazione stabile e settore resiliente

14 Luglio 2026

È disponibile la 31ª edizione dello "Studio Economico. Settore Radiotelevisivo Privato Italiano", realizzato dall'Ufficio Studi di Confindustria Radio Televisioni nell'ambito dell'Osservatorio Nazionale del CCNL del settore radiotelevisivo privato, promosso insieme a SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILFPL.

L'edizione 2025 del rapporto si presenta con una veste completamente rinnovata: un formato quadrato e smart, pensato per favorire una lettura più immediata e adatta alla fruizione sul web e sui social media, senza rinunciare al rigore metodologico che da oltre trent'anni caratterizza questa pubblicazione.

Lo studio analizza l'andamento economico, finanziario e occupazionale del sistema radiotelevisivo italiano attraverso i bilanci delle società di capitali del settore. Il quadro comprende editori pubblici e privati, nazionali e locali, operatori free e pay, oltre agli operatori di rete broadcast, che da quest'anno trovano spazio in un capitolo dedicato.

Mercato stabile, ma lontano dai livelli pre-pandemia

I dati riferiti al 2023 evidenziano un mercato in fase di stabilizzazione, seppur ancora distante dai risultati registrati prima della pandemia. Il comparto radiotelevisivo italiano ha infatti generato ricavi complessivi per 8,67 miliardi di euro, in lieve calo (-1,5%) rispetto al 2022.

In questo scenario, la pubblicità continua a rappresentare la principale fonte di finanziamento, con un'incidenza pari a circa il 36% dei ricavi complessivi del sistema broadcast, comprendente televisione, radio e operatori di rete.

La televisione domina, ma la radio cresce

La televisione si conferma il segmento più rilevante del comparto, con 7,2 miliardi di euro di ricavi, pari a quasi l'83% dell'intero mercato.

Particolarmente significativo il dato della radio, che dimostra una notevole capacità di adattamento ai cambiamenti del settore. Con 629 milioni di euro di ricavi, il mezzo radiofonico registra una crescita del 5,2% rispetto al 2022, confermando un trend positivo anche nel confronto con dieci anni fa.

Segnali incoraggianti arrivano anche dagli operatori di rete broadcast, che raggiungono 854 milioni di euro di ricavi, confermando il proprio ruolo strategico nell'ecosistema radiotelevisivo nazionale.

Occupazione stabile e buona tenuta industriale

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dall'analisi riguarda la solidità del settore. Nonostante il ridimensionamento dei ricavi rispetto ai livelli pre-pandemici, i dati di bilancio evidenziano una buona capacità di autofinanziamento, livelli soddisfacenti di produttività e una significativa resilienza occupazionale.

L'occupazione resta infatti sostanzialmente stabile, attestandosi a circa 25.400 addetti, di cui oltre 5.300 impiegati nelle emittenti locali monitorate dallo studio. Una flessione limitata nel confronto decennale che viene interpretata come la dimostrazione della capacità del comparto di mantenere nel tempo posti di lavoro qualificati e diffusi sul territorio nazionale.

Marano: "Industria stabile e resiliente"

Commentando i risultati dell'indagine, il presidente di Confindustria Radio Televisioni, Antonio Marano, sottolinea il valore strategico del settore nel panorama dei media italiani.

"La 31ª edizione dello Studio Economico offre una fotografia di un'industria radiotelevisiva in evoluzione, stabile e resiliente: un dato per tutti, il mantenimento dei livelli occupazionali, su tutto il territorio. Un settore che continua a rappresentare un elemento centrale del sistema dei media italiani grazie alla capacità di produrre, distribuire e valorizzare contenuti professionali e innovativi", afferma Marano.

Lo studio conferma dunque come il comparto radiotelevisivo, pur confrontandosi con un contesto competitivo sempre più digitale e frammentato, continui a rappresentare un pilastro dell'industria dei media italiani, capace di innovare, generare valore economico e garantire occupazione qualificata.

* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]

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