Image 1200x500

“RDS Showcase”, la grande musica live conquista TV8: protagonisti Tiziano Ferro, Blanco e Laura Pausini

Torna la grande musica dal vivo con una nuova stagione degli RDS Showcase, il format firmato RDS 100% Grandi Successi che porta sul piccolo schermo eventi esclusivi e artisti di primo piano.

I concerti, registrati nell’Auditorium Multimediale di RDS, saranno trasmessi su TV8 in tre appuntamenti imperdibili.

Ad aprire il calendario sarà Tiziano Ferro, in onda sabato 4 aprile alle ore 19:00, seguito da Blanco domenica 12 aprile alle 19:15 e da Laura Pausini sabato 18 aprile alle 18:30. Tre live unici, pensati per raccontare la musica in una dimensione più intima e coinvolgente.

Gli showcase, condotti dalla storica voce radiofonica Roberta Lanfranchi, hanno visto la partecipazione di un pubblico selezionato tra gli ascoltatori, offrendo un’esperienza esclusiva e ravvicinata con gli artisti. Un format che conferma la capacità di RDS di avvicinare il pubblico alla musica live, valorizzando il contatto diretto tra performer e fan.

Non solo televisione: i concerti saranno disponibili anche on demand su rds.it, sull’app ufficiale, su RDS Social TV (canale 265 del digitale terrestre) e sul canale YouTube dell’emittente, rafforzando una strategia multipiattaforma sempre più centrale nel panorama dell’intrattenimento.

A sostenere il progetto, una campagna crossmediale che coinvolgerà radio, TV, stampa, digital e out of home in 11 città italiane, a testimonianza di un investimento importante sulla valorizzazione della musica dal vivo.

Con oltre 6 milioni di ascoltatori medi giornalieri, RDS si conferma una entertainment company leader, capace di produrre contenuti innovativi e trasversali tra radio, televisione e digitale. Un percorso evolutivo che guarda anche alle nuove generazioni, come dimostra il progetto RDSNEXT, dedicato a creator e webstar, e che mantiene al centro valori come innovazione, inclusione e sostenibilità.

Gli RDS Showcase si confermano così un appuntamento capace di unire qualità artistica, sperimentazione e coinvolgimento del pubblico, portando nelle case degli italiani il meglio della musica italiana in una veste nuova e autentica.

* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]

Casasanremook 1200x500

Casa Sanremo 2026 apre le porte: 15 giorni di eventi tra musica, istituzioni e innovazione

Si è alzato il sipario sulla 19ª edizione di Casa Sanremo Chateau d’Ax, l’hub ideato da Gruppo Eventi che dal 14 al 28 febbraio 2026 anima il Palaitalia Enit come centro nevralgico delle attività collaterali alla 76ª edizione del Festival della Canzone Italiana.

Inaugurata simbolicamente a San Valentino, l’edizione si distingue per l’estensione a 15 giorni di programmazione continua.

Il fondatore Vincenzo Russolillo guarda al futuro con un format sempre più integrato con la Rai e con la città di Sanremo, puntando su sostenibilità, inclusione e dialogo tra istituzioni, addetti ai lavori e nuove generazioni. Tra le novità, il potenziamento dell’area Underground dedicata alla musica emergente e lo sbarco di Casa Sanremo TV e Radio Casa Sanremo sul digitale terrestre (canale 254), con copertura nazionale h24.

Forte la vocazione istituzionale e sociale: in calendario appuntamenti con il Ministero della Salute e con il Ministro per le Disabilità, focus su legalità e antimafia con “Musica contro le mafie” e “Legality NextGen”, oltre alle collaborazioni con Caritas Italiana, Save the Children, UNICEF e Legambiente. Confermato anche il progetto di educazione digitale “Una vita da Social” con la Polizia di Stato.

Sul fronte editoriale tornano i podcast originali, il salotto culturale Casa Sanremo Writers in partnership con Rai Libri e le dirette Rai, mentre l’area Underground ospita radio, live e format dedicati ai nuovi talenti. Spazio anche al benessere con la Relax Zone e alla gastronomia con il Roof takeover firmato Gambero Rosso.

Con oltre 100 partner e una programmazione multicanale, Casa Sanremo 2026 si conferma una vera media factory e uno dei principali punti di incontro dell’ecosistema che ruota attorno al Festival.

* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]

WhatsApp Image 2026 01 29 at 23 52 52 1200x500

Radio Studio Più, la dance-station che attraversa il tempo

Intervista a Claudio Tozzo, editore ed anima storica della dance station d’Italia

Di fronte al Lago di Garda, a Desenzano, batte uno dei cuori storici della radiofonia dance italiana. Qui ha sede Radio Studio Più, un nome che da quasi cinquant’anni accompagna generazioni di ascoltatori tra musica, eventi e divertimento. Abbiamo incontrato Claudio Tozzo: editore, patron, ma anche voce e dj della radio. Un uomo che con Studio Più non ha semplicemente costruito un’emittente, ma un vero e proprio brand dell’intrattenimento.

La storia di Claudio Tozzo con la radio inizia prestissimo. È il luglio del 1977 quando, a soli 14 anni, entra a Radio Tele Sullivan di Lonato, nel bresciano. All’inizio segue la parte tecnica, ma ben presto passa al microfono conducendo un programma dedicato ai cantautori italiani.
Nel 1979 arriva anche l’esperienza da dj nella discoteca Sullivan di Ponte San Marco, di proprietà di alcuni soci della radio, dove rimane resident fino al 1983. Sono anni fondamentali, perché radio e pista da ballo iniziano a fondersi in un’unica visione. Proprio in quel periodo Radio Tele Sullivan si fonde con Radio Studio 93, dando vita a Radio Studio Più. Nel 1983 Tozzo rileva le frequenze e avvia la costruzione dell’attuale rete nazionale, acquisendo emittenti in tutta Italia.

L’intervista

Partiamo dalle origini di Radio Studio Più e dal legame con gli eventi

«Studio Più è operativa negli eventi da quando esiste la radio. Nel 1977 entro in radio e la radio era già legata a una discoteca, il Sullivan, dove io facevo il dj. Mandavamo un programma che si chiamava Ieri al Sullivan: faceva sentire quello che era successo la domenica pomeriggio. Era bellissimo, perché chi era stato nel locale poi riascoltava quello che aveva vissuto.
Da lì ho capito una cosa fondamentale: quando la gente si diverte, si ricorda di te. Con questa filosofia abbiamo iniziato a fare feste nelle piazze, soprattutto d’estate, e continuiamo a farle ancora oggi. Di fatto Studio Più è diventato un format. Quando viene chiamata, la gente sa già che si divertirà. Facciamo musica a 360 gradi, senza chiuderci in nicchie. Negli ultimi dieci anni abbiamo però creato format riconoscibili, come I Remember Yesterday, dedicato agli anni ’70 e ’80 con i video originali degli artisti, quasi come se li avessimo sul palco. Oppure Dance Time Machine 90, dedicato ovviamente a quel decennio. Ma anche senza un nome preciso, Studio Più ha sempre fatto sold out nelle piazze».

Il richiamo al passato: pubblico che invecchia o musica che cambia?

«Negli anni ’70 un disco restava in classifica nelle prime posizioni anche un anno intero. Negli anni ’80 e ’90 magari tre o quattro mesi, ma aveva comunque una lunga vita. Oggi invece esce musica in continuazione e si brucia subito. Una volta gli editori e le case discografiche facevano da filtro: le canzoni che uscivano avevano già il potenziale per diventare hit. Oggi per produrre un brano basta poco, ne escono tantissimi, e non hai più la possibilità di scegliere davvero quali possano durare. In più oggi esistono anche canzoni generate dall’intelligenza artificiale. Risultato: la musica contemporanea fatica a riempire le piste da ballo».

E i ventenni di oggi?

«Una volta le canzoni venivano scelte da professionisti che sentivano il mood generale. Oggi quel gusto condiviso non esiste più. I giovani vivono una musica che spesso capiscono solo loro, perché nasce e muore dentro i social. È un mondo chiuso. Quando devi far divertire un pubblico trasversale — in una piazza o in un palasport — non puoi basarti solo su quello. Servono brani che abbiano vissuto momenti reali. Le poche eccezioni arrivano dai grandi dj internazionali, soprattutto da luoghi come Ibiza, che resta la vera patria delle discoteche».

Ibiza: perché continua a essere un riferimento mondiale?

«Ibiza è un piccolo mondo dove passa tutto il mondo. Ci sono locali con dj internazionali e un concetto completamente diverso di esperienza. In Italia, nei locali si è disposti a spendere 15 o 20 euro. A Ibiza superi facilmente i 100, ma li investi per vivere un momento unico. Non vai a vedere un dj, vai a vedere uno show: musica, luci, atmosfera. Vai in un posto sapendo che succederà qualcosa di importante. Lì abbiamo creato Studio Più Ibiza, una radio autonoma che trasmette i dj set di chi si esibisce direttamente sull’isola. Non avrebbe senso portare la Studio Più italiana a Ibiza: sono due mondi diversi, ed è giusto che abbiano identità diverse».

Presente e futuro: i nuovi format

«Abbiamo recentemente creato un nuovo format che si chiama “Noi che siamo gli anni 80 – 90 – 2000”. È l’identità della Studio Più di oggi. Lo presenteremo a Predazzo e Bormio in occasione delle Olimpiadi, con performance live che hanno caratterizzato quegli anni. Cosa c’è di contemporaneo che funziona? Direi che nell’ultimo decennio, dal 2015 al 2020 in particolare, sono stati il Reggaeton e il Moombathon a riportare le persone – soprattutto le ragazze – in discoteca e in quegli anni ho avuto il piacere di suonare quella musica proprio a Ibiza prima al Privilege, poi all’Hi e all’Ushuaia. Qualcosa di nuovo c’è sempre, ma non sarà mai come gli anni ’70 e i primi anni 80: le hit di quegli anni ce le portiamo ancora tutte dietro. Alla fine portiamo avanti ciò che la gente è in grado di sentire come proprio».

Come si ascolterà la radio domani?

«La radio è un brand. E il brand lo vai a cercare in base a ciò che ha rappresentato per te. Non importa dove ti trovi, l’importante è che tu possa trovarla ovunque. L’FM non resterà per sempre il canale principale, ma non è una decisione nostra: è l’utenza che decide. Tu devi essere presente dappertutto. Perché alla fine è il brand che vince».

Concludendo, possiamo dire che Radio Studio Più non è soltanto una dance station. È una storia che attraversa decenni, generazioni, mode e tecnologie, restando fedele a un’idea semplice e potentissima: la musica come esperienza condivisa. Tra piazze piene, piste da ballo, ricordi e nuove sfide digitali, il percorso di Claudio Tozzo racconta come la radio — se diventa identità — possa continuare a far ballare il tempo.

* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]

Mtvok 1200x500

“Video killed the radio star” chiude la programmazione musicale di MTV

Tra il 31 dicembre 2025 ed il 1° gennaio 2026, mentre tutti brindavano al nuovo anno, MTV ha ufficialmente interrotto le trasmissioni dei propri canali musicali, segnando la fine di un capitolo fondamentale nella storia della televisione musicale.

A suggellare simbolicamente l’addio è stata la messa in onda – su MTV Music – di “Video Killed the Radio Star” dei Buggles, brano del 1979 diventato un’icona della new wave e passato alla storia come il primo videoclip trasmesso da MTV al suo debutto negli Stati Uniti nel 1981.

La chiusura riguarda esclusivamente le emittenti all-music, mentre il canale principale di MTV è tuttora attivo con una programmazione incentrata prevalentemente su reality show e format di intrattenimento. Un’evoluzione editoriale che riflette un cambiamento avviato da tempo e che, in diversi Paesi – Italia compresa – aveva già portato alla progressiva dismissione dei canali musicali tra il 2015 e il 2020.

Dagli anni Ottanta in poi, MTV è stata un punto di riferimento globale della cultura pop, contribuendo in modo decisivo alla costruzione dell’immaginario musicale contemporaneo. L’emittente ha accompagnato momenti storici della musica internazionale, dalla prima mondiale del videoclip di Thriller di Michael Jackson alla trasmissione della maratona dei concerti Live Aid nel 1985, eventi che hanno segnato profondamente il rapporto tra musica, televisione e pubblico.

La decisione di chiudere i canali musicali rientra in una strategia più ampia di riposizionamento del brand MTV, orientata verso piattaforme digitali e nuovi modelli di consumo. Il network proprietario ha infatti annunciato la migrazione dei contenuti musicali e di intrattenimento su streaming, social media e servizi di video on demand, con la chiusura definitiva dei canali lineari entro la fine del 2025 nel Regno Unito, in Polonia, Ungheria e Italia.

Una scelta che riflette il mutamento delle abitudini del pubblico e il progressivo spostamento della fruizione musicale verso ambienti digitali, ma che sancisce anche la fine di un’epoca: quella in cui i videoclip musicali, trasmessi in rotazione continua, erano il cuore pulsante di MTV e uno dei principali motori della cultura pop globale.

* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]

Mtvok

MTV chiude i canali musicali in Europa

Dal 1981, quando il primo videoclip trasmesso fu Video Killed the Radio Star dei Buggles, MTV ha scritto la storia della musica e della televisione.

Negli anni ha regalato momenti iconici come la première di Thriller di Michael Jackson, il Live Aid del 1985 e gli MTV Music Awards, diventando un riferimento culturale per intere generazioni.

In Italia, dopo l’arrivo europeo nel 1987, il marchio si impose con forza negli anni ’90, fino al debutto di MTV Italia nel 1997, inaugurato dal concerto degli U2 per l’MTV Day.

Volti e programmi hanno scandito quell’epoca: dai VJ Victoria Cabello e Andrea Pezzi fino a Giorgia Surina, Marco Maccarini e Alessandro Cattelan alla guida di Total Request Live. Una formula che univa musica, linguaggio giovane e creatività televisiva, prima che i reality – da The Osbournes in poi – ne spostassero progressivamente il centro di gravità sull’intrattenimento.

Oggi, però, quell’epoca si chiude: Paramount ha annunciato lo stop ai canali musicali di MTV in Europa entro il 31 dicembre 2025, a partire dal Regno Unito. Resterà in onda soltanto MTV HD, ormai dedicato a reality e format non musicali. La causa è evidente: la fruizione musicale si è spostata altrove, prima su YouTube e ora su TikTok, relegando la televisione lineare a un ruolo marginale.

La chiusura di MTV Music (ed altre reti tematiche) segna così la fine simbolica di un modello che aveva trasformato i videoclip in linguaggio universale. In Italia, tuttavia, il marchio continuerà ad avere visibilità: MTV rimarrà disponibile sul canale 131 di Sky, su Sky Glass (122) e in streaming su Now, mantenendo viva almeno in parte l’eredità di un brand che ha cambiato il modo di vivere la musica.

* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]

Music player 7792956 1280

Torna a crescere il vinile e appassiona la Generazione Z

L’industria musicale italiana chiude il primo semestre 2025 con un record: 208 milioni di euro di ricavi, in crescita del 9,7% rispetto allo stesso periodo del 2024.

A stupire non è lo streaming – che resta il motore principale – ma il ritorno in grande stile del fisico, cresciuto del 13%.

Protagonista assoluto: il vinile, che segna un +17%.

Lo rende noto in questi giorni m2o, in un articolo della propria home-page.

Non più reliquia da collezionisti, il disco è diventato oggetto di culto per la Generazione Z, più che per i nostalgici più adulti.

Già nel 2024, aveva conquistato il 63% del mercato fisico e oggi si conferma come simbolo di autenticità e antidoto alla smaterializzazione delle playlist.

Il segreto? Il rapporto tangibile con la musica: copertine da collezione, edizioni limitate e booklet che trasformano l’acquisto in un’esperienza esclusiva.

Per i nativi digitali, abituati a vivere in un mondo immateriale, il vinile offre un valore personale e duraturo.

Lo scenario tracciato dai dati FIMI è chiaro: il futuro sarà ibrido. Lo streaming continuerà a dominare, ma il vinile – simbolo delle ‘radio libere’ anni ’70/’80 – ha trovato un nuovo spazio, reinventandosi come complemento ideale all’era digitale.

Non un ritorno nostalgico, ma un modo diverso – e sempre più pop – di vivere la musica.

* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]

WhatsApp Image 2025 06 17 at 17 38 23

Radio Liscio porta le orchestre tra i big della musica

La rivoluzione della musica da ballo è servita.

Domenica 29 giugno, per la prima volta, le orchestre da ballo varcano le porte di uno dei palchi simbolo della musica pop e rock italiana: il Flowers Festival di Collegno, dove ogni estate si alternano i nomi più noti della scena contemporanea. Quest’anno, accanto ad artisti come Tananai, Fabri Fibra, Guè, Brunori Sas, Willie Peyote, Lucio Corsi, Alfa e Afterhours, ci sarà spazio anche per il liscio, la cumbia e il folk.

Il merito è di Radio Liscio, l’emittente che con il progetto “Ballo Globale”, tappa centrale del suo Summer Tour 2025, rompe gli schemi e abbatte le barriere tra generazioni e generi musicali.

Una serata tra tradizione e nuovi suoni

L’evento, ospitato nello storico spazio dell’ex Lavanderia a Vapore, promette una maratona sonora senza precedenti: dal liscio alla dance, dalla cumbia al folk, in un unico flusso continuo che unisce tradizione e innovazione.

Ad aprire la serata, dalle 21.30, sarà la grande orchestra di Matteo Bensi, artista piacentino tra i nomi più apprezzati del panorama folk italiano. Accanto a lui, due giovani talenti che rappresentano il futuro della musica da ballo: Fabio Barbero, virtuoso del sax, e Matteo Tortora, campione del mondo di organetto.

La special guest sarà Marianna Lanteri, una delle voci femminili più riconoscibili e amate del genere.

A chiudere le danze, la carica travolgente della ItaloBeat – Italian Party Band, guidata da Michael Capuano, che proporrà un viaggio nella musica italiana dagli anni ’60 a oggi, riarrangiata in chiave dance.

Una sfida culturale che diventa spettacolo

Con questa iniziativa, Radio Liscio si conferma pioniera nella diffusione della musica da ballo in contesti non convenzionali, portando le orchestre su palchi storicamente riservati a generi più “alternativi”. Un segnale forte e chiaro: il ballo non è nostalgia, ma evoluzione e festa popolare.


Ballo Globale non è solo una tappa del tour estivo, ma un esperimento culturale e sociale che punta a riavvicinare generazioni diverse attraverso la musica, dimostrando che la pista da ballo può essere, oggi più che mai, un luogo di contaminazione creativa e inclusione.

Un’occasione imperdibile per gli appassionati del genere e una sfida vinta per chi crede che la musica da ballo meriti palcoscenici da protagonista.

* Per comunicati e segnalazioni: [email protected]