Via Asiago 10: una giornata a Radio2, nella storica sede Rai

L’indirizzo di Via Asiago a Roma evoca un pensiero ben preciso: gli studi di Rai Radio.

L’elegante palazzo del quartiere Prati ha una lunga storia che lo rende ancora più affascinante.

Terminato nel dicembre 1931, dopo oltre due anni di lavori, era stato creato per valorizzare l’importanza di quello che era all’epoca il più immediato e fresco mezzo di comunicazione, nato nel 1924, in un’epoca storica come quella fascista che ne aveva compreso in pieno – nel bene e nel male – le potenzialità.

Come riportato dal sito Rai della “storia della radio”, il progetto originale prevedeva la costruzione di 7 maestosi auditori, che sarebbero poi diventati 10 nel dopoguerra, esattamente nel 1949, con l’aggiunta di 3 sale per il Giornale Radio.

Negli anni, la radio ha continuato a crescere ed a “reagire” alla concorrenza che nel tempo si è moltiplicata: dal ’54 con la nascita della TV, dagli anni ’70 con l’arrivo delle emittenti private e poi, via via, con l’arricchimento dell’offerta anche interna che, in seguito all’arrivo del digitale, ha portato alla nascita di diverse emittenti tematiche.

Radio2 e (nello stabile di fronte) Radio3 sono tuttora lì, diffuse da studi oggi decisamente avanzati tecnologicamente, ma inseriti tra corridoi dove al contrario si respira ancora il fascino della storia di una sede, che a dicembre compirà (splendidamente) 88 anni di ininterrotta attività.

E proprio negli studi di Via Asiago, ogni giorno aperti al pubblico che vuole assistere (previa prenotazione) ai tanti programmi della seconda rete, abbiamo trascorso una giornata anche noi di FM-world.

Una giornata dove abbiamo seguito in particolare due dei programmi di punta dell’emittente: il mattutino “Radio2 Social Club” con Luca Barbarossa ed Andrea Perroni, guidati dalla regia di Marco Lolli, ed il meridiano “Non è un Paese per giovani” con Giovanni Veronesi e Massimo Cervelli, assieme alla regia di Savino Bonito.

Diverse sono le particolità che caratterizzano Radio2. In primis, è un’emittente fortemente caratterizzata dai programmi e dai conduttori che li animano, in un contesto che li vede distanti dal concetto di speaker tradizionale e di flusso, presente su molte realtà private. Inoltre, la forte interazione col pubblico in sala (e quindi non solo da casa) che offre alla radio una connotazione unica e “genuina” rispetto a qualsiasi altra concorrente.

Un’emittente, oggi, che gode di un buon seguito tra il pubblico over 40 che ama la radio di contenuti e che sta cercando di conquistare anche un ascolto più giovane, in particolare nelle fasce serali.

Radio2, come ogni emittente Rai, è presente su tutte le piattaforme, con radiovisione di diversi programmi su YouTube e su Facebook.

“C’era una volta l’autoradio”: sostegno al passaggio verso il digitale

“Chiediamo alle istituzioni di inserire, fin da subito, la radio digitale, Dab+, dtt o ibrida su tutte le auto nuove”.

Sono queste – riassunte in un tweet di Radio1 – le parole di Fabrizio Salini, amministratore delegato della Rai, intervenuto alla giornata “C’era una volta l’autoradio”, organizzata presso la sede Rai di Via Asiago a Roma.

Salini, in particolare, ha chiesto che si parli di più di radio digitale, intesa come Dab+, ma anche come auto connesse e come (più in generale) intrattenimento a bordo.

“Dal 2020 – ha aggiunto – tutte le radio in vendita dovranno essere necessariamente digitali; editori e distributori stanno aumentando le coperture a ritmi frenetici”.

Salini è intervenuto anche sul segnale arrivato dal Parlamento Europeo, intenzionato a sostenere la ricezione della radio DAB+ su tutte le nuove autoradio.

In Italia, intanto, è già stata introdotta la legge che impone dal primo giugno 2019 l’obbligo per importatori, catene commerciali e settore automobilistico di approvvigionarsi di ricevitori radio, dotati del sistema di ricezione della radio digitale terrestre DAB+.

Dal primo gennaio 2020, l’obbligo si estende alla vendita al pubblico su qualsiasi piattaforma commerciale.