Il ‘nuovo digitale’ in Liguria: la delicata situazione di TeleMasone

A cura di Mauro Roffi

Nel corso della recente ulteriore seduta pubblica indetta dal Ministero dello sviluppo economico relativamente alle nuove reti televisive digitali di 1° e 2° livello della Liguria ci sono state “molte defezioni sui due vettori, che incideranno sulle attribuzioni LCN” – avvertono i sempre attenti colleghi di newslinet.com.

In sostanza, in questa regione (ma anche in altre fra quelle dove ancora le operazioni non si sono concluse) diverse emittenti, pur ‘promosse’ dal Ministero quanto a possesso dei requisiti, non riescono a concludere accordi per loro soddisfacenti in termini economici con gli operatori di rete.

Vedremo presto quale sarà l’effetto di questa difficile situazione sul passaggio al ‘secondo digitale’ anche in Liguria, così come in Toscana, nel Lazio, in Umbria e in Campania. Intanto le operazioni tecniche di spegnimento e accensione delle nuove reti per le Tv locali sono in via di conclusione in Calabria (dopo tutta la fascia adriatica) e ci si appresta ad iniziare il tutto anche in Sicilia. Nell’isola, in questo quadro, c’è un certo nervosismo ‘della vigilia’ e non mancano le proteste. Fra queste, quella della piccola Tv Acicastello, che dopo 34 anni si accinge a chiudere i battenti, lamentando di non ‘essere stata tutelata’ rispetto alla indubbia complessità di questa fase.

In redazione mi è giunta poi una interessante lettera da parte di TeleMasone di Masone, sopra Genova, che fa riferimento ai miei precedenti articoli sul tema e lamenta la poco sostenibile situazione delle piccole emittenti, quasi ‘obbligate’ dalle nuove disposizioni ad ampliare la loro diffusione a molte zone per loro assolutamente ‘non utili’. Nulla di male, in apparenza, se non fosse che i costi di affitto della frequenza diventano a quel punto pressoché insostenibili.

Mi spiega Giacomo Ottonello di TeleMasone: “La nostra emittente è attiva dal 1984 con una propria testata giornalistica e ha sempre trasmesso in Valle Stura nei paesi di Masone, Campo Ligure e Rossiglione occupandosi di cronaca locale. Siamo un’emittente comunitaria di proprietà prima della associazione Pro-Loco di Masone e in seguito di una nuova associazione, sempre senza fini di lucro, di nome Multimedia no profit. Le persone che la costituiscono sono tutti volontari e il nostro scopo rimane quello di informazione locale. Non ha senso per noi trasmettere il segnale in tutta la Liguria.

Per questa ragione non possiamo permetterci le tariffe di EI Towers… o quelli dell’operatore di II livello… Tra l’altro l’operatore di secondo livello non garantisce ad ora la copertura nella zona di nostro interesse.

I costi che riusciamo a sostenere sono di circa un decimo di quelli dell’operatore di primo livello e questo grazie ai contributi dei Comuni che ci sostengono grazie al nostro servizio di informazione locale.

Abbiamo fino all’ultimo continuato (a trasmettere), in modo che se i termini economici cambiassero potremmo continuare, a dimostrazione che abbiamo diritto all’autorizzazione ma non possiamo esercitarla perchè non abbiamo la copertura economica.

Abbiamo anche preso contatti con altre emittenti comunitarie per capire se possiamo consorziarci, ma per ora rimangono solo ipotesi.

In ultimo anche i Comuni hanno aderito alla nostra protesta chiedendo una frequenza riservata per noi”.

In effetti in una lettera dell’Unione di Comuni Stura, Orba e Leira al Corecom della Liguria, alla Regione e al Ministero si evidenzia come “le emittenti televisive locali minori, per sopravvivere, dovranno essere registrate alle reti disponibili con un’area di copertura (e relativi costi) eccessiva rispetto alle reali esigenze ed interessi di azione. Ne è un esempio l’emittente comunitaria… TeleMasone Rete Vallestura, con sede legale in Masone (GE): da oltre 35 anni trasmette il proprio segnale nell’area compresa nei Comuni di Masone, Campo Ligure e Rossiglione (Valle Stura), garantendo un importante servizio sociale, informativo, comunicativo e di archivio storico indispensabile alla comunità del comprensorio…

L’eventuale passaggio ad una nuova rete comporterebbe l’aumento del costo di 20 volte…, evidentemente insostenibile per un’emittente locale…

Fermo restando l’inevitabile processo di refarming, al fine di consentire a TeleMasone di continuare a gestire un servizio radiotelevisivo a livello locale, l’Amministrazione scrivente chiede di valutare la possibilità di trasmettere utilizzando le frequenze libere a condizioni tecnico-economiche analoghe alle precedenti sfruttando le potenzialità delle nuove tecnologie di trasmissione DVBT 2, previste per l’anno 2023.

In alternativa, si chiede se fosse possibile esercire in modo autonomo, da parte dell’Amministrazione locale, una frequenza in banda UHF che, confinata all’interno del territorio valligiano, non crei disturbi ad altri operatori.

Nello specifico, la proposta è quella di utilizzare un canale DVB-T assegnato ad altri operatori, ma non utilizzato nell’area di copertura della Valle Stura, con tutti i limiti ed accortezze necessarie”.

Personalmente ritengo che la proposta (soprattutto l’ultima) sia perlomeno da prendere in considerazione, per valutarne la fattibilità (o meno, naturalmente), perché limitarsi a spegnere o far spegnere semplicemente voci importanti a livello locale come TeleMasone non sembra proprio la migliore delle situazioni possibili.

Mauro Roffi
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