Caterina Caselli ospite di RTL 102.5: “Mina mi disse di non fare questo mestiere”

Caterina Caselli è stata ospite di “Password” su RTL 102.5.

Nel seguente comunicato, un sunto delle diverse dichiarazioni emerse durante la diretta.

Una vita. Cento vite. Sempre all’avanguardia. Perché Caterina Caselli è un’icona senza tempo. Nella sua vita ha fatto tutto: tv, musica, teatro. Adesso si racconta ad RTL 102.5 nel corso di “Password”, con Nicoletta, Cecilia e Nicolò. Un’intervista imperdibile, che potete rivedere su RTL 102.5 Play.

In onda con un bel bicchiere di vino, Caterina Caselli riavvolge il nastro ed in radiovisione presenta “100 minuti per te”, che al suo interno raccoglie i suoi grandi classici. “Sono meno di 100 canzoni, ma 100 minuti di canzoni. Sono davvero belle le canzoni al suo interno, è stata una scelta molto difficile. Mi sono immedesimata nelle persone che hanno gradito quando cantavo e andavo su e giù per l’Italia. Queste canzone le ho cantate tantissimo a tutti e avevo delle risposte notevoli. In un certo senso sono state la mia stella polare che mi hanno lanciato a scegliere le canzoni che ne fanno parte”, dice la Caselli.

Nicoletta le chiede: “La tua prima canzone, come ci sei arrivata? Caterina Caselli risponde così: “Un giorno ho visto un’insegna dietro alla mia scuola, c’era scritto il nome di un maestro di canto di e di musica. Andai a casa da mia madre e le dissi che volevo fare un’audizione, avevo 14 anni. Lei diceva che non era un mestiere da donna, che dovevo stare a casa perché ero una donna. Io ho insistito. Anche grazie a mia zia ci sono arrivata, mi ha portato all’audizione e mi venne detto che dovevo studiare e che la mia voce avrebbe dovuto maturare. Mi sono fatta scegliere perché il cantante dell’orchestra fu chiamato per il servizio militare e mi dissi che volevo essere scelta. Sapevo che mancava il basso, per cui ho imparato a suonarlo perché volevo essere cantante e musicista”.

“ERO A NEW YORK. CON TELEFONATA MI DISSERO DI UN SERVIZIO DI MOLLICA SU DI ME DICENDO CHE ERA UN PECCATO CHE NON CANTAVO PIU'”

La Caselli parla di tutto. Senza filtri. Ripercorre la sua carriera tra successi e canzoni che hanno segnato un’epoca.- “Bisognerebbe non pensare che a te, è una canzone che ho presentato nel 1990 a Sanremo dopo anni che non mi presentavo. Ero a New York per il matrimonio di Carlo di Palma e Adriana Chiesa. I suoi padrini erano Woody Allen e Mia Farrow che a quei tempi andavano d’accordo”, dice. “Partecipai a quest’evento, il lunedì andammo a sentire Woody Allen e nel momento di pausa mi arriva una telefonata da Roma e un editore mi dice che la sera prima Mollica aveva fatto un servizio su me e Patty Pravo dicendo che era un peccato che non cantavo più. Tornata a Milano, avevamo appena finito di incidere ‘notti magiche’ con Mina e Bennato, allora dissi alla persone che mi aveva telefonato che se mi avesse trovato lo stesso studio con lo stesso tecnico avrei fatto la canzone”.

Ma perché questa canzone è attuale anche adesso? La Caselli risponde così: “Perché abbiamo bisogno d’amore, non di odio. C’è un basso che vibra, l’ho anche suonato, l’ho fatto in una conferenza stampa dopo. Avevo promesso lo avrei fatto a Sanremo ma non me la sono sentita. Dopo aver cantato siamo andati a mangiare, era il compleanno di Miriam Makeba, lei ha ricordato sua madre e mi ha detto che non è potuta andare al funerale della madre. Ha cominciato a cantare ‘Mama’, da sola così a cappella è stata bravissima. Le persone si avvicinavano dai tavoli, lei era semplice e regale insieme, una donna unica. Sono stata onorata di conoscerla”.

CATERINA CASELLI, UN’ICONA SENZA TEMPO

“Nessuno mi può giudicare” parla da sé. E con questo pezzo, uno dei cavalli di battaglia della Caselli, Caterina riassume tutto il suo percorso. Ma poi parla anche de Il Carnevale. “Questa canzone piace tanto a Mina, lei me lo ha detto. È percepita come una canzone allegra, in realtà è drammatica. Bello, però, passa per una cosa allegra ma non lo è per niente”, racconta.

Si dice che quando Mina incontrò la Caselli disse di non intraprendere la carriera di cantante. “Si, mi disse che mi era venuta a sentire. Mi ha detto, in realtà, di non fare questo mestiere perché difficile, ma non che non potessi farlo io”, conferma la Casellli.

IL DIFFICILE MESTIERE DELL’ARTISTA

Fare l’artista è una cosa difficile. Uno dei mestieri più difficili di sempre. “Si, sei in prima linea, sei esposta a giudizi, ma questo non è facile da sopportare. Ho avuto anche io i miei problemi, a volte avevo imbarazzo ad uscire: succede, ti senti gli occhi addosso. Questa è una cosa che si avverte, però devo dire che bisogna mettere sulla bilancia tutto: alla fine direi che la bilancia è positiva”, racconta ancora la Caselli.

Una delle canzoni più belle di sempre resta: “Insieme a te non ci sto più”. “Una canzone di Paolo Conte, siamo molto amici, anche con la moglie. Quella canzone lui l’aveva scritta per l’EQUIPE 84, le mie fortune nascono da qualcuno che ha pensato di fare le canzoni per qualcun altro. Anche ‘Nessuno mi può giudicare’ era stata scritta per Celentano, lui aveva ‘Il ragazzo della via Gluck’ e per fortuna fece quella canzone a Sanremo, la lasciò libera e mi cambiò la vita. Insieme a te non ci sto più è una canzone che prediligo, è una canzone che non ha una ruga, lo rapporti alla quotidianità di oggi. Questo succede ai grandi poeti, non solo ai grandi musicisti. Sono fiera di aver cantato questa canzone. Era molto contento lui di questa canzone”, continua.

LA VITTORIA AL CANTAGIRO E L’AMICIZIA CON GUCCINI

“La mia vittoria, era raro che una cantante donna vincesse una man infestazione dove c’era una giuria. Nel 1968 ho vinto Il Cantagiro. C’era un fiume di gente che aspettava il corteo…. Si cantava la sera e sotto il palco c’era la giuria che dava i voti. Un clima bellissimo, ce l’ho fatta io”, svela ripercorrendo la sua straordinaria carriera. La Caselli, dopo il pezzo Per fare un uomo, parla dell’amicizia con Guccini. “E’ come se fossimo fratelli, lo dico sempre. Perché è una persona buona, un innovatore in Italia”.

(Comunicato stampa)

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