’70/80 Non Stop’ a un mese dall’esordio: Edoardo Hazan fa un primo bilancio della sua nuova emittente

Un mese esatto fa, esordiva sul web ’70/80 Non Stop’.

Si tratta di progetto digitale di Edoardo Hazan, ispirato a quella che fu l’esperienza di Radio 105 Classics.

“È entusiasmante tornare a fare radio” – ci racconta – “ho ripreso a divertirmi con Master Concertino, programmatore musicale fra i più bravi e competenti del mercato, ma soprattutto un caro amico”.

La musica in rotazione è una rivisitazione di quella scelta ai tempi di 105 Classics, con una particolarità: “Quella in onda oggi” – aggiunge Hazan – “è solo un terzo del lavoro. Saranno inseriti a breve molti altri nuovi brani di rara bellezza che hanno fatto la storia della musica, alcuni dei quali davvero difficili da reperire”.

Proprio riguardo a questo, abbiamo chiesto all’editore di ’70/80 Non Stop’ come si fa ad essere attrattivi in un mondo infinito come quello del web, molto diverso da quello dell’FM.

“Servono contenuti precisi e di qualità, abbinati ad un identificativo chiaro. Il web, come noto, arriva ovunque quindi il vero problema è quello di farsi conoscere. Noi abbiamo scelto un nome chiaro, dove ‘promettiamo’ ai nostri ascoltatori esattamente quello che trasmettiamo“. E gli ascoltatori, giorno dopo giorno, stanno arrivando.

“Il nostro target va mediamente dai 45 ai 65 anni, ma ricordo che ai tempi di 105 Classics avevamo anche un 20% di pubblico molto giovane che scopriva musica che non conosceva. Di fatto, la nostra playlist include anche brani che non si ascoltano abitualmente, abbiamo scelto di non limitarci alle solite hit. Il nostro catalogo è molto ampio, dove la programmazione non è selezionata da un algoritmo, ma da due persone” – specifica Hazan –io e Master Concertino, che quella musica la videro nascere”.

E il futuro della radio? Come evolverà il mezzo, detto da un editore che ha conosciuto bene la modulazione di frequenza?

“Oggi l’IP è già ovunque, in futuro lo sarà ancora di più. Con questo, non sto dicendo che l’FM abbia i giorni contati, ma di certo la gente sceglierà sempre più emittenti che soddisfino il proprio gusto personale. Noi puntiamo a fare questo. Ci interessa una nicchia che sia fortemente interessata a ciò che proponiamo e ci stiamo lavorando per migliorare sempre più il nostro prodotto”.

Ancora una volta possiamo concludere che, a prescindere dal device, la radio ha ridato entusiasmo ed energia a chi ama questo mezzo. L’IP sta offrendo nuove opportunità a molti professionisti. Ora spetta ai contenuti fare la differenza.

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