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Sanremo domina il mercato musicale; Max Pezzali primo grande ospite del 2026

Il Festival di Sanremo si conferma ancora una volta il principale motore della musica italiana, capace di incidere in modo decisivo sulle classifiche e sull’immaginario collettivo.

Secondo la classifica annuale FIMI, il brano più scaricato e ascoltato sulle piattaforme nel corso dell’anno è “Balorda nostalgia” di Olly, vincitore dell’ultima edizione del Festival. Alle sue spalle si collocano i brani di Giorgia e Achille Lauro, anch’essi presentati sul palco dell’Ariston.

Il dato più significativo riguarda però l’insieme delle canzoni in gara: Sanremo 2025 segna infatti il record assoluto di singoli venduti, risultando l’edizione con il maggior numero di brani presenti nella classifica annuale FIMI. Un risultato che rafforza il ruolo centrale del Festival nel panorama discografico contemporaneo.

A sottolineare il successo è intervenuto Williams Di Liberatore, Direttore Intrattenimento Prime Time Rai, che ha evidenziato come «le scelte musicali del Direttore Artistico Carlo Conti si confermino vincenti», ribadendo la fiducia del Servizio Pubblico nel suo operato. Secondo Di Liberatore, Sanremo continua a parlare a pubblici diversi, compresi i più giovani, dimostrando la capacità del Festival di anticipare e interpretare la musica italiana del futuro.

Intanto, in vista della 76ª edizione, il Festival entra ufficialmente nel vivo. Durante l’edizione delle 20.00 del Tg1 di mercoledì 7 gennaio, Carlo Conti ha annunciato il primo grande ospite: Max Pezzali. Il cantautore pavese sarà il protagonista assoluto del cosiddetto “palco sul mare”, con cinque serate a tema pensate per trasformare Sanremo in una grande festa collettiva.

Un viaggio musicale costruito attorno alle canzoni di Pezzali, brani che da oltre trent’anni accompagnano generazioni diverse e che promettono di fare da filo conduttore a un’edizione che si annuncia, ancora una volta, capace di unire tradizione, mercato e contemporaneità.

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Radio Bruno Latina: è Francesco Cigna alla guida del nuovo progetto musicale in Toscana

La radiofonia toscana si arricchisce di una nuova voce dedicata ai ritmi caraibici e alle loro evoluzioni contemporanee.

È nata Radio Bruno Latina, nuova emittente tematica che propone un palinsesto incentrato su bachata tradizionale e sensual, salsa, merengue, reggaeton, con uno sguardo attento alle più recenti sonorità urban.

Curatore del progetto è Francesco Cigna, in arte Franceskino DJ, chiamato a guidare e definire l’identità editoriale della nuova radio. Figura di riferimento nel panorama della musica latina, Cigna non si limita alla direzione artistica dell’emittente, ma sta già lavorando allo sviluppo di collaborazioni con festival ed eventi, scuole di ballo e locali, con l’obiettivo di creare un ecosistema che unisca radio, territorio e cultura musicale.

Radio Bruno Latina è ascoltabile in DAB+ in tutta la Toscana, in streaming su radiobruno.it e tramite l’app dedicata disponibile su Apple Store e Google Play, oltre che all’interno dell’app ufficiale di Radio Bruno, accanto agli altri format tematici come Radio Bruno Dance, Radio Bruno Gold e Radio Bruno Rock Station.

Con questo nuovo progetto, il gruppo Radio Bruno rafforza la propria offerta digitale e tematica, puntando su un genere in forte crescita e su una direzione artistica autorevole, capace di dare coerenza, visione e sviluppo a una radio pensata per chi vive il ritmo latino come linguaggio culturale, prima ancora che musicale.

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RTL 102.5 al fianco di Danilo Callegari nella preparazione dell’impresa “North America Extreme”

RTL 102.5 accompagnerà Danilo Callegari nel percorso di preparazione verso North America Extreme, la nuova grande avventura dell’atleta, in programma dalla primavera del 2027.

Il progetto rappresenta una delle sfide più ambiziose della carriera di Callegari e combina sport estremi, resistenza fisica e spirito esplorativo. Il cammino di avvicinamento all’impresa è già iniziato e si svilupperà per oltre un anno attraverso un articolato programma di allenamenti e ambientamenti in diverse aree del mondo.

Nel corso del 2026, la preparazione si concentrerà in prevalenza in Trentino, con una fase specifica a marzo in Florida dedicata ai lanci in paracadute ad alta quota. All’inizio dell’estate, Callegari si sposterà in Valle d’Aosta per un intenso periodo di acclimatamento e allenamento in alta montagna tra Monte Bianco, Monte Rosa e Monte Cervino. Nel mese di agosto è previsto il ritorno sul Monte Bianco per un lancio spettacolare da elicottero, che si concluderà con un evento pubblico.

Tra ottobre e novembre, l’avventuriero volerà in Nepal per affrontare nuove sfide tra le vette himalayane, alternando alpinismo, paracadutismo e parapendio, tappa cruciale per testare la preparazione fisica e mentale. Il percorso proseguirà poi in Tanzania, con la salita del Kilimanjaro e un volo in parapendio dalla vetta. Il rientro in Trentino segnerà la fase finale del 2026, dedicata agli ultimi allenamenti sugli sci e alla preparazione tecnica e logistica in vista della partenza, prevista attorno al 10 aprile 2027.

Durante l’intero percorso, Callegari racconterà l’evoluzione dell’impresa attraverso collegamenti settimanali in diretta su RTL 102.5 e contenuti social dedicati, offrendo agli ascoltatori la possibilità di seguire passo dopo passo ogni fase di una sfida che si annuncia tra le più estreme e spettacolari del panorama internazionale.

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Record di visitatori per il Museo Rai di Torino: +38% durante le festività

Il Museo della Radio e della Televisione Rai di Torino chiude le festività natalizie con numeri da record.

Nel periodo compreso tra il 26 dicembre e il 6 gennaio, il museo torinese ha fatto registrare 26.700 presenze, segnando un incremento del 38% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Un’affluenza costante ha caratterizzato l’intero arco delle festività, con una media giornaliera superiore ai 2.200 visitatori, attratti da un percorso immersivo dedicato alla storia, al presente e al futuro della comunicazione Rai, con esperienze interattive che permettono di “giocare” con microfoni e telecamere.

Il picco massimo è stato raggiunto sabato 3 gennaio, giornata in cui si sono contati 3.253 ingressi.

Positivo anche il bilancio complessivo del 2025: nel corso dell’anno il Museo Rai ha accolto circa 258.000 visitatori, facendo segnare una crescita del 20% rispetto al 2024 e confermandosi come uno dei poli culturali più attrattivi del panorama museale torinese.

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In onda sott’acqua a 12 metri di profondità: l’impresa di Francesca Toffanin su Radio Wow

La radio supera un nuovo confine e va in onda sott’acqua.

Si è svolta la prima trasmissione radiofonica subacquea, realizzata all’interno di una profonda piscina di Montegrotto Terme (Pd).

Protagonista dell’impresa Francesca Toffanin, conduttrice di Radio Wow, che si è immersa fino a -12 metri indossando una maschera granfacciale dotata di comunicatore integrato.

Il collegamento con lo studio è avvenuto in tempo reale e senza cavi, grazie a un’antenna galleggiante in superficie.

Dallo studio, il dj Stefano Mattara ha aperto lo show quotidiano dialogando con la speaker immersa, permettendo agli ascoltatori di seguire in diretta l’esperienza subacquea.

L’immersione si è svolta in sicurezza, con il supporto dell’istruttrice Giada Scarpa, negli ampi spazi della struttura termale a 32–34°C.

L’evento ha offerto un racconto live in un contesto inedito, tra piattaforme sommerse, allestimenti scenografici e la curiosità degli spettatori presenti.

«Ho potuto realizzare la prima diretta radiofonica sott’acqua, in collegamento continuo e reale, spingendo la radio oltre ogni limite», ha dichiarato Francesca Toffanin al termine dell’immersione. Una pagina nuova per la radio, tra innovazione, tecnologia e sperimentazione.

 

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“Esibizionista” di Annalisa è la canzone più trasmessa in radio a inizio 2026

Si conferma un successo l’ultimo brano di Annalisa “Esibizionista”.

Nell’aggiornamento di martedì 6 gennaio della EarOne Airplay Midweek, la canzone è ancora al vertice dei più trasmessi in radio, come la scorsa settimana.

La hit è dunque la più presente ‘via etere’ in questo inizio di 2026.

Sul podio anche Taylor Swift con “The Fate of Ophelia” (seconda) e Noemi con “Bianca” (terza).

Concludono la ‘top 5’ Tommaso Paradiso con “Forse” (n.4) e Raye con “Where is my husband!” (n.5).

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La radio allena la mente: lo dice una ricerca dell’Università di Helsinki

Ascoltare la radio non è solo un’abitudine quotidiana, ma anche un efficace esercizio mentale.

A sostenerlo è un recente studio sul funzionamento del cervello nell’elaborazione dei suoni, secondo cui l’ascolto radiofonico contribuisce a migliorare apprendimento e memoria.

«Le persone che suonano uno strumento o che ascoltano frequentemente programmi radiofonici risultano leggermente più sensibili nel cogliere le sfumature del parlato», spiega Mikko Sams, professore presso l’Università tecnologica di Helsinki.

In particolare, i musicisti mostrano una maggiore capacità di riconoscere le componenti emotive del linguaggio e una più spiccata facilità nell’apprendimento delle lingue straniere. Un vantaggio che, secondo lo studio, può essere esteso anche a chi ascolta abitualmente la radio.

Rispetto alla televisione, la radio richiede un coinvolgimento cognitivo più elevato: l’assenza delle immagini stimola l’attenzione e la capacità di interpretazione. «Ascoltare la radio richiede una concentrazione elevata — conclude Samse più ci si concentra, più si impara».

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Radicale

Radio Radicale: a rischio la convenzione storica con lo Stato

Per la prima volta dopo trent’anni, la manovra di fine anno non prevede i fondi per il finanziamento di Radio Radicale.

A segnalarlo, domenica 4 gennaio 2026, è ProfessioneReporter.eu: nella legge di bilancio non figurano i circa 10 milioni di euro annui destinati alla trasmissione delle sedute parlamentari e di altri eventi istituzionali, né le risorse per la digitalizzazione dell’archivio storico della radio e per i contributi previsti dalla legge sull’editoria.

In dettaglio, i finanziamenti mancanti avrebbero dovuto ammontare a circa 8 milioni di euro per la convenzione sulle attività istituzionali, 2 milioni per la digitalizzazione dell’archivio — che raccoglie sedute parlamentari, processi e congressi politici — e 3,7 milioni legati all’editoria. Un’assenza che mette in discussione la convenzione attiva dal 1994, più volte rinnovata nel tempo tra tensioni e incertezze.

«Dopo 30 anni, la convenzione fra Radio Radicale e lo Stato italiano è a rischio per mancanza di finanziamenti», afferma Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi. «Ci auguriamo che governo e Parlamento non vogliano spegnere una delle voci più autorevoli dell’informazione politica e l’unica che trasmette in diretta le sedute delle Camere. Un servizio insostituibile per i cittadini e per la democrazia».

Secondo quanto riportato anche da Repubblica, il Comitato di redazione aveva incontrato prima di Natale il segretario del partito ed editore della radio, Maurizio Turco, che aveva rassicurato la redazione su un possibile intervento in manovra. Un accomodamento che, però, non si è concretizzato. Ora le speranze sono affidate a un emendamento al decreto Milleproroghe, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 31 dicembre 2025 e attualmente in fase di conversione. Il Cdr ha annunciato la richiesta di un nuovo incontro con l’editore per chiarire le prospettive future, senza escludere il coinvolgimento di tutta l’assemblea dei lavoratori.

Le preoccupazioni si inseriscono in un quadro già segnato da tensioni interne. Nell’estate 2025 la redazione si era opposta alla decisione dell’editore di eliminare la fascia serale in diretta nel mese di agosto, chiedendo chiarimenti su possibili licenziamenti e su voci di una cessione dell’emittente, poi smentite. «Senza convenzione cosa succede, si chiude?», si chiede oggi il Comitato di redazione, lasciando aperti interrogativi che vanno oltre il destino di una singola radio e chiamano in causa il rapporto tra informazione, istituzioni e servizio pubblico.

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Addio ad Alessandro Tiberti, punto di riferimento del giornalismo sportivo

Lutto per la scomparsa di Alessandro Tiberti, popolare giornalista sportivo di Rai Sport, voce autorevole e collega amatissimo.

Aveva 61 anni e combatteva da undici anni contro una lunga malattia, affrontata sempre con discrezione, dignità e quel sorriso che per molti era diventato il suo tratto distintivo.

Entrato in Rai alla fine degli anni ’90, dopo una lunga e solida gavetta partita dalle radio locali di Roma, Tiberti era uno di quei professionisti capaci di fare tutto e di farlo bene. Cronaca, sport, conduzione del telegiornale: ogni incarico era affrontato con competenza, generosità e un rigore che lo rendevano un punto di riferimento.

Conosceva tutti gli sport, li amava profondamente e li raccontava con intelligenza pronta e grande rispetto per il telespettatore.

La sua preparazione andava ben oltre l’ambito sportivo. Cultura vastissima, passione per la musica, attenzione maniacale alla dizione: per molti colleghi più giovani era semplicemente “il professore”, per altri un vero maestro. Una presenza elegante, mai sopra le righe, capace però di fiutare la notizia e coglierne l’essenza con ironia sottile e lucidità.

Prima della Rai, Tiberti era cresciuto professionalmente nel mondo della radio.

Aveva lavorato per L’Aradio Città Uno, Radio In, Radio Serena, Talk Radio, fino a RDS Radio Dimensione Suono ed al Circuito Area, la storica agenzia radiofonica romana che, tra gli anni ’80 e ’90, fu una vera fucina di talenti. Proprio ad Area nacquero molte amicizie e collaborazioni che negli anni avrebbero portato tanti di quei giornalisti nelle principali testate Rai: dal Gr ai Tg, da RaiNews24 a Rai Sport.

Chi lo ha conosciuto lo ricorda come un professionista bravissimo, brillante, simpatico, talentuosissimo. Un collega leale, sempre disponibile, capace di offrire il meglio di sé senza mai risparmiarsi. Anche quando la malattia aveva già iniziato il suo corso, non aveva perso fiducia né voglia di vivere.

Oggi Rai Sport perde molto più di un giornalista: perde una coscienza professionale, un esempio umano, un amico. Le testimonianze di queste ore raccontano tutte la stessa storia: quella di una grande persona, prima ancora che di un grande cronista.

Ora Alessandro Tiberti ha smesso di combattere. Ma il suo stile, la sua passione e la sua lezione di rigore resteranno a lungo, negli studi e nei corridoi di Saxa Rubra e nella memoria di chi ha avuto il privilegio di lavorare con lui.

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Sulle onde della modernità: il viaggio inglese di Guglielmo Marconi raccontato da Rai Storia

Dalle colline bolognesi alle coste dell’Atlantico, passando per Londra e i centri nevralgici della ricerca britannica: è la “strada” di Guglielmo Marconi, lo scienziato che ha cambiato per sempre la storia delle comunicazioni.

A ripercorrerla è Italic, carattere italiano, il programma di Rai Storia condotto da Giorgio Zanchini, con la puntata “Guglielmo Marconi, un visionario in Inghilterra”, in onda giovedì 9 gennaio alle 22.00.

Il racconto prende avvio in una soffitta sulle colline bolognesi, luogo simbolico in cui un giovanissimo Marconi, animato da curiosità e intuizione, muove i primi passi tra esperimenti rudimentali sull’elettricità. Da lì, la traiettoria del suo genio si allarga rapidamente fino a toccare i quattro angoli del pianeta, accompagnando la nascita e lo sviluppo delle comunicazioni wireless, della radio e, indirettamente, della televisione. È nel Regno Unito, però, che Marconi trova il terreno più fertile per trasformare l’intuizione in sistema, l’esperimento in tecnologia.

Arrivato in Inghilterra alla fine dell’Ottocento, il giovane scienziato consolida gli studi sulle onde elettromagnetiche e avvia collaborazioni decisive, in particolare con la Royal Navy. Sono anni cruciali, in cui il telegrafo senza fili dimostra tutto il suo potenziale: grazie alle invenzioni di Marconi diventano possibili le prime comunicazioni a lunga distanza e vengono messi a punto dispositivi fondamentali per il salvataggio in mare. È in questo contesto che, per la prima volta, vengono inviati messaggi di SOS, segnando una svolta epocale nella sicurezza della navigazione.

La puntata di Italic, realizzata in collaborazione con la Fondazione Marconi e il Museo Marconi, ricostruisce in modo rigoroso e divulgativo l’avventura britannica dello scienziato: dal primo brevetto fino alla storica trasmissione transatlantica del 1901, da Poldhu, in Cornovaglia, a Terranova. Un’impresa che consacra Marconi a livello internazionale e che lo porterà, nel 1909, al premio Nobel per la Fisica, condiviso con Karl Ferdinand Braun.

Il viaggio televisivo attraversa anche i luoghi chiave della vita e del lavoro di Marconi nel Regno Unito.

Londra, crocevia cosmopolita che a fine Ottocento ospitava una nutrita comunità italiana; Chelmsford, sede della sua prima azienda industriale; Bath, teatro di esperimenti determinanti sulle comunicazioni a lunga distanza; e Oxford, con la Bodleian Library, che dal 2004 custodisce la più grande collezione di documenti appartenuti a Marconi e alla sua compagnia, una miniera preziosa per storici e studiosi dei media.

A dare ulteriore forza al racconto contribuiscono servizi video originali realizzati tra Italia e Gran Bretagna, che restituiscono i paesaggi e i contesti attraversati dallo scienziato, insieme a schede divulgative arricchite da materiali fotografici e audiovisivi provenienti da archivi italiani e internazionali, tra cui BBC History. Ricostruzioni d’epoca ed estratti di documentari e serie televisive aiutano a collocare l’opera di Marconi nel suo tempo, senza rinunciare a uno sguardo contemporaneo.

In studio, il dialogo si completa grazie agli interventi di Elettra Marconi, figlia di Guglielmo, del fisico Guido Tonelli, tra i protagonisti della scoperta del bosone di Higgs, e di Gabriele Balbi, professore di Media Studies. Un confronto a più voci che sottolinea l’eredità scientifica e culturale di Marconi: quella di un visionario capace di immaginare un mondo connesso quando le distanze sembravano ancora invalicabili, e di aprire, con le sue onde invisibili, le porte della modernità.

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“Piazza San Marco” di Annalisa e Marco Mengoni è “La più bella del 2025” per gli ascoltatori di Radio Bruno

È “Piazza San Marco” la canzone eletta dagli ascoltatori di Radio Bruno, nella classifica speciale La più bella del 2025.

Il brano di Annalisa e Marco Mengoni conquista il primo posto, precedendo Giorgia con “La cura per me” e Achille Lauro con “Amor”.

La classifica è andata in onda martedì 6 gennaio, dalle 10.00 alle 13.00, nel corso di una diretta condotta dall’editore Gianni Prandi insieme a Bruno De Minico, che hanno accompagnato il pubblico lungo il racconto dei brani più votati dell’anno.

Al termine della trasmissione, è stato inoltre annunciato il ritorno della coppia alla conduzione del Controfestival, la classifica dedicata alle canzoni più votate dagli ascoltatori di Radio Bruno dell’ormai imminente Festival di Sanremo 2026, in programma dal 24 al 28 febbraio.

“Piazza San Marco” segna la prima collaborazione tra Annalisa e Marco Mengoni, un incontro artistico che ha unito due delle voci più riconoscibili del panorama musicale italiano. Il brano, scritto da Annalisa con Davide Simonetta, Alessandro Raina e lo stesso Mengoni, si presenta come una ballad in bianco e nero, dal forte impianto cinematografico, ambientata simbolicamente in uno dei luoghi più iconici al mondo.

La canzone è contenuta nell’album “Ma io sono fuoco” e si inserisce nel nuovo percorso discografico dell’artista, avviato a maggio con il singolo “Maschio”, rimasto per settimane nella Top 10 FIMI. Un risultato che ha permesso ad Annalisa di raggiungere il record come donna italiana con il maggior numero di ingressi nella Top 10 FIMI, oltre a collocarsi tra le tre artiste femminili più ascoltate su Spotify.

Un successo che trova ulteriore conferma nel consenso diretto del pubblico radiofonico, protagonista assoluto della classifica La più bella del 2025.

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Newslinet: l’Italia prepara un fondo da 20 milioni per spegnimenti volontari dell’FM

L’Italia ha comunicato – in sede UE – lo stanziamento di 20 milioni di euro per incentivare, nel corso del 2026, la dismissione volontaria di impianti FM che causano interferenze radio verso i Paesi confinanti.

Lo rende noto Newslinet, in un articolo disponibile cliccando QUI.

Il fondo sarà assegnato tramite un sistema di priorità tecnica – basato su simulazioni radioelettriche – e dovrebbe coinvolgere 200–300 emittenti.

L’obiettivo è ridurre un problema storico legato alla mancata pianificazione nazionale della FM, puntando su incentivi economici anziché su spegnimenti obbligatori.

Alcuni Paesi vicini, come Croazia e Slovenia, dubitano però che le risorse siano sufficienti e sottolineano che, al momento, nessuna interferenza risulta ancora risolta.

L’Italia ribadisce invece che lo sviluppo del DAB renderà nel tempo più conveniente l’abbandono dell’FM.

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