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Rassegna Stampa Radiorama Settembre 2018

3 ottobre 2018
888 Visualizzazioni

Rassegna Stampa mensile a cura di Giampiero Bernardini.

Onde medie, tanto rumore per nulla
di Roberto Perotti IW2EVK da Radio Kit Elettronica 6/7 2018

Dopo quasi due anni di attesa e innumerevoli solleciti da parte dei partecipanti sono stati pubblicati i nomi dei vincitori delle frequenze in onde medie messe in bando dal MISE dopo la diffida europea e relativa minaccia di sanzione. Purtroppo, come avevano sospettato subito molti dei partecipanti, il tutto è finito nel solito «pasticcio all’italiana».

Ma vediamo come la cosa si è evoluta nel tempo e come è terminata.

Gli antefatti. Per anni la RAI ha operato in regime di completo monopolio sulle frequenze radio TV, in quanto si pensava che l’ingresso dei privati non avrebbe dato garanzie di neutralità e democrazia al mezzo. In verità si temeva da un lato una concorrenza agguerrita sul lato pubblicitario, e sul lato politico la possibilità di accesso al mezzo non controllato da gruppi editoriali legati a poteri forti. Fatto sta che con le prime operazioni non autorizzate intorno al 1975 da parte di radio e TV private, relativi sequestri e interventi giudiziari si arrivò alla legge Mammì sull’emittenza privata, che buona o no, ci ha permesso di avere una TV e FM accessibile a nuovi editori.
Per le medie invece, ritenute di interesse strategico negli anni ’70-80 per la loro copertura (anche migliaia di chilometri di notte, vedi il «Notturno italiano» ascoltato in tutta Europa) il monopolio RAI continuava invariato. Erano gli anni della guerra fredda e
quest’ultima avveniva anche sulle frequenze medie e corte di qui e di là del muro. Chi non si ricorda i programmi delle radio dell’est infarciti di «pistolotti politici»? Cade il muro, ma in Italia non si muove nulla. A interrompere questa quiete è un cittadino indignato, Giorgio Marsiglio, dipendente pubblico in Veneto, laurea in Legge, che ricorre solitario alla Commissione Ue. Marsiglio argomenta che nessun bene può essere sottratto al libero gioco della concorrenza, e l’Europa gli dà piena ragione. La conseguenza immediata è che
si rischia una procedura d’infrazione, che tradotta in linguaggio comune significa una multa da milioni di euro se non si elimina il blocco ai privati sulle onde medie. Preoccupata di evitare la sicura sanzione di Bruxelles, l’Italia stabilisce che le frequenze siano aperte ai privati (questo, nella Legge Comunitaria del 2014). Quindi incarica il MISE di eseguire un primo giro chiedendo ufficialmente a operatori, cittadini e tecnici quali
sarebbero stati i criteri da seguire per la valutazione dei soggetti che avrebbero partecipato al bando.

Molto bene direte voi. Infatti centinaia di PEC giungono al MISE con i suggerimenti su come eseguire la selezione. Alla fine il MISE però non si smentisce, e da buon carrozzone burocratico tira fuori una serie di frequenze assegnate all’Italia nel piano delle frequenze europee nel 1975 e relative schede con ubicazione e potenze in gioco.

Ora, anche un ingenuo sa che in più di quarant’anni nell’elettronica è come se fossero passati secoli, che la situazione geopolitica è totalmente cambiata, che posti ameni dove mettere un traliccio ora sono quartieri di condomini. Ma il MISE no, anzi limita anche la possibilità di spostare il punto di emissione oltre un tot di km dal punto previsto nel 1975. Se volete divertirvi fate come ho fatto io: scaricate le schede dal sito dal MISE e su googlemaps inserite latitudine e longitudine: vedrete che sorprese!!

CLICCA QUI 

Comunque qualche centinaio di partecipanti inviano la richiesta, forse sperando in un ravvedimento del ministero. Fra loro appaiono società come Monradio del gruppo Mondadori e altri gruppi famosi oltre a piccole realtà editoriali che cercano frequenze libere impossibili da trovare in FM.
Domande CLICCA QUI

Alcuni si beccano subito una diffida a trasmettere nell’attesa, altri passati mesi e mesi senza notizie rinunciano. Cominciano a notarsi fra i contendenti società che appaiono più che intenzionate a operare una stazione a vendere la licenza speculandoci sopra. Oh, tutto legale, si può fare, ma certo non una buona notizia per le nuove leve dell’etere italiano. Finalmente la montagna partorisce il topolino. A fine maggio il MISE pubblica il risultato della selezione operata.

La pagina con le assegnazioni per le OM frequenze asincrone e isocanale: 2 documenti CLICCA QUI

Da centinaia di richieste i vincitori sono una decina, che fra l’altro si aggiudicano più frequenze in varie località. Solo alcune sono andate a emittenti radio vere, il resto ai venditori di frequenze. Alcune frequenze restano addirittura non assegnate per mancanza di richieste accettate. Sarebbe potuta essere una grande occasione per la radiofonia italiana, ormai con le frequenze FM non più assegnate da anni e vendute a peso d’oro senza che le radio locali possano aggiudicarsele. Invece come previsto, a ormai ventun giorni dall’editto, nessuna nuova attivazione. Anzi, le uniche stazioni costanti e attive sono quelle diffidate dal trasmettere o che non hanno partecipato al bando subodorando una perdita di tempo e soldi. Dubito fortemente che ci siano cacce all’antenna da parte del ministero, che ha comunque assolto l’unica cosa che interessava, cioè schivare il mega multone della comunità Europea. Il mio parere è che la cosa andrà avanti alla greca, cioè con radio pirate nel vero senso della parola sino a quando qualche politico lungimirante metterà una pezza alla cosa.

Quindi se volevate la vostra radio di quartiere, di comunità montana, di istituto scolastico, non vi resta che ignorare e trasmettere a bassa potenza. So che questa mia scandalizzerà molti, ma per una volta cerchiamo di essere pragmatici: se i CB, le radio e le TV private avessero aspettato per trasmettere il benestare del ministero PT sarebbero ancora al palo!

Buone trasmissioni quindi ai nuovi operatori, legali o no delle onde medie, e siate innovatori. Di radio che sono la fotocopia una dell’altra ne abbiamo già centinaia in FM e sul WEB!

Radio Coltano Marconi on air su 1305 kHz
di LC, 06 Set 2018 Portale Italradio

Con un messaggio sul proprio profilo Facebook, Radio Coltano Marconi ha annunciato il 5 settembre l’attivazione di una frequenza d’onda media: “Adesso vi possiamo svelare la novità; da oggi potrete ascoltare Radio Coltano Marconi anche in Onde Medie sulla frequenza dei 1305 kHz. Buon ascolto!” Le prime osservazioni. La radio sarà media partner del Forum Italradio di dicembre 2018.

Come ci conferma il professor Filippo Giannetti, nel tardo pomeriggio del 5 settembre, è avvenuta l’accensione del trasmettitore di Radio Coltano Marconi, che finora andava in onda solamente via web. Per il momento, l’impianto trasmittente è in una configurazione ancora molto sperimentale e molto precaria che ne limita enormemente le prestazioni ma si prevedono entro breve alcuni adeguamenti tecnici che dovrebbero potenziarne la portata.

Lungo la costa toscana, alcune prove di ricezione hanno rivelato ancora a una cinquantina di km di distanza un un discreto segnale, almeno all’esterno. All’interno il rumore delle varie apparecchiature elettriche ed elettroniche crea invece, a tale distanza, una barriera che impedisce la ricezione.

Ricordiamo che a Coltano, a pochi metri da ciò che rimane della stazione marconiana, è installato il trasmettitore Rai (Radio 1) su 657 kHz che copre una ampia area d’Italia e – di notte – in Europa come testimoniano numerosi ascoltatori.

Visita il sito di Radio Coltano Marconi CLICCA QUI


Avviso agli ascoltatori da RDE 1584 kHz Trieste

By Rde, www.radiodiffusioneeuropea.net Agosto 22o, 2018

In data 22 agosto 2018 Radio Diffusione Europea è stata vittima di un atto di sabotaggio al
trasmettitore dei 1584 khz.

Dopo mesi passati a subire attacchi indiscriminati atti a colpire la credibilità dell’emittente da parte di operatori radiofonici illegali, ora un nuovo tentativo di far tacere una voce libera non schierata e indipendente dai poteri forti. Una voce che evidentemente fa paura.

Se questa è la strada intrapresa per interrompere un progetto sano, professionale e in sicura crescita in termini di ascolti e apprezzamenti a tutti i livelli, avvisiamo che è una strada sbagliata. Siamo al lavoro per individuare con ogni mezzo gli artefici di tale scempio e contemporaneamente ripristinare tecnicamente il sito di trasmissione.
Chiunque voglia aiutarci con ogni mezzo, sposando la causa di una emittente veramente libera e di tutti. può contattarci all’indirizzo mail redazione@radiodiffusioneeuropea.net o al numero 3459945637. Le nostre trasmissioni proseguono via web fino ad avvenuto ripristino all’indirizzo www.radiodiffusioneeuropea.net o tramite applicazione TuneIn. Scusandoci per il disagio vi auguriamo ora più che mai buon ascolto!
Ass. Am Group


Verso la chiusura di WWV e WWVH

By Myradiowaves, http://www.myradiowaves.com/ Agosto 11, 2018

The National Institute of Standards and Technology (NIST) FY 2019 budget request includes shutting down “NIST radio stations in Colorado and Hawaii” — in other words, WWV and WWVH. Radio amateurs, HF listeners, and others around the world routinely make use of the time and frequency standard signals, which also include propagation information. NIST said eliminating funding currently “supporting fundamental measurement dissemination” would include putting WWV and WWVH off the air for a saving of $6.3 million. The overall NIST FY 2019 budget request is $127 million, which, the agency said, is a net decrease of $49 million from FY 2018 levels.

“The proposed reductions will allow NIST to consolidate and focus on narrower core [fundamental] measurement programs while meeting budget levels,” the agency said in its FY 2019 budget summary. “NIST will focus on basic research while reducing funding for efforts applying some of its breakthroughs into new measurement applications.

The FY 2019 proposed budget cuts developed earlier this year came to light via Tom Witherspoon, K4SWL, who maintains The SWLing Post website, after a number of viewers called it to his attention. He posted an article on his blog.

“I’ve always considered WWV and WWVH to be the heartbeat of the shortwaves here in North America — a constant, timely companion and brilliant gauge of HF propagation,” Witherspoon wrote. I assumed both stations would be some of the last to go silent on the shortwaves.”

NIST said other “illustrative” cuts in the FY 2019 budget include:
– $3.5 million for Lab to Market, which seeks to accelerate technology transfer from federal laboratories.
– $6.6 million in environmental measurements projects across NIST laboratories, including work measuring the impact of aerosols on pollution and climate change, and gas reference materials used by industry to reduce costs of complying with regulations.
– $5.8 million eliminating the NIST Greenhouse Gas (GHG) Measurements program, including Urban Dome research grants to advance the direct measurement of GHG emissions on the scale of cities or regions.
– $6.7 million in forensic science, reducing the program size to $7.3 million by prioritizing measurement science in the NIST labs and eliminating program management functions and external grants for the Organization of Scientific Area Committees for Forensic Science and the Forensic Science Center of Excellence.
– $4.1 million in R&D targeting application of NIST quantum breakthroughs to applied measurement needs, including temperature and atmospheric gas metrology

“I find this budget request very disappointing,” Witherspoon said with respect to the proposed elimination of WWV and WWVH. “Let’s hope, somehow, this does not come to fruition.” He said The SWLing Post would be tracking and posting any new developments.

Bougainville may be about to get shortwave radio back
www.radionz.co.nz Agosto 2, 2018

There are plans in Papua New Guinea to restore short wave radio services in Bougainville.

The service, run by the national broadcaster NBC, ended when Bougainville became engulfed in a civil war nearly 30 years ago. But the regional member for Bougainville in the PNG parliament, Joe Lera, got a positive response when he suggested a beefed up service was needed to improve the dissemination of information, especially leading into the referendum on possible independence.

Mr Lera told Don Wiseman radio is vital in the rural areas because these regions do not have ready access to newspapers or television, and the current FM signal is inadequate.

(Image: Many remote communities in Pacific island countries rely on shortwave radio).

L’Austria avanza sul fronte del DAB+
Dal gruppo FB Bandscan FM, traduzione di Roberto Sadun, 9 agosto 2018

Con il nuovo standard radio digitale DAB+ e le nuove offerte radiofoniche nazionali in Austria, la mappa radio europea chiude una zona vuota nella regione DACH. Fino a 15 programmi radiofonici nazionali per l’Austria a partire dal 2019 all’inizio, entro il 2020 con una copertura dell’83% della popolazione austriaca.
Riconoscimento della radio digitale DAB+ come parte cruciale della futura infrastruttura multimediale in Austria e in Europa.

Ora è fissato – l’Austria si unisce con la comunicazione licenza corrente le garanzie nelle comunicazioni austriaco nel gruppo dei paesi europei avanzati uno che renderà lo standard radio digitale DAB+ in Austria nella primavera del 2019 programmi radiofonici nuovo credito. Quasi tutti i paesi europei hanno già lanciato con successo DAB+ e, a livello internazionale, sempre più paesi si stanno unendo alla nuova tecnologia di trasmissione radio digitale terrestre.

ORS comm GmbH & Co KG è stato assegnato a Bunde un’ampia multisala, un pacchetto di canali fino a 15 stazioni radio ricevuto e assunto il compito di espandere la copertura DAB+ in tutta l’Austria. Il piano è quello di mettere tra aprile 2019 e il settembre 2020 in più fasi, sempre più emittenti in funzione, in modo che quasi il 85% della popolazione austriaca godrà radio digitale terrestre con una serie di nuove offerte del programma entro i prossimi 2 anni già. Nella zona di Vienna è già alle MUX 15 stazioni radio regionali nelle zone di confine, numerosi altri digitale terrestre ricevuti da tutti i paesi limitrofi.

Le seguenti stazioni saranno disponibili in Austria a partire dal prossimo anno tramite DAB+:

Radio 88.6
Radio Arabella
Energia radio
Antenna rock
Radio Maria
Centro tecnico radiofonico
Radio Maxima
ARBÖ radio del traffico
ERF Plus Austria
Radio classica
Lounge FM

Sono inoltre disponibili la guida elettronica dei programmi (EPG) DAB + e le informazioni sul traffico (TPG) fornite da ORS.

Negli ultimi anni, l’operazione pilota e ora controllano il funzionamento nella Grande Vienna Digital Radio Austria ha ricevuto una grande quantità di email da radioascoltatori interessati e ascoltare la radio da tutte le province, con domande su quando DAB possono essere + ha ricevuto lo scorso nella loro vita e di lavoro posti e perché esattamente Nell’innovativa Austria, lo sviluppo è stato così lento. Infine, ora possiamo rispondere a queste domande chiaramente e la pazienza delle persone non è sempre tesa. Digital recuperando.
L’Associazione Digital Radio Austria ha compiuto sforzi intensi negli ultimi anni per promuovere la diffusione dello standard di trasmissione Digital Audio Broadcasting (DAB+) in Austria. Così si vuole raggiungere, infine, con i paesi di punta in Europa, come la Svizzera, la Germania o in Norvegia, mentre in tutti gli altri paesi europei, la diffusione pubblica dei motori dell’innovazione e la digitalizzazione per la radio. “Il nostro obiettivo
è fornire a tutti gli ascoltatori in Austria più servizi radio su DAB+. Siamo molto soddisfatti della decisione licenza positivo ai ORS per la copertura radio nazionale nel MUX I. Dopo la costituzione ottimale della radio regionale copertura MUX II nella Vienna/Bassa Austria, vediamo l’ora di una rapida introduzione della DAB+ con più servizi radio in Austria a livello. deve essere spera che la radio pubblica ripensare il suo blocco e le
transizioni ad un modello di alleanza comune per il futuro promettente della radio.”, dice un Wolfgang Struber, presidente dell’associazione Digital Radio Austria, soddisfatto con l’inizio della regolare funzionamento del DAB+ scioperi in Austria e più lontano “, come un altro passo importante per l’ulteriore sviluppo della radio interoperabilità dei ricevitori radio digitali è (ricezione di DAB+ e programmi FM): l’interoperabilità dei ricevitori radio digitali è un importante contributo allo sviluppo di reti e servizi di comunicazione, e un totale di Rafforzare il mercato unico delle comunicazioni elettroniche nell’UE.

Ecco l’attuale decisione del Parlamento europeo in merito alla transizione alla radio digitale DAB+ molto gradita. Il riconoscimento della radio digitale DAB + come parte cruciale della futura infrastruttura multimediale è un passo importante che crea opportunità per nuovi servizi innovativi e rafforza la varietà di offerte per gli ascoltatori. Qui speriamo per una politica dei media attiva processi decisionali a livello nazionale in Austria al fine di preservare le opportunità future e continuare a stabilire radio preferita Medium #1 degli austriaci nel mondo digitale”.

Testo originale: clicca qui


Il sito di Radio Australia oscurato dal governo cinese. Il bello di Internet


China officially bans ABC website, claims internet is ‘fully open’
www.abc.net.au Settembre 2, 2018

China’s cyber security regulator has confirmed it has censored the ABC’s website for breaching the country’s internet rules and regulations, but has declined to say how. The ABC’s website and apps are usually accessible to Chinese web users and are not subject to the “Great Firewall” of censorship, but access was abruptly stopped on August 22.

After repeated requests for clarification, an official from the Office of the Central Cyberspace Affairs Commission dictated a statement to the ABC:

“China’s internet is fully open. We welcome internet enterprises from all over the world to provide good information to the netizens of China.”

“However, state cyber sovereignty rights shall be maintained towards some overseas websites violating China’s laws and regulations, spreading rumours, pornographic information, gambling, violent terrorism and some other illegal harmful information which will endanger state security and damage national pride.”

The official, who declined to provide his name,
said government departments, “have the right to
take technical measures to block dissemination”.

Officials at two separate Chinese government
departments have declined to specify how the
ABC allegedly violated Chinese laws or cite any
content as an example.

Access to other Australian news websites inside
China, including those of Fairfax, News Limited
and SBS, appears not to have been affected.
Diplomats at the Australian embassy in Beijing
are aware of what they have described as “current difficulties” in accessing the ABC website in China, but DFAT has declined to comment further.

Access to the ABC site stopped the day after the Australian government announced rules that would block two Chinese telecommunications companies from participating in the roll-out of the 5G infrastructure network. The decision, primarily affecting tech giant Huawei, was a major blow for the company and prompted China’s Foreign Ministry to urge Australia to “abandon ideological prejudice”. But official sources in China’s government say it is unlikely the Huawei decision prompted the censoring of the website.

It also comes about a year after the ABC began running a new Chinese language news service, which replaced the Australia Plus website.

Australia Plus had been set up in collaboration with a Chinese state media outlet, was hosted on a Chinese domain and was subject to Beijing’s censorship.
What’s behind Huawei anxiety?

Political editor Andrew Probyn takes a deep dive into Huawei’s history to unpick the anxiety within the Australian intelligence community.

More broadly China has been scathing of Australian media reports over the past 18 months, which officials blame for worsening ties between the two countries.

Diplomatic sources in Beijing earlier this year said Chinese officials were particularly unhappy with the ABC’s reports because it is a publicly funded broadcaster.

Chinese censors routinely block some international news websites such as the Chinese language versions of the New York Times and BBC.

English-language sites are less commonly blocked, but the BBC site has been censored since a recent switch to encrypted HTTPS technology.

While China’s government is now preventing its citizens from accessing ABC content, China’s state media outlets are free to access Australian audiences online and through the CCTV and CGTN channels on pay television.

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