Le graduatorie Tv: Piemonte e Valle d’Aosta

A cura di Mauro Roffi

Come preannunciato, provo a dare un’occhiata a queste fatidiche ‘prime graduatorie’ delle emittenti televisive (e soprattutto ‘radiotelevisive’) del Nord Italia, in vista del passaggio alla nuova fase della Tv digitale, ad iniziare da quelle relative a Piemonte e Valle d’Aosta. Avverto subito che l’impresa di analizzare le graduatorie non è esattamente semplice e qualora ci fossero involontariamente da parte mia errori, omissioni o imprecisioni, sono pronto ad accettare opportune precisazioni da parte dei diretti interessati.

Partiamo appunto dal Piemonte, dove la graduatoria assegna la prima posizione, con il massimo punteggio, a Telecity (che trasmette 7 Gold) e il secondo a Rete 7, che precede di poco Telecupole. A seguire c’è Videogruppo (anche se legata al ‘piccolo colosso’ extra-regionale TeleLombardia) e poi tocca a Primantenna.

Al sesto posto ecco invece Primanews Piemonte del ‘gruppo Publi(in)’, emittente che sembra essere un ‘progetto di informazione regionale’ più che una realtà attuale, come vedremo anche in Valle d’Aosta, ma che ha preceduto altre strutture più note. Solo settima è infatti Grp Televisione, che ovviamente nulla ha a che fare con la omonima Radio torinese. Ancora, ecco poi Sestarete (che in questi anni aveva lanciato anche Amici Animali Tv, non presente in graduatoria), Vco Azzurra Tv e Videonovara.

In una posizione molto inferiore, addirittura con punteggio pari a 0 (come le ultime 20 Tv della graduatoria, peraltro), c’è invece Telegranda di Cuneo e questa situazione sembra a prima vista decisamente poco comprensibile. Nella stessa strana posizione c’è anche Rete Biella Tv.

Tornando alle parti alte della graduatoria, dopo alcune altre emittenti (fra cui DT Tv, sigla ‘da scoprire’), ecco alla posizione ‘n. 17’ la prima delle Tv ‘con legami radiofonici’, ovvero Radio City Visual Radio (del gruppo Telecity), seguita, quattro posti più giù, da Radio 4 You Tv 3.

Sia pure con punteggio 0, c’è poi, più avanti, RBE Tv, che sembra proprio fare riferimento alla nota Radio Becwith Evangelica. Con lei ci sono anche la nota Radio Popizz Tv e persino una ‘versione locale’ (almeno come canale di diffusione) di Rds 100% Grandi Successi Social Tv.

Trovano poi posto (purtroppo senza garanzie future e quindi solo per ora, va sottolineato) anche Radio Radio Tv e l’attivissima Onda Novara Tv. Non ci sono in questa graduatoria altre stazioni radio-tv e quindi non abbiamo trovato traccia neppure di Radio Juke Box Tv, che pure completa attualmente sul video il successo locale di questa nota emittente radiofonica.

Fra le Tv storiche, non c’è più traccia di Telestudio e Quinta Rete, dopo le traversie che hanno attraversato, né ovviamente di Telesubalpina, e Piemonte+ è ormai in una posizione decisamente ‘defilata’.

In Valle D’Aosta, in mancanza di forti ‘stazioni storiche’ del tutto locali, ecco che il primo posto della graduatoria va proprio a Primanews Valle d’Aosta del gruppo Publi(in) cui abbiamo accennato anche in Piemonte e che evidentemente vuol investire con convinzione nell’informazione locale. Seguono Telecity, Canale Italia 83 e Rete 7.

Ecco poi TeleCampione di Publirose, con i programmi della Tv svizzera, la lombarda Telereporter (idem) e Canale 16 del gruppo Sciscione, Tv presente anche nella graduatoria piemontese. Fra le Tv ‘idonee’ anche, fra le altre, Tv Vallée, ‘progetto locale’ della torinese Rete 7, e Telegranda.

Non ci sono invece in questa graduatoria Tv legate ad emittenti radiofoniche, né locali né nazionali.

Chiudo con una notizia dalla Sardegna, che dimostra cosa possa succedere ad emittenti che restano fuori dalle graduatorie in questione, per i più vari motivi. Si era notata nell’isola l’assenza dalla graduatoria locale di Super Tv Oristano, voce importante di questa città e provincia.

Cosa è successo? Ha tentato di spiegarlo il direttore di Super Tv Gianni Ledda, che ha anche chiesto un “intervento forte della politica”, per non far morire una realtà provinciale che opera da oltre 20 anni con un forte impegno nell’informazione locale.

“Abbiamo presentato una istanza di riesame al Ministero che è stata rigettata – ha detto Ledda – e poi ne abbiamo presentato una seconda. Il problema è che abbiamo chiesto di cambiare il marchio da Super Tv a Aristanis Tv per individuare meglio la provincia, ma non potevamo farlo, perché esistiamo già come Super Tv”.

Insomma, Super Tv rischia fortemente di restare ‘fuori dai giochi’ per quella che Ledda definisce ‘una leggerezza che pensavamo fosse superabile”, poiché “noi siamo sempre gli stessi, contano il numero dei dipendenti e gli investimenti tecnologici fatti”.

Mauro Roffi
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