Con “AmaSanremo”, Rai 1 va in onda dalla sede di Rai Radio

27 Ottobre 2020
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Dal 29 ottobre al 26 novembre, ogni giovedì sera andrà in onda “AmaSanremo”, il nuovo show televisivo condotto da Amadeus e dedicato alla selezione di 10 giovani artisti che parteciperanno al Festival.

Uno show in diretta di altissimo livello, che andrà in onda per la prima volta dalla sede di Rai Radio, per l’esattezza dalla sala B di via Asiago.

Un sala, così come le altre, interamente ricostruita in modalità audio-visiva, che oggi può ospitare qualsiasi tipo di produzione, dal più semplice dei programmi radio alla più complessa trasmissione televisiva, come in questo caso.

Già a fine 2019, la sede di via Asiago aveva mostrato tutto il suo potenziale, ospitando Viva Rai Play, lo show di Fiorello realizzato per la piattaforma di streaming della Rai.

“Stavolta – commenta Roberto Sergio, direttore di Rai Radio, intervenendo alla conferenza stampa di lancio del programma – ci misuriamo con uno show tipicamente televisivo, in onda sulla nostra rete ammiraglia e per di più in diretta. Sarà così l’ennesima dimostrazione che la scelta tecnologica che abbiamo fatto tre anni fa era esatta. Da un lato, oggi possiamo fare visual radio, dall’altro abbiamo come Rai un nuovo polo produttivo estremamente performante, di proprietà, in pieno centro a Roma. Aziendalmente, una grande ottimizzazione di risorse, nel segno dei più elevati standard di qualità”.

Una dotazione di oltre 40 telecamere fisse 4k è distribuita fra tutti gli studi di via Asiago, ognuno dotato di regia visual autonoma. Le due sale storiche di via Asiago, la A e la B vantano 100 metri quadrati di ledwall e una illuminazione scenica di tipo televisivo. Dieci chilometri di fibre ottiche e altrettanti di cavi coassiali collegano gli studi, le regie e la “Sala Matrix”, cuore del sistema di messa in onda.

Nel corso della conferenza, Sergio è anche tornato sul recente lancio della visual radio, puntualizzando: “Continuo a leggere alcune critiche, anche autorevoli, alla modalità visiva per la radio. Credo però che ci sia un equivoco di fondo. La visual radio, almeno la nostra visual radio, non è una televisione. Non a caso non è presente nell’offerta dei canali dtt o sat dei nostri televisori.

La Rai ha numerosi canali televisivi, noi in Radio vogliamo upgradare l’audio con la funzione video per andare sulle piattaforme dove senza video non si vince, anzi, non si entra neanche. Penso ai social, al web, allo streaming live. Solo con un contenuto audio+video possiamo sperare di portare delle pillole di 30 secondi sugli smartphone delle persone, soprattutto di quelle che non ci conoscono. Questo è l’obiettivo della visual radio. Se invece veniamo vissuti come una tv, vuol dire che siamo andati già molto oltre l’obiettivo fissato. Bene”.

(Comunicato stampa)

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