L’ascolto della radio ai tempi dell’emergenza: in calo o “compensato” da radiovisione e streaming?

E’ in corso in questi giorni una discussione sugli ascolti della radio, in tempi di emergenza coronavirus: saliti o calati?

Indubbiamente, la sintonizzazione in auto è crollata e questo fa presumere un divario con segno negativo del mezzo, ma diversi dati dimostrano una crescita sensibile dello streaming, nonchè della televisione.

La dimensione multipiattaforma della radio, di conseguenza, potrebbe aver trovato una “compensazione” proprio dai device meno tradizionali per il mezzo, aiutata da “radiovisioni”, smart speaker e app per smartphone e tablet.

Di certo, a guadagnarne dalla presenza forzata casalinga degli italiani è la televisione, sia in versione classica che web.

Soffermandoci specificamente sulla fruzione via internet, le tv tradizionali – come riporta l’Osservatorio dello Studio Frasi in una notizia riportata dall’ANSA – hanno raccolto sui rispettivi siti o via app ben 338 milioni di clic e l’ascolto ‘digitale’ ha fatto segnare 507 milioni di ore in più rispetto alle corrispondenti settimane di gennaio e febbraio, quando non era ancora esplosa l’emergenza coronavirus.

E’ la Rai a conquistare il primato con poco più di 37mila device connessi nel giorno medio e circa 254mila ore in più rispetto alla settimana precedente. A Sky il predominio dei clic (171,3 milioni). Lo share digitale (monitorato appunto sugli altri device) di Viale Mazzini è del 34.13%; seguono Mediaset (32.94%), Sky (25.51%), La7 (4.33%) e Discovery (2.17%). I canali più visti, sempre via web e app, sono nell’ordine Canale 5, Rai1, Rai2, Sky Digital News, La7, Sky Tg24 e Rainews 24.

Volano le news: tra l’8 e il 15 marzo Sky Tg24 fa segnare un +531% in termini di device connessi e di tempo di fruizione, Rainews 24 +284%.

Una segnale che fa presumere che anche i giovani, abituati all’uso di tablet e smartphone, cerchino frequentemente aggiornamenti sull’emergenza.