Amadeus ribadisce il no a condurre Sanremo

Amadeus è intervenuto questa mattina – giovedì 7 marzo – nel corso di “Viva Rai2!”.

Al centro della chiamata, l’eventuale conduzione del Festival di Sanremo per le edizioni 2025 e 2026.

Il conduttore ha confermato che un contatto con la Rai c’è stato – come anticipato da TvBlog – con esito negativo in merito alla conduzione e direzione artistica dell’evento musicale.

A Fiorello, tuttavia, ha anticipato l’eventualità di un loro programma in coppia per la prossima stagione.

L’estratto della diretta di questa mattina è disponibile cliccando QUI.

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Sanremo: le radio già pensano al Festival 2025

Terminata l’edizione 2024 del Festival di Sanremo, è già tempo di ‘prenotarsi’ per quella del prossimo anno.

Lo riporta Sanremonews che, in un articolo pubblicato nei giorni scorsi, anticipa la mossa di alcune emittenti nazionali che avrebbero già preso contatto con il Comune della Città dei Fiori per presentare le loro domande di occupazione di suolo pubblico, dove posizionare i loro ‘truck’.

Il quotidiano ligure, in particolare, sottolinea l’intenzione di RDS di tornare in Piazza Muccioli e quella di RTL 102.5 di confermare la postazione nei pressi del Casinò.

L’assessore al turismo del Comune di Sanremo – Giuseppe Faraldi – commenta positivamente l’interesse, sottolineando che “abbiamo riportato le radio in massa a Sanremo, soprattutto le più grandi, dedicando loro aree apposite. Da anni non venivano più, è stato un grande risultato”.

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Sanremo domina la classifica dei più trasmessi in radio: in ‘top ten’, 8 brani dal Festival

Il Festival di Sanremo conquista letteralmente le radio.

Nella prima settimana dalla fine dell’evento, nella ‘top ten’ sia di EarOne sia di Radio Airplay, ben otto brani arrivano dalla manifestazione canora.

In testa c’è Mahmood con “Tuta Gold”, ma vediamo le due chart a confronto.

EARONE
1. Tuta Gold – Mahmood
2. La noia – Angelina Mango
3. Sinceramente – Annalisa
4. Un ragazzo una ragazza – The Kolors
5. I p’ me, tu p’ te – Geolier
6. Lil Boo Thang – Paul Russell
7. Casa mia – Ghali
8. Apnea – Emma
9. Yes, and? – Ariana Grande
10. Tu no – Irama

RADIO AIRPLAY
1. Tuta Gold – Mahmood
2. La noia – Angelina Mango
3. Sinceramente – Annalisa
4. Un ragazzo una ragazza – The Kolors
5. I p’ me, tu p’ te – Geolier
6. Apnea – Emma
6. Lil Boo Thang – Paul Russell
7. Casa mia – Ghali
8. Lil Boo Thang – Paul Russell
9. Yes, and? – Ariana Grande
10. Tu no – Irama

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Casa Kiss Kiss: il cuore pulsante del Festival di Sanremo 2024

Una settimana intensa e ricca di soddisfazioni è quella che ha caratterizzato Radio Kiss Kiss, nei giorni del Festival di Sanremo. I dettagli nel comunicato.

Durante la settimana del Festival di Sanremo, la location di Radio Kiss Kiss ha svolto un ruolo centrale nelle attività dell’emittente, accogliendo un flusso continuo di artisti in gara e non, discografici, giornalisti, potenziali futuri partner e fan. Ogni giorno, a Casa Kiss Kiss sono stati sviluppati una serie di eventi che hanno rafforzato il suo ruolo come punto di riferimento centrale per la musica italiana.

La festa inaugurale del 4 febbraio ha visto la presenza di numerose celebrità del mondo musicale e partner della manifestazione, creando un’atmosfera festosa che ha segnato l’inizio della settimana canora più attesa di tutto l’anno e aumentato l’entusiasmo per il festival. Parallelamente, oltre a tutti i cantanti in gara, che sono passati a trovare l’emittente, anche artisti di fama nazionale e internazionale, tra cui Cocciante e Bob Sinclar, hanno condiviso le loro storie con gli ascoltatori in interviste esclusive.

E poi il grande pubblico, sempre presente all’esterno della location, che ha contribuito a creare un’atmosfera di intrattenimento collettivo, grazie alla possibilità offerta da Casa Kiss Kiss di far vivere a tutti e in modo accessibile e coinvolgente la vita all’interno della location. La radio ha offerto dalla mattina alla sera momenti di musica e di interazione ai suoi ospiti, con tanti giochi interattivi.

“Casa Kiss Kiss Sanremo” ha raccolto sui social, ad ora, oltre 12.500.000 visualizzazioni sui profili di Radio Kiss Kiss, incrementando del 300% le views complessive dei propri contenuti, sempre originali ed esclusivi, rispetto all’operazione sanremese del 2023. Anche il sito di Kiss Kiss ha aumentato del 34% le visualizzazioni dei contenuti pubblicati e di quasi il 40% l’acquisizione degli utenti.

All’oramai celebre “Kisselatira”, l’originale “intervista da tavolo” prodotta da Radio Kiss Kiss dove gli artisti lanciano i dadi e rispondono alle domande riportate sulle caselle del gioco, si sono aggiunti altri format, come la Wheel Challenge, o l’Hit to Be Hit, dove i protagonisti di Sanremo hanno vinto passaggi in radio giocando a freccette. Ospiti speciali della produzione social a Casa Kiss Kiss gli influencer Silvia Buratto e Jey Lillo. La prima ha raccontato il backstage dei giorni sanremesi a Casa Kiss Kiss, mentre il secondo ha sorpreso gli artisti con i suoi trucchi di magia.

Così commenta Lucia Niespolo, Editore e Presidente di Radio Kiss Kiss: “Il successo di Radio Kiss Kiss durante quest’ultimo Festival di Sanremo conferma chiaramente la visibilità ottenuta sia offline tramite Casa Kiss Kiss che online dai dati di engagement ottenuti sui canali social, dimostrando la crescente affinità e apprezzamento del pubblico per l’emittente. Il ritmo di crescita nei social è stato costante, con un’interazione positiva e un forte coinvolgimento degli ascoltatori”.

Per ulteriori informazioni e per ascoltare i momenti salienti del Festival di Sanremo su Radio Kiss Kiss, visitare il sito web e i canali social.

(Comunicato stampa)

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“Abbiamo un ascolto attento e di qualità”: FM-world intervista Simona Sala, direttrice di Rai Radio2

Radio Rai a Sanremo: una presenza importante, forse come non mai. E una location aggiuntiva, strappata al concorrente principale. Ma non solo di Sanremo abbiamo parlato in questa intervista a 360 gradi con la direttrice di Rai Radio2.

Sanremo 2024

L’edizione 2024 del Festival di Sanremo ha visto una presenza dell’ente radiotelevisivo pubblico che definire preminente è quasi riduttivo. Oltre a due postazioni prestigiose, la Rai vantava un palco gigante e la riconquista di un famoso negozio a fianco dell’ingresso dell’Ariston. Giovedì 8 febbraio abbiamo avuto il piacere di conversare con l’attuale direttrice di Rai Radio2, Simona Sala: lasciando ad altri il compito di commentare artisti e programmi, abbiamo cercato di focalizzarci su infrastrutture e strategie. Questo il resoconto della conversazione. Lungo, per gli standard di FM-world. Ma, vi assicuriamo, degno del vostro tempo. 

L’intervista

M.H. Barsotti: Siamo qui a Sanremo, ospiti di Rai, anzi di Casa Siae dove sono presenti postazioni di Radio Rai e siamo col direttore di Radio Rai2…

S.Sala: …Direttrice, se posso!

M.H.B:  D’accordo. Il presidente, la presidente… chi ne parlava? Comunque Lei oggi è direttrice di Rai Radio 2. Ma prima?

S. Sala: Allora, ho cominciato una quarantina di anni fa come impiegata. Poi ho fatto 13 anni di contratti in Rai come programmista, regista, pubblicista. Poi, come giornalista, ho lavorato nei servizi parlamentari. Ho fatto tanti anni di parlamento, politica. Sono passata al Tg1, come quirinalista: ho seguito sia Napolitano che Mattarella per il Tg1. E ancora, sono diventata vice direttrice del Tg1 e successivamente direttrice di Radio 1. Ho fatto anche un anno la direttrice del Tg3, e da giugno sono direttrice di Radio2.

Un’esperienza globale

È una esperienza un po’ complessa. Un’esperienza globale che non è male, devo dire. Perché ti fa vedere tanti aspetti della società. Tanti aspetti di chi ti sente, di chi ti guarda, che cosa il pubblico vuole da te: veramente interessante. 

M.H.B: Partiamo da questo: Il festival è nato in radio. Dalle vostre teche mi sono stampato questa meraviglia, la programmazione di Rai Rete Rossa il primo giorno della prima edizione del Festival nel 1951.

 

Da Rete Rossa a Radio2

M.H.B: Come vede, era sulla Rete Rossa, l’equivalente di Radio2: stesso colore, seconda rete. Un’edizione che durava un tempo umano, circa due ore. Ora, a quei tempi si ascoltava in radio per necessità. Ma oggi per scelta, esistendo una versione video su Play Sound, DTT e SAT. Chi pensate che sia il pubblico che sceglie invece di ascoltare proprio tramite Radio2?

S.Sala: Penso sicuramente un pubblico che ama la musica. Perché, comunque, noi abbiamo un ascolto di qualità. Ma come mai su Radio2 si ascolta meglio? Sicuramente perché c’è meno confusione. Di fronte alla televisione ci sono famiglie che si riuniscono, l’attenzione potrebbe non essere la stessa. Poi sicuramente ascolta in radio tanta gente che lavora, o magari che fa i turni: medici, infermieri.

Lo vedo anche dai messaggi che riceviamo. Perché poi come radio abbiamo un feedback diretto col pubblico, che ti chiama, che ti dice “Ascolto questo, questo è bello questo mi piace, questo non mi piace”. Poi sono fiera del fatto che quest’anno trasmettiamo anche Fiorello con Viva Rai2 e Viva Sanremo. Quindi non solo Festival. Siamo l’unica radio che può trasmettere tutto in diretta. 

Anche se altre radio un po’… come dire… ok: diciamo che lo mettono in sottofondo.

Trasmettiamo Fiorello sia la notte che la mattina alle 6 e mezza, perché vogliamo dare al nostro pubblico la più ampia possibilità di seguirci. Non so, quando vanno a scuola la mattina, in auto.

Radio2 Visual

M.H.B: Radio2 è stata la prima rete Rai a divenire visual radio. Come vedete il pubblico di Radio2 visual ? E’ lo stesso della radio, è diverso? E come sta andando globalmente questo esperimento, passare a visual in modo così importante?

S.Sala: Dovendo scegliere una radio che facesse la visual era chiaro che Radio2 fosse quella, diciamo, più vocata. Noi abbiamo, e questo è un po’ un fiore all’occhiello, anche delle trasmissioni radiofoniche che vanno in TV. Abbiamo degli studi anche televisivi. Per esempio, Radio2 Social Club e la scorsa estate anche Happy Family. Sono due trasmissioni che vengono prodotte in radio: vanno in radio ma hanno anche un appeal televisivo. Lo vediamo anche dagli ascolti. 

È un fenomeno che va studiato perché… Perché è chiaro che i conduttori devono fare uno sforzo in più. Perché sanno che vanno in televisione, quindi hanno anche il visual: sono attenti al modo di vestirsi, al modo di porsi. Però sanno anche che si rivolgono a un pubblico radiofonico. Che può non guardarli. Perché non tutti ci guardano, anche se noi ripetiamo sempre, potete accendere il canale TV 202, e stiamo vedendo come cresce proprio questo canale: ad esempio alle due del pomeriggio. Con delle chicche che Fiorello fa apposta per noi. E abbiamo un riscontro forte. 

È chiaro che i numeri non sono i numeri di nessuna radio. Sono dei numeri televisivi… Cioè, il Social club già ha 300-400 mila ascoltatori. Non è questo il pubblico della visual radio. Però è un’occasione in più. 

E poi la cosa bella è che noi abbiamo anche una trasmissione solo radiofonica in video. Cioè, uno studio semplice, due microfoni che sono I lunatici. Ai quali apriamo delle finestre notturne, quando abbiamo la possibilità, su Rai2. E abbiamo un pubblico di affezionati. 

Content is king

S.Sala: Oggi si pensa prima al contenuto. E poi si pensa a come svilupparlo in diversi media. Cioè, hai un contenuto forte? Ok, come lo sviluppo in radio? Come lo sviluppo in tv? Come lo sviluppo sui social? E in podcast? È una cosa su cui mi piace molto riflettere. Certo, a volte serve un’organizzazione un po’ diversa, meno barriere tra i direttori. 

M.H.B.: Infatti mi viene da pensare che forse l’organizzazione classica a reti e tra le reti Rete 1, Rete 2, Radio, TV, Internet, ecc non abbia più senso oggi... 

S.Sala: Noi abbiamo fatto in televisione la rivoluzione dei generi. Che è una rivoluzione che è rimasta a metà. A volte non si capisce bene se sia meglio tornare indietro o se andare avanti; nel caso in cui andassimo avanti, secondo me l’obiettivo a cui puntare è proprio questo. Il rafforzamento del fatto che se io penso a un prodotto lo penso per metterlo su una rete generalista, lo penso per metterlo su una rete di cultura, su una sperimentale. Sono tre cose diverse. È un lavoro forte da fare.  

La radio e i giovani 

M.H.B: Si dice spesso che i giovani non sanno cos’è la radio: perché hanno Spotify, TikTok eccetera. E che ormai la radio abbia un pubblico di persone anziane. Anzi no, ci sono anch’io…

S.Sala:e anch’io, ho (non abbiamo capito N.d.R) anni!

M.H.B: …esatto di persone diciamo non più teen-agers. Ma poi vediamo tanti giovani a Sanremo. Secondo i vostri dati, la radio questi giovani la ascoltano? Perché voi avete – mi risulta – i vostri dati interni, anche se non pubblici. 

 S.Sala: Guarda, è complicato. Perché come sai la Rai è uscita da TER. Adesso si sta trattando per cercare una convergenza. Però è un sistema che non ti consente in realtà una rilevazione reale. Perché è un sistema che si basa sulla memoria. 

E poi ti chiamano e ti dicono “Tu ieri che cosa stavi ascoltando?”.

Se tu dici “Ruggito del coniglio” e non dici “Radio2” il tuo dato non conta. E’ scartato.

Proprio per una trasmissione forte! Più è forte e più non si conta il voto. È un problema grave. 

Spero che si vada verso un accordo per una rilevazione reale. Che è costosa. Ma secondo me sarebbe importante da fare, come è per la TV. E magari un altro tipo di rilevazione. Su questo non sono io personalmente a trattare. 

M.H.B: Certo, è sul tavolo del vostro AD, se capisco bene. 

Niente haters in radio

S.Sala: Avevi chiesto dei giovani. Allora, ho il feedback interno che abbiamo tramite le telefonate. Certo, non è che ci possiamo basare solo su quello, ma è un dato. E cambia molto in base all’orario. Prendiamo Il ruggito del coniglio. L’Italia che ci telefona è un’Italia straordinaria. Perché è la classica Italia che lavora, che affronta i problemi. 

Della vita, dei matrimoni, dei divorzi, dei figli a scuola: sempre con il sorriso. Cioè, sicuramente è un’Italia lontana dagli haters. E questa cosa si ripropone da anni e anni.

Perché Il ruggito del coniglio è una trasmissione che ha preso i nonni, i papà e i figli.  Poi ci sono delle trasmissioni dove addirittura ci chiamano i bambini. A volte le mamme fanno chiamare i bambini per fare una domanda. 

Poi ci sono altre trasmissioni per persone un pochino più “agée” Diciamo così, io tra l’altro ho (non abbiamo capito, N.d.R) anni. Quindi posso dirlo, più “agée”. 

Spotify concorrente delle radio di flusso 

Poi sì, sicuramente Spotify: per forza di cose, il ragazzo entra in macchina, mette il telefono con la sua playlist. Però in questo senso è più la radio di flusso che viene sostituita. Noi facciamo un’offerta di programmi… 

M.H.B.: Quindi solo le radio di flusso soffrono di questo abbandono?

S.Sala: No, questo non credo. Perché comunque molti che fanno radio di flusso fanno belle radio. Anche i nostri concorrenti, questo devo dirlo.

M.H.B: L’ultima domanda che volevo fare è questa: Parliamo di RaiPlay Sound. Questa settimana su Newslinet è uscito un articolo Che dice “BBC Sound da record nel quarto trimestre 2023” Continuano ad aumentare gli ascolti di BBC Proprio su BBC Sound che un tool è molto simile a Rai PlaySound. Esiste una migrazione dall’ascolto sulle vecchie piattaforme FM e DAB alla app proprietaria?

S.Sala: Certo, oggi non è che stai più con la radiolina. E poi oggi se non hai sentito un programma che ti interessa lo cerchi su RaiPlay Sound. Per dire, io ce l’ho quasi sempre aperta, anche per ascoltare in diretta. Ed è importante farlo capire anche ai giovani: Puoi fare il tuo lavoro, vivere la tua vita. E nello stesso tempo puoi sentire un programma che ti piace. È un’occasione in più.

OVS

M.H. Barsotti: Allora io ho finito il domande che mi ero preparato. C’è qualcosa di interessante che vogliamo dire, qualcosa che magari non ho chiesto?

S.Sala: Diciamo questo: intanto abbiamo questo nuovo studio molto importante, che fa parte del villaggio Sanremo. Il villaggio Sanremo inteso proprio come Green Carpet, quindi studio del Prime Time. Del Prima Festival. Poi c’è il famoso Glass di Fiore.  

E poi c’è il famoso negozio-studio OVS dove c’era un’altra radio. Che era un po’ diciamo bizzarro. Perché l’Ariston è poi subito attaccato, a quel negozio.

E quest’anno ci siamo noi. Siamo molto contenti di esserci. Tu hai l’Ariston e poi hai Rai Radio2 che è la radio ufficiale del Festival. E’ proprio una bella visione no? (M.H.B. per FM-World).

 

Radiomonitor: Mahmood il più trasmesso nel weekend di Sanremo

“Tuta Gold” di Mahmood conquista le radio nel weekend del Festival di Sanremo.

Dal 9 all’11 febbraio, secondo i dati di Radiomonitor, è stata la canzone più trasmessa.

Ma il palco dell’Ariston ha condizionato buona parte della ‘top ten’ di questi giorni.

In seconda posizione si colloca “Sinceramente” di Annalisa, mentre la vincitrice Angelina Mango con “La noia” è terza.

Quarta posizione per The Kolors con “Un ragazzo una ragazza”, alla n.5 troviamo il primo brano internazionale: la ex-numero 1 “Lil Boo Thang” di Paul Russell.

È sesto Geolier con “I P’ Me, Tu P’ Te”, a cui segue Emma (settima) con “Apnea”.

Due hit straniere occupano le posizioni n.8 e n.9: Taylor Swift con “Is It Over Now” ed Ariana Grande con “Yes, and?”.

Infine, è decima Loredana Bertè con la sua travolgente “Pazza”.

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