Rai: bufera, subito placata, per il ‘caso Orfeo’

A cura di Mauro Roffi

Cosa sia successo di preciso non si è ben capito ma pare probabile che c’entrino le molte polemiche sul ‘caso Carta bianca’ e appunto sul programma della Berlinguer su Rai3, con personaggi non sempre graditi a tutti in onda più o meno in forma fissa, e sulle ‘ospitate’ di giornalisti russi (che non ci pare però il caso di chiamare ‘colleghi’, francamente) che hanno scomodato persino il Copasir (e anche qui: era proprio il caso?).

Comunque sia, la bufera nel servizio pubblico è scoppiata improvvisa pochi giorni fa, con un articolo su Dagospia (sempre ben informato su ‘cose Rai’) che dava conto della ‘destituzione’ (se così si può chiamare) del responsabile delle trasmissioni di approfondimento Rai (da poco nominato e in procinto di assumere funzioni concrete) Mario Orfeo, ormai un veterano dell’azienda, in cui è stato dg e direttore di tg. L’Amministratore Delegato della Rai Carlo Fuortes, insomma, dopo averlo nominato solo pochi mesi fa, non voleva più Orfeo in questa carica-chiave dell’azienda e intendeva sostituirlo più o meno subito. Bisogna tener presente che la nuova struttura aziendale della Rai, basata più sui generi e meno sulle reti (i tg sono fuori dal discorso, però), darà ora ai nuovi responsabili di ogni segmento di programmazione poteri importanti e l’approfondimento giornalistico è dunque una delle cariche più significative.

I motivi dell’improvvisa rottura fra Fuortes e Orfeo non si sono ben capiti – per questo ‘Carta bianca’ sembra una delle motivazioni più plausibili – e la fama decisionista dell’AD, che ogni tanto tiene a ribadirla (ma ha davvero cambiato la Rai in questi mesi? C’è chi abbastanza a ragione ne dubita), ha colto nel segno, stavolta, prendendo abbastanza di sorpresa gli stessi partiti, che appena si parla di Rai drizzano le orecchie e si muovono immediatamente. Anche il Presidente del Consiglio Draghi, che ha voluto Fuortes in questo per lui inedito settore radiotelevisivo, sembra essere allora intervenuto, capendo che un altro focolaio di tensione nella maggioranza di Governo e anche nell’opposizione (Giorgia Meloni è rimasta priva di ‘rappresentanti’ nel Cda, lo ricordiamo, e anche Conte aveva a suo tempo protestato in modo deciso sul tema Rai), non era proprio il caso di lasciarlo scoppiare.

Nel giro di poche ore, e con la Vigilanza già in fermento (la convocazione immediata di Fuortes era però impedita dalla sospensione dei lavori parlamentari per via di amministrative e referendum), è stata così trovata una via d’uscita, che sembra avere il pregio di accontentare un po’ tutti.

Orfeo, in sostanza, lascia effettivamente la carica, consentendo a Fuortes di decidere come voleva in merito, ma tornerà alla direzione del Tg3 (cosa che pare non dispiacergli), che aveva da poco lasciato a Simona Sala, già a capo di Radio1 e dei Gr. Come di consueto, inizia così una ulteriore girandola di spostamenti: a sostituire Orfeo agli Approfondimenti sarà Antonio Di Bella, che doveva occuparsi delle trasmissioni del day-time e ora viene ulteriormente ‘promosso’. Al suo posto al day-time andrà proprio Simona Sala, che cambia di nuovo incarico in pochi mesi. Il tutto dovrebbe essere sancito da un imminente Cda Rai.

Non dovrebbero agitarsi più di tanto, con questi ‘accomodamenti’, neppure i partiti e Fratelli d’Italia aspetterà probabilmente eventuali successi elettorali per fare la voce più grossa.

Tutto a posto? Chissà, anche perché già si sa che a Di Bella manca poco (un annetto e poco più) per il pensionamento. Il suo nuovo importante incarico appare dunque fin d’ora ‘a termine’.

Mauro Roffi
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