Nuovo appello dall’Alto Adriatico per non spegnere le Onde Medie Rai

A cura di Mauro Roffi

Passano i giorni e tutto tace in Italia in merito al previsto spegnimento delle Onde Medie Rai l’11 settembre prossimo. Non lasciano passare la cosa senza reazioni invece nelle comunità italiane delle vicine Slovenia e Croazia, aree dove, come abbiamo già ricordato in un precedente articolo, ci sono alcune situazioni importanti e specifiche che senza le Onde Medie diventerebbero ‘problematiche’.

Dopo alcune iniziative a livello politico (incontro con una parlamentare italiana attenta a queste tematiche), è arrivato da poco un vero e proprio appello per scongiurare lo spegnimento delle Onde Medie, almeno in quest’area. Ne riferisce in specifico il sito del quotidiano in italiano ‘La Voce del popolo’, che da una vita è un riferimento assoluto per i cittadini sloveni e croati di lingua italiana soprattutto in Istria e Quarnero.

Vediamo cosa racconta ‘La Voce’, che riporta le dichiarazioni del Presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul. Personalmente non credo che esse necessitino di molti commenti e le condivido in pieno; spero altresì che possano servire a qualcosa, anche se naturalmente le speranze al momento sono un po’ tenui. La parola allora a ‘La Voce’ e a Tremul:

“Il Presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, a nome dell’organizzazione rappresentativa unitaria dell’intera Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia, si è rivolto in questi giorni al Ministro e al Sottosegretario di Stato degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio (e) Benedetto Della Vedova; al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Informazione ed editoria, Giuseppe Moles; alle rappresentanze diplomatico-consolari italiane in Slovenia; al Presidente e al Presidente del Consiglio della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga (e) Mauro Zanin; nonché alla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, per esprimere la preoccupazione degli italiani dell’Istria, del Quarnero e della Dalmazia per il paventato spegnimento dell’onda media della Rai.

‘Le trasmissioni diffuse sulle onde medie non solo garantiscono alla nostra Comunità una programmazione che offre informazione e intrattenimento in lingua italiana di altissima qualità, ma rappresentano anche uno strumento di tutela e divulgazione della lingua e cultura italiane all’estero, in particolare sulla sponda orientale dell’Adriatico.

Su Onde Medie è diffusa infatti ‘La Voce della Venezia Giulia’, trasmissione… di notevole rilevanza per i connazionali presenti sul nostro territorio d’insediamento autoctono in Istria, Quarnero e Dalmazia. In questo contesto si colloca il seguitissimo appuntamento con ‘Sconfinamenti’, che dedica moltissimi e accurati approfondimenti settimanali sulle molteplici attività svolte dall’Unione Italiana, dalle Comunità degli Italiani, dalle Scuole, dalle Istituzioni e organizzazioni della Comunità Nazionale Italiana in Slovenia e Croazia, svolgendo così anche un importante ruolo di promozione della nostra Comunità’ – si legge nella nota di Tremul.

‘L’interruzione della diffusione delle citate trasmissioni sulle Onde Medie significherebbe la sospensione di un servizio di considerevole importanza per l’unica minoranza italiana autoctona al di fuori dell’Italia, che proprio per questa sua particolarità, ha delle esigenze specifiche. Esigenze che lo Stato italiano stesso riconosce: la cessazione delle trasmissioni disattenderebbe agli obblighi indicati negli art. 2 e 12 della legge n. 308 del 14 aprile 1956 e dagli impegni internazionali dell’Italia. Il previsto trasferimento delle trasmissioni sulle piattaforme web, per quanto funzionale e teoricamente efficace particolarmente per la fascia giovanile e per i nativi digitali, risulterebbe comunque escludente della popolazione anziana…’.

Tremul, infine, si appella ‘alla sensibilità del Governo nazionale, del Parlamento e della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, affinché sia ritirata questa decisione che arrecherebbe grave nocumento alla Comunità Nazionale Italiana, almeno per quanto riguarda la permanenza delle Onde Medie del Friuli-Venezia Giulia, così come nuocerebbe alla Comunità Nazionale Slovena in Italia’”.

Della questione si è occupato anche il quotidiano ‘Libero’, con un altro articolo. E, a dimostrazione che la Rai ha intenzione di andare avanti così, ci sono le dichiarazioni, sconcertanti e sconfortanti (dopo alcune precedenti già piuttosto drastiche), del responsabile della sede Rai di Trieste Guido Corso. A parere di quest’ultimo, gli anziani poco avvezzi al Web hanno poca importanza (poiché “l’accesso a internet ce l’hanno un po’ tutti”) ma soprattutto le Onde Medie “sono un tecnologia obsoleta, che presenta pure un impatto ambientale importante”.

Non c’è dunque problema: “‘L’ora della Venezia Giulia’ continuerà con i 15 minuti di Gr e i 45 minuti di approfondimento culturale con il programma ‘Sconfinamenti’ diretto da Massimo Gobessi… La trasmissione ascoltabile su Rai Play Sound… Sarà anche disponibile per chi ha il satellite Eutelsat, che è già esistente in Slovenia”.

Anche qui non c’è bisogno di molti commenti.

Mauro Roffi
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