La situazione delle Tv siciliane un mese dopo lo switch-off

A cura di Carmelo Aurite e Mauro Roffi

Ad un mese dal ‘secondo switch-off’ digitale delle Tv locali, in Sicilia emerge quello che potremmo definire un ‘effetto matrioska’. Essendo stati assegnati solo a Palermo e Messina dei mux di 2° livello a carattere provinciale, si conferma la predominanza del livello regionale o pluri-provinciale, mentre in particolare a Catania e provincia ci sono state diverse ‘esclusioni’, che hanno provocato forti proteste (come nel caso di Videostar). Chi non ha trovato posto prova allora a ‘farsi ospitare’ (almeno parzialmente) da emittenti più ‘fortunate’. La cosa è abbastanza diffusa e permette almeno per adesso a parecchie sigle di essere ancora presenti via etere (c’è poi sempre la possibilità di ricorrere alla Hbbtv).

In realtà va premesso che in Sicilia ci sono adesso attivi il mux regionale di 1° livello di Raiway sul canale 42, un mux pluri-provinciale di buona copertura (ma non su Catania, Messina e altre zone) sempre gestito da Raiway sul canale 32 e tre mux provinciali, uno su Palermo sul canale 45 (gestione affidata a Trm) e ben due su Messina sui canali 21 e 22 (gestiti da Tgs e Adn Italia, che già ne gestisce alcuni altri in Calabria).

Come detto, le polemiche delle Tv escluse non sono mancate e fra queste si è distinta Telejato, che stavolta non ha trovato posto nelle graduatorie (fin dall’inizio, come avevamo subito notato su Fm-world). Pino Maniaci ha fatto sentire forte la sua protesta, trovando ascolto anche su ‘Striscia la notizia’. Ma per ora per lui non ci sono novità, anche se lo stesso Maniaci ha fatto sapere che la palermitana Tvm ha accettato di diffondere il tg di Telejato, magari appena un po’ meno ‘aggressivo’ del solito.

Ma vediamo le novità in termini di programmazione.

Sui canali 10 e 11 la presenza di Antenna Sicilia e Telecolor si caratterizza per un programmazione che potremmo definire ‘quasi omologata’ al modello Telenorba: così, ad eccezione di produzioni storiche di informazione e calcio, le reti propongono novelas anni ’90 che probabilmente non corrispondono in pieno all’appeal dello spettatore medio delle emittenti in questione. Riesce a ‘catturare meglio’ l’altra emittente del gruppo Ciancio, Sicilia Channel (Lcn 87), che propone rubriche vintage con sequenze tratte da programmi come ‘Insieme’ o ‘Tweeter’, che hanno dato una precisa identità agli ‘anni d’oro’ della Televisione siciliana (soprattutto a Catania).

A proposito di Sicilia Channel, va precisato, rispetto al nostro precedente articolo su questi temi, che l’emittente opera alla Lcn 87, appunto, sul mux regionale di 1° livello, grazie a una sorta di scambio con Rtp (gruppo Tgs), che pure ha una numerazione migliore, la 19. In sostanza, tutte le emittenti fra 10 e 18 in Sicilia sono nel mux regionale di 1° livello, mentre Rtp sul 19 ha preferito il mux provinciale di Messina gestito proprio da Tgs (canale 22 UHF), valorizzando la sua identità di ‘Tv della città dello Stretto’ e rinunciando alla copertura regionale. È una situazione abbastanza rara in Italia per una Tv che ha ottenuto una delle ‘numerazioni più nobili’ ma così è.

Sul 12 Lcn ancora Tgs recentemente ha provveduto al restyling di loghi e sigle del telegiornale; l’emittente si distingue per una programmazione variegata e in linea con la tradizione siciliana. In onda ci sono così ‘AllaKatalla’ di Giuseppe Castiglia e le varie trasmissioni condotte da Salvo La Rosa, che è anche il direttore artistico dell’emittente palermitana.

Emittenti quali Trm e TeleOne di Palermo, VideoRegione e Rei Tv (Acireale) si distinguono invece sostanzialmente per un’informazione incentrata ancora sui loro Tg, con l’aggiunta, in alcuni casi, di trasmissioni di intrattenimento.

È però nelle numerazioni dal 77 di Ciak Tele Sud in poi che l’effetto matrioska di cui dicevamo è ben visibile: così oltre alla tradizionale programmazione, troviamo, all’interno del palinsesto giornaliero di Ciak Telesud, anche i Tg di Antenna Uno di Lentini.

Sul 79 di Tva Telenormanna di Adrano ritroviamo poi l’intera programmazione di Futura Production, che prima era ospitata da TeleJonica del gruppo Cts di Palermo, rimasta ‘fuori dai giochi’.

Anche Sestarete del Gruppo Rmb si distingue per l’‘effetto matrioska’, avendo, all’interno della sua ricca programmazione tra radiovisione e informazione, anche alcune fasce orarie destinate alla programmazione del canale di medicina Medical Excellence Tv (presente, a quanto pare, anche su altre emittenti); ma soprattutto alle 21, da qualche settimana, abbiamo ritrovato l’editoriale politico di Rino Piccione, direttore di TirrenoSat, emittente che aveva chiuso, con indubbio rimpianto, qualche mese fa.

Tris di Siracusa (Lcn 85) ospita a sua volta la programmazione di un’altra emittente, la trapanese LaTr3, che ha anche una sua numerazione su un altro mux.

Quindi, in Sicilia con lo switch-off qualcosa è cambiato ma molto è rimasto anche uguale.

A proposito di Televisione lungo lo Stretto, da segnalare sulla calabrese LaC la trasmissione ‘L’Italia del Sud’ di Domenico Milani, che racconta il Mezzogiorno tra Calabria e Sicilia, tutti i giorni dalle 11 del mattino.

Ma chiudiamo con qualche altra segnalazione ‘sparsa’. Secondo le puntuali rilevazioni degli amici di litaliaindigitale.it, sul mux locale di Palermo sul canale 45 sono attive attualmente solo tre emittenti (Telenova-Am, Am Sport, dello stesso gruppo, e Med 1 del gruppo Trm).

Più affollati gli altri mux di 2° livello. Quello gestito da Raiway sul canale 32, in particolare, ospita quasi una ventina di emittenti di varie province dell’isola. Fra queste, sempre per ‘l’effetto matrioska’ di cui sopra, la ragusana Teleiblea (Lcn 178) ospiterebbe anche alcune produzioni di un’altra delle ‘grandi escluse’ di questo swich-off, Teleacras di Agrigento, peraltro ancora pienamente attiva. Lo stesso avverrebbe su Videosicilia con la radio-tv palermitana Rta (che sarebbe presente anche su Rete 8), su Alpa Uno con la non dimenticata Tele Radio Sciacca e su Tv Europa con Radio Italia Anni 60 Tv.

Come si vede, la situazione è anche tuttora in evoluzione.

A cura di Carmelo Aurite e Mauro Roffi

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