Radio Punto: la voce dell’alto milanese festeggia 40 anni di attività

2 Gennaio 2020
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Ha festeggiato quarant’anni di attività Radio Punto di San Vittore Olona (Mi).

L’emittente si presenta come la voce dell’alto milanese e trasmette sia in FM (88.15 – 89.1 MHz), sia sul digitale terrestre (canale 861), oltre che via web all’indirizzo www.radiopunto.it.

Tramite il seguente comunicato, Radio Punto racconta la propria storia ed il ruolo che ricopre ancora oggi per la comunità.

E’ una storia iniziata 40 anni fa. Era il 1979, il paese piccolo, capace di tenere stretti gruppi di amici, ma non bastante a contenerne la musica, la vita, la voglia di scoprire. Erano gli anni di un sogno che diventava più realizzabile con la liberalizzazione delle radio, dopo quella storica sentenza della Corte Costituzionale, la 202 del 28 Luglio 1976.

I biglietti a chilometraggio illimitato si chiamavano 45 e 33 giri. Con il nuovo disco in mano, si aprivano i confini e la radio era il mezzo su cui viaggiare. Anche la storia di Radio Punto è nata così: “Un Punto di riferimento per la comunità e per l’informazione” ha ricordato Luigi Villa durante la festa dei 40 anni che si è tenuta a dicembre presso il Beerbanti di Canegrate. Fu proprio Villa a firmare la denuncia ai Carabinieri della stazione di Cerro Maggiore, annunciando la “prossima apertura di una nuova emittente privata ubicata in San Vittore Olona”. Tra i collaboratori si trovano i nomi di Don Giovanni Giuliani, indimenticato Parroco di San Vittore Olona che amò e sostenne da subito il progetto e Marco Rotondi, oggi assessore in carica alla giunta sanvittorese.

La denuncia (anno 1980) chiudeva formalmente i lavori iniziati mesi prima per allestire i locali, trovare la strumentazione, recuperare i dischi … e capire come si faceva a fare “La Radio”. Intorno un gruppo di ragazzi poco più che adolescenti, con tanta energia e voglia di fare. Quei ragazzi come Fabrizio Bottazzi e Roberto Rovellini che, ancora oggi, sono i cardini di Radio Punto.

Erano più di cento le persone sedute ai tavoli alla festa “40 in Punto” tra cui gli storici Anna Daverio e Lucio Ray pilastri dell’informazione e della parte tecnica dell’emittente. Tante sono le persone che non hanno potuto partecipare. Alcuni i nomi che oggi non ci sono più, ma che restano indelebili negli archivi di Radio Punto come l’amata Graziella Martini. E’ stato un viaggio nel tempo trascorso ricordando come si trasmetteva negli anni ’80, ’90, fino ad arrivare ai giorni nostri. Tra i registi “quelli veri” che sapevano far girare i nastri magnetici e i pionieri che hanno dormito negli studi perché non erano ancora arrivate le porte e non si poteva abbandonare la nave, ehm … la radio. Un passaggio di testimone tra chi informava la comunità allora, e chi la informa oggi. Stili ed epoche diverse a confronto, chiuse in un dare-avere di esperienze che hanno trasmesso la grande voglia di andare avanti, sempre e comunque, surfando attraverso le tecnologie che cambiano e che ci mettono sempre un po’ alla prova ma che, alla fine, ci danno l’opportunità di ampliare sempre di più la nostra voce. FM, digitale terrestre, affiancati dal web strumenti che oggi ci consentono di non essere più solo “Radio Punto, la radio dell’Altomilanese”, ma “Radio Punto… #SemplicementeOvunque” grazie anche alla App che ha aggiunto un pubblico più giovane ai nostri tradizionali ascoltatori.

Ci piace ricordare, concedetecelo in questo anniversario importante, che ancora prima che i social fossero inventati, Radio Punto è stato (ed è tutt’ora) un punto di aggregazione importante, per questo abbiamo pensato a un palinsesto che possa arrivare nelle case (e speriamo al cuore) di tutti i nostri ascoltatori: dalle fasce più fragili che trovano nella radio una compagnia quotidiana, ai giovani che amano la musica più attuale, accogliendo moltissimi artisti emergenti e garantendo spazio anche alle musiche di settore come il rock, l’hip hop o il folk solo per citarne alcuni.

Perché Radio Punto vuole continuare quella tradizione fondante dove la buona informazione e la musica libera trovano un punto di partenza per arrivare agli ascoltatori. E questo racconto non può che finire con le parole che hanno rappresentato l’inizio per molti radiofonici e che non sono mancate alla nostra festa, con una interpretazione semplice e struggente di Stefano Provasio che, così come accadeva allora, ha imbracciato una chitarra cantando il grande inno di Eugenio Finardi. Lo ammettiamo, più di uno sguardo si è fatto lucido cantando: “Amo la radio perché arriva dalla gente, entra nelle case e ci parla direttamente e se una radio è libera, ma libera veramente, mi piace ancor di più perché libera la mente…”.

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