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Radio e informazione: tanti modi diversi di comunicare una notizia

26 settembre 2018
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Come si comunica l’informazione in radio e in tv? Quali sono i limiti? Quale deontologia deve rispettare chi opera in questo settore?

Di queste e altre tematiche, si è parlato a Roma, presso la Biblioteca Centrale Marconi al CNR, nel corso di formazione giornalistica “Deontologia, notizie e intrattenimento negli incroci pericolosi fra radio e tv”, tenutosi mercoledì 26 settembre.

Dopo i saluti di Lazzaro Pappagallo (Segretario Associazione Stampa Romana) e di Alberto De Rosa (Responsabile con Delega dirigenziale della biblioteca centrale CNR), il dibattito ha preso il via con il coordinatore Tommaso Polidoro (Presidente Formazione Gruppo Romano Uffici Stampa), che ha moderato l’intera mattinata.

La prima a prendere la parola è stata Francesca Parisella, giornalista Mediaset, ma anche voce di diversi programmi su Radio Rai. La sua è un’esperienza che ha spaziato da Isoradio, a Radio1 a Radio2, sottolineando quanto sia diverso raccontare una notizia a seconda dell’emittente e facendo esempi concreti, quali quello del sisma del centro-Italia, con una prima rete intenta a raccontare senza filtri quanto stava accandendo ed una seconda rete che aveva il compito di rassicurare l’ascoltatore.

A confermare e ad approfondire l’argomento dell’informazione sulla Radio di Stato ci ha pensato Mario Brignano, vicedirettore di Radio1, il quale ha sottolineato che – pur risultando soltanto sesta nella classifica degli ascolti dell’indagine RadioTER – l’emittente Rai ha un primato: quella di essere una realtà che non viene seguita come sottofondo in relax, ma che gode di una forte attenzione da parte del pubblico.

E questo ha permesso a Brignano di rimarcare il valore dell’informazione radiofonica, che risulta essere più credibile della tv e soprattutto del web.

Presente al dibattito anche Mario Sechi, attualmente titolare di “List”, testata che può essere letta ma anche ascoltata, grazie ad un podcast molto scaricato e che lo stesso direttore ha evidenziato come uno degli sviluppi della radio.

Sechi ha ricordato l’esperienza radiofonica a Radio 24 in “Mix 24”, programma di Giovanni Minoli, successivamente cancellato dal palinsesto e che gli ha dato lo stimolo di scommettere in una nuova testata, rigorosamente a pagamento. Questo perchè, in un’epoca di fake news e di notizie acchiappaclick, il lettore è disposto ad investire per una informazione di qualità e “List”, con relativo podcast, vuole andare verso questa direzione.

Molto atteso l’intervento di David Parenzo, volto noto de La7, ma ancora più popolare come partner radiofonico di Giuseppe Cruciani ne “La Zanzara”, che ha innanzitutto ribadito che il programma di cui è co-conduttore produce informazione, anche se in una maniera non convenzionale.

Parenzo ha offerto il proprio punto di vista, relativo al settore giornalistico di oggi. Un settore che i new media non hanno messo in crisi, ma anzi hanno valorizzato, dandogli un ruolo ancora più importante. Tra tante fake news, assume un peso di valore una figura che possa filtrare che cosa è vero e che cosa no.

Ma lo stesso lettore oggi è preparato ed è consapevole delle differenze (politiche e non solo) che contraddistinguono le varie testate.

Decisamente orientato verso la radio, infine, l’intervento di Alessandro Banfi, direttore di Mediaset, nonchè responsabile e curatore di “Matrix”, il quale tuttavia ha esordito da giovane in una radio locale. E proprio sul ruolo della radio, sin dai tempi del fascismo quando era un mezzo di propaganda, ha voluto dedicare un incentrare un dibattito che l’ha portato ad una analisi e ad una evoluzione del mezzo, arrivata fino ai giorni nostri.

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