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Quanto “pesa” l’FM sugli ascolti? Il caso di RMC Sport analizzato da Italia Oggi

29 luglio 2018
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Che peso ha ancora oggi la modulazione di frequenza sugli ascolti radiofonici?

In un settore dove il digitale dilaga su più fronti (dallo streaming alle app, dal DAB+ al digitale terrestre televisivo), il settore radio sembra faticare ancora a staccarsi dall’analogico.

Non siamo noi di FM-world a dirlo (interessati casomai a sostenere sempre più il digitale e tutto ciò che ruota attorno alla nostra app), ma una prestigiosa testata quale Italia Oggi.

Tutto nasce da un articolo di sabato 28 luglio, a firma dell’affermato giornalista Claudio Plazzotta, in cui analizza gli ascolti dei recenti dati RadioTER relativamente a RMC Sport Network.

L’ultima nata in casa Hazan, assieme a TMW Radio da cui è arrivato il progetto, ha raccolto 58.000 ascoltatori nel giorno medio ieri. Un dato, fa notare Plazzotta, che poco si discosta dai 47.000 che ascoltavano RMC2, sulle cui ex-frequenze è nata la nuova realtà.

Pur essendo un’emittente che fornisce contenuti di qualità, con un brand mediatico e con uno staff attivo anche sui social, ottiene un risultato che la pone molto distante dal milione (esattamente 1.026.000) che segue quotidianamente Radio Sportiva, la cui presenza in FM è molto più capillare sul territorio.

Plazzotta conclude dunque sostenendo che “per una radio, piccola, media o grande, locale o nazionale, non vale tanto, e comunque non vale solo il palinsesto editoriale, la qualità dei contenuti, la capacità dei conduttori. Vale invece molto, se non quasi tutto, la qualità e quantità delle frequenze che si usano per trasmettere il segnale”.

Premesso che nelle ultime settimane RMC Sport Network ha investito in nuovi impianti FM, che avranno un probabile peso nel secondo semestre, la valutazione può dare adito a spunti di riflessione, anche se più probabilmente, in una indagine che si basa sul ricordo (effettuata al telefono) come quella di RadioTER, non è tanto la signola frequenza il valore aggiunto, quanto il brand (su cui influiscono diverse variabili).

E Radio Sportiva, prima arrivata tra le (semi)nazionali in ambito di talk calcistico, è ormai un prodotto radicato e riconosciuto.

Esiste una risposta definitiva? Probabilmente no, ma per un sito, come il nostro, dove l’alta frequenza ha sempre avuto un peso rilevante, la riflessione di Plazzotta offre comunque uno spunto interessante sulla radiofonia di oggi e, ancor più, di domani.

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