Nuovo palinsesto per Radio Alta: Teo Mangione sempre alla guida

A cura di Mauro Roffi

In un articolo di Marialuisa Miraglia pubblicato sul sito dell’Eco di Bergamo, viene illustrato il nuovo palinsesto (con tanto di nuovo slogan) adottato dall’emittente orobica Radio Alta, che fa parte con Bergamo Tv del forte gruppo multimediale cattolico che ha proprio il quotidiano ‘L’Eco di Bergamo’ come capofila. Ma soprattutto l’articolo è anche un’occasione per una lunga chiacchierata sulla Radio con Teo Mangione, nome notissimo nel settore, alla guida di Radio Alta come direttore artistico e musicale da ormai parecchi anni.

Con ordine, partiamo dal nuovo palinsesto. Il nuovo ‘claim’ di Radio Alta è intanto ‘Non vogliamo piacere a tutti, ma vogliamo piacere a te’.

Il nuovo palinsesto è invece “un concentrato di programmi e voci diverse, come quella di Micaela Carrara, da vent’anni a Bergamo Tv, e ora in Radio con ‘Carrara… Che Sorpresa!’, oppure quella di Cristian Fulgosi, grande ritorno in Radio con “Cosa Resterà”, un tuffo dinamico e ben ragionato negli anni ’80. E poi ancora, Davide Munari, Luciano Berry, musica house e musica funk. Per chi la Radio ha ancora voglia di ascoltarla, e non solo di sentirla”.

Quanto a Mangione, continuerà a condurre (come fa da parecchi anni) ‘Colazione con Radio Alta’. Parliamo a questo punto di lui, di Teo Mangione appunto, che vanta un passato quanto mai illustre, forte delle esperienze a Blue Lake Sound, Radio Peter Flowers (dal 1987 al 1992) e Circuito Marconi, dopo la ‘folgorazione’ avuta ascoltando, addirittura in Onde Medie e nel 1974, Radio Luxembourg e più avanti Radio Milano International.

In seguito c’è stato il ritorno a casa, ovvero a Bergamo, su chiamata, nel 2000, di Elio Corbani, allora amministratore delegato di Bergamo Tv, che gli propose appunto la guida di Radio Alta. “La Radio è stata un’università incredibile e ogni giorno impari un sacco di cose, è vita” – ha detto Mangione a Marialuisa Miraglia. E fare Radio bene “vuol dire essere un po’ tuttologi. Devi guardare e sapere tutto, non puoi essere preso in contropiede da un ascoltatore: tu devi anticipare l’ascoltatore”.

E ci sono infine anche ulteriori progetti per il futuro, come quello di ‘una scuola di Radio’. “Non una scuola con tanto di banco e professori, ma un vero e proprio laboratorio, uno studio radiofonico moderno e analogico al tempo stesso”. Perché, “se non fai vivere la Radio, i ragazzi non possono sapere di voler fare questo mestiere”.

C’è anche un’altra ‘necessità’, secondo Mangione, nel fare Radio oggi: “distinguersi dall’algoritmo di Spotify”.

Perché Teo tuttora spulcia i siti delle emittenti americane e guarda le classifiche, si ascolta gli artisti, li scopre e li propone in Radio. Infatti – garantisce – “con Spotify puoi avere tutto, ma non quello che non cerchi. Se io ti parlo dei Greta Van Fleet, tu vai ad ascoltarti qualcosa che magari da solo non avresti ascoltato”.

Mauro Roffi
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