MilleRegioni: le voci del territorio (a cura di Mauro Roffi)

11 Luglio 2020
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Appuntamento numero 16 con “MilleRegioni”.

Mauro Roffi ci accompagna in giro per l’Italia, come ogni settimana, a conoscere le novità relative alle “voci del territorio”.

  • Nuove interviste e testimonianze sulla Radio in smartworking

Secondo articolo di Alessandra Paparelli sul periodico del Lazio dentromagazine.com sul mondo della Radio e dei suoi speaker in questo particolare periodo legato alla pandemia e alle sue pesanti conseguenze su tutti i settori della società.

Come abbiamo già riferito in una delle scorse puntate di questa rubrica, l’inchiesta di Alessandra già nella prima puntata aveva riferito con cura e attenzione le dichiarazioni di alcuni speaker e ‘addetti ai lavori’ del mondo della Radio, soprattutto con riferimento a Roma ma anche ad altre città.

La seconda puntata della serie ha ospitato – va detto subito – anche le considerazioni sul ruolo della Radio e dei suoi speaker in tempi di Coronavirus del direttore di questo periodico Nicola Franceschini ma con lui sono state riportate le opinioni anche di Vanni Maddalon, una delle voci storiche dell’etere romano (speaker e conduttore per 14 anni a Radio Spazio Aperto, successivamente a Erre2, Radio Kaos Italy, Radio Città Aperta e Radio Italia Anni 60 Roma), Claudia McDowell, speaker e conduttrice radiofonica con all’attivo molti anni a Radio Rock, Radio Popolare Roma, Radio Città Aperta e ora nella squadra di Radio Elettrica, oltre che cantante, e infine Maurizio Guccini, speaker e conduttore a Radio Kaos Italy, Radio Everywhere e Radio Italia Anni 60 Roma, oltre che musicista/bassista.

Per Vanni Maddalon, “lo smartworking ha cambiato in modo radicale le nostre abitudini, in ogni campo e in ogni settore…

Nel mondo radiofonico lo smartworking ha stravolto tutto; i grandi network stanno reggendo meglio la crisi, mentre le Radio locali/regionali sono andate in sofferenza per il crollo pubblicitario. In piena emergenza Covid le Radio hanno potenziato l’informazione, raccolto fondi, svolto un ruolo sociale importante ma gli aiuti dal Governo sono in ritardo e due Radio su tre chiedono fondi e sostegni, il calo della pubblicità è drammatico con il conseguente taglio dei collaboratori in tutta Italia o la cassa integrazione.

Programmi che si reggevano con le ospitate di personaggi noti e popolari hanno avuto uno stop, riconvertendo le trasmissioni da casa, per chi ha potuto. Ovviamente la presenza degli ospiti stessi in studio è molto diversa, rispetto alla telefonica.

A mio avviso, non tutti i programmi possono andare in modalità smartworking… La ‘mia radio notte’ sì, essendo un format notturno che ricorda molto da vicino il famoso film di Oliver Stone ‘Talk Radio -Voci nella notte’, al quale dal 1998 mi ero ispirato creando la trasmissione a Radio Spazio Aperto.

(Invece), parlando di calcio e sport in generale, il format che ho condotto per quasi 20 anni ‘Studio/Stadio’, non potrebbe essere trasmesso da casa, a mio avviso. Non c’erano ieri e non ci sarebbero oggi le condizioni. Vorrei aggiungere che non tutti possono permettersi uno studio da casa…

E poi c’è l’aspetto emozionale: la Radio è magia e la magia della Radio appartiene allo studio, alla struttura, con un fonico-regista che ti cura, ti segue. La Radio è un’atmosfera particolare data dalla presenza in studio, dall’ambiente stesso…

Nei territori martoriati dal Coronavirus, pensiamo alla Lombardia, al Piemonte e al Veneto ma anche l’Emilia Romagna, la Radio ha svolto una vera funzione sia di servizio e utilità che di compagnia e intrattenimento…

Nelle zone martoriate dal virus con centinaia di morti al giorno, non si sarebbe potuto fare solo musica e leggerezza, non sarebbe stato giusto, era doverosa l’informazione. Mi rendo però conto, ora che la situazione sta migliorando e stiamo tornando a una sorta di “normalità”, che la gente ha bisogno anche della ‘sana leggerezza’ e quindi di equilibrio: una sana commistione tra informazione, musica e intrattenimento, divertimento”.

Claudia McDowell, invece, pensa “al ruolo significativo della Radio, di cui mi sono innamorata nel 1992, alla forza del suo messaggio che ha come destinatari non ascoltatori passivi ma attivi e nello stesso momento non è una presenza invasiva: è una compagna di vita che entra in punta di piedi nelle nostre giornate, arricchendole. Credo che un Paese moderno, che abbia a cuore il cibo per l’anima dei suoi abitanti, debba fare uno sforzo in più nei confronti della Cultura”.

Quanto allo smartworking, “si può trasmettere da casa, sempre che si abbia la possibilità di attrezzarsi dal punto di vista tecnico. Durante la quarantena, per esempio, noi di Radio Elettrica abbiamo proposto tramite una app per teleconferenze una serie di appuntamenti a più voci (e volti) durante i quali abbiamo sviscerato svariati argomenti di discussione, dall’economia alle uscite discografiche e letterarie. È stata una bella esperienza, anche ben accolta, ma non posso negare che il desiderio di tornare in diretta in studio non si è spento neanche per un attimo”.

Infatti, per esempio, è stimolante e insostituibile “avere degli ospiti in studio, possibilità alla quale abbiamo momentaneamente rinunciato per questioni di sicurezza. È vero che un ospite lo si può raggiungere telefonicamente, ed è ciò che stiamo facendo, ma averlo di fronte fisicamente, potersi capire con uno sguardo ed interagire per dare una maggiore spontaneità e fluidità al suo intervento, è senza dubbio tutt’altra cosa”.

Infine Maurizio Guccini, secondo il quale “per la Radio non è stato semplice, pochi hanno avuto il privilegio di poter condurre da casa, sia per la strumentazione sia per le conoscenze che bisogna avere. Io avrei comunque preferito recarmi in studio, anche perché il binomio speaker/fonico è fondamentale e da casa non sarebbe stato possibile”.

“Appena scattato il lockdown – ha continuato Guccini – tutte le Radio si sono poste l’interrogativo, a seconda della sensibilità e sicurezza di ognuno, se fosse il caso di andare in onda o meno… È successo anche a Radio Italia Anni 60 Roma. Molti, legittimamente, hanno pensato fosse importante stare a casa. Con tutte le prevenzioni e le difese anti-Covid previste, personalmente ho deciso di trasmettere. Innanzitutto perché in un momento così tragico ho ritenuto potesse essere uno strumento per veicolare emozioni, come solo la musica sa fare, e tranquillità, quasi una piccola oasi di normalità in uno scenario impensabile. E poi perché quei giorni saranno ricordati e raccontati in futuro…

In Radio eravamo solamente io e il fonico, Gabriel Morgia. Quando uscivamo, ci veniva da parlare sottovoce, come se fosse vietato anche quello. C’è stato anche un episodio molto simpatico, in una delle innumerevoli volte che sono stato fermato per l’autocertificazione, alcuni vigili della Polizia Locale di Roma Capitale hanno riconosciuto la mia voce!”.

E per chiudere davvero, un’opinione su I LOVE MY RADIO: “Quando varie realtà che sono in competizione lavorano ad un’iniziativa che unisce il comparto, è sempre lodevole. Fondamentalmente spero che aiuti tante persone a scoprire il grande patrimonio musicale del passato che abbiamo. Conoscendo quello, si capisce e si gusta meglio il presente”.

  • Focus emittenti: Radio Arenzano

Radio Arenzano è un’emittente della provincia di Genova nata nel 1977 e che è stata attiva in Fm fino al 1988. Nei primi anni di attività la Radio ottenne significativi risultati di ascolto nella riviera genovese di Ponente, ma poi gli speaker più bravi vennero ingaggiati da emittenti più importanti e in mancanza di ricambio la Radio cessò le trasmissioni, appunto nel 1988.

Ma ecco che nel 2012, 24 anni dopo, Antonio Vallarino, che da giovanissimo fece parte di questa prima avventura radiofonica, ha voluto riportare in vita il progetto grazie a internet. E la nuova Radio Arenzano ha oggi di nuovo un buon seguito sul territorio locale.
In questo periodo estivo, in specifico, come ci informa lo stesso Vallarino (direttore artistico di Radio Arenzano), la programmazione prevede informazione locale, agenda eventi e altre rubriche informative molto frequenti e poi interviste ad artisti emergenti e non solo e a rappresentanti delle istituzioni locali e delle varie associazioni presenti sul territorio.

La programmazione musicale prevede naturalmente anche trasmissioni in diretta e comprende classici e successi dagli anni ‘60 ad oggi; vengono inseriti a rotazione, come accennavamo, anche artisti emergenti o delle etichette indipendenti.

Il claim è ‘Tutti i Colori della Musica’.

Lo staff di Radio Arenzano è composto da Antonio Vallarino, Pino Lento, Ricky Vallarino, Andrea Piattino, Luca Rozza Bestetti, Riccardo Zunino, Max Delfino, Marina Piccardo, Lele delle Scimmie.

Radio Arenzano è inoltre un’associazione culturale, la presidente è Cinzia Ruscelli.

L’emittente è infine presente sull’applicazione FM-world, legata a questo periodico.

  • Focus emittenti: Rvl La Radio

Il periodico verbanonews.it ha pubblicato un interessante articolo che fa il punto sulla attivissima emittente locale piemontese Rvl di Verbania e, in specifico, ricorda anche i trent’anni di radiofonia del suo direttore Piero Pratesi.

Eccone una parte significativa:

“Il suono inimitabile del vinile e i brani che hanno segnato un’epoca. Piero Pratesi riparte dalla grande musica ’70 e ’80 per far rivivere agli ascoltatori di Rvl La Radio i ricordi dei loro ‘migliori anni’ e farli ballare su ritmi evergreen. ‘Per i miei primi trent’anni di radio – spiega – sono voluto tornare alla musica delle origini, con un programma rigorosamente suonato in vinile, con i dischi della mia collezione, e con serate live, sempre con il giradischi’.

Una tappa importante per Pratesi che della sua grande passione per la musica, la Radio, e la comunicazione ha fatto una professione. ‘Ero ventenne e stavo per sostenere l’esame di maturità quando ho incontrato Mauro Brizio al Music Club di Verbania che vedendomi acquistare dischi mi ha proposto di provare a trasmettere per Rvl’. Da lì non ha più smesso, fino ad assumere la guida dell’emittente verbanese nel 2005.

‘La sfida è quella di offrire al Verbano Cusio Ossola, ma anche a parte delle province di Varese e Novara, una Radio che possa offrire l’informazione locale, tenere aggiornati su tutto quello che accade in zona, ma anche uno stile moderno, veloce, attuale’ – spiega Pratesi. Insomma, parlare all’ambito locale con la voce di un network. ‘Ci avvaliamo di speaker e giornalisti professionisti e della preziosa consulenza di Alfredo Porcaro per essere sempre al passo con i tempi’…

La Radio ha dimostrato di poter sopravvivere all’arrivo della Tv ed è ancora uno dei mezzi di comunicazione preferiti dalla gente: ‘Ce ne siamo resi conto in particolare modo durante l’emergenza Covid. Abbiamo continuato a lavorare costantemente per informare le persone su quello che stava succedendo. Siamo rimasti stupiti da quante persone ci hanno scritto per avere informazioni, per chiedere chiarimenti. Segno che di noi si fidano e che ci sentono vicini. Peccato che molto spesso dalle istituzioni questo nostro ruolo non venga tenuto in considerazione’.

La prossima sfida per il futuro sarà ‘portare la Radio nelle piazze come in tante zone di Italia fanno già da tempo e coinvolgere amministratori, commercianti e gente comune perché la Radio è musica e musica è sinonimo di festa’”.

  • Tv Yes a una buona numerazione nel Lazio

Ancora movimenti per quel che riguarda Tv Yes, la ‘versione televisiva’ della romana Radio Yes, di cui abbiamo parlato più volte nei mesi scorsi su questo periodico.

Come informa l’italiaindigitale.it, nel mux Roma Uno c’è stato un “cambio di numerazione automatica per Tv Yes, che ha abbandonato la Lcn 298 per passare al numero 118. Il logo di rete è stato (poi) modificato: il simbolo della cuffia è passato da blu a rosso, mentre nella parte sottostante al posto della scritta ‘Lazio’ è riportata la dicitura ‘Italia’”.

Peraltro “Tv Yes Italia in alcuni orari trasmette la programmazione televisiva (a carattere sportivo; N.d.R.) di Tmw Radio”.

Che Tv Yes abbia qualche ambizione nazionale è dimostrato anche dal fatto che l’emittente ha fatto la sua comparsa (per ora non a carattere continuativo) anche sul satellite e sugli ‘altri canali’ di Sky, alla numerazione 839 (Veneto Link).

  • I 13 anni di Radiobari

Radiobari compie in questi giorni 13 anni. L’emittente del capoluogo pugliese è nata nel 2007 da un’idea di Maddalena Mazzitelli e Pasquale 33 – al timone di Radiobari per ben 11 anni – ed ha la singolare caratteristica di essere sorta quale ‘appendice radiofonica’ della notissima e preesistente Telebari, che ad aprile ha spento invece ben 47 candeline.

Radiobari diventa ora più grande e festeggia, “guardando al futuro con un entusiasmo sempre maggiore e tanta voglia di fare”. L’emittente è anche la Radio ufficiale della SSC Bari e trasmetterà in esclusiva le radiocronache dei match della squadra di Luigi De Laurentiis, impegnata nei playoff di LegaPro per centrare il sogno della serie B.

Dal capoluogo pugliese precisano poi quanto segue: “Reso sempre più corposo nel corso del tempo, il palinsesto di Radiobari, oggi, propone ancora il caposaldo del ‘B&TheGang’, programma radio-televisivo ideato da Enzo Tamborra che ogni mattina, da 13 anni a questa parte, dà il buongiorno alla città. Un programma che nell’ultimo anno si è arricchito con la presenza di Alessio Giannone, alias Pinuccio, in conduzione ogni lunedì mattina con il direttore responsabile di Telebari, Maddalena Mazzitelli. Musica, informazione e vicinanza ai colori biancorossi della squadra della nostra città con uno spazio giornaliero dedicato proprio alla SSC Bari”.

Inoltre, “la partnership con la SSC Bari, da ormai due stagioni a questa parte, ha portato sulle frequenze di Radiobari anche la trasmissione ‘Radiobari.Gol’, uno spazio pensato tra pallone e musica che, una volta a settimana, ha catapultato negli studi con Barbara Cirillo i protagonisti della squadra.

Grande successo, negli ultimi tre anni, ha (poi) fatto registrare ‘Il Ciardatano’, programma condotto da Renato Ciardo che ha portato nelle radio dei baresi voci del calibro di Jerry Calà e centinaia di ospiti illustri. Piacevole sorpresa degli ultimi 24 mesi, invece, sono stati i ragazzi di ‘WilVa’, Wiliam Volpicella e Valentina Gadaleta, che, con due diversi programmi, hanno dato a Radiobari brio e argomenti nuovi, inerenti anche – ma non solo – la vita di coppia. Entrambe le produzioni sono state ideate da Silvia De Sandi”.

  • Bologna: l’edizione estiva di ‘Liberi dentro’ su Radio Città Fujiko

È partita l’edizione estiva di ‘Liberi dentro – Eduradio’, programma radiofonico di didattica, cultura e informazione rivolto ai detenuti del carcere Dozza di Bologna, ma anche alla cittadinanza. La trasmissione, di cui abbiamo già parlato in questa rubrica, andrà in onda fino al 18 settembre, ogni week-end (sabato alle 11 e domenica alle 18) sempre sulla bolognese Radio Città Fujiko (103.1 MHz).

Fra gli argomenti trattati, ci sono letteratura, galateo e lingua araba, ma anche cinema, arti, spettacolo e consigli di lettura. Tra le novità, anche il ‘radiodramma’, a cura de ‘I teatri del sacro’, che racconteranno della rassegna biennale dedicata a scena e spiritualità.

Iniziato lo scorso aprile in piena emergenza coronavirus, il progetto di una ‘radio carcere’ (chiamata così dagli stessi detenuti) è nato dal desiderio di non interrompere il servizio culturale, educativo e di assistenza spirituale portato avanti in questi anni da diverse realtà bolognesi che operano in carcere.

Durante il lockdown, quindi, il programma ha raccolto le voci degli insegnanti carcerari (Cpia metropolitano di Bologna), delle associazioni di volontariato, dei garanti dei diritti delle persone private della libertà personale e di diversi rappresentanti religiosi. Ora la trasmissione ha attirato l’attenzione anche di altri istituti penitenziari regionali.

  • Veneto: la promozione delle Dolomiti sulle Radio locali

La montagna bellunese si promuove in Radio, grazie a un messaggio promozionale lanciato dalla Provincia e dalla Dmo Dolomiti. L’obiettivo è duplice: informare i turisti che le località del Bellunese sono aperte, accoglienti e pronte a ricevere gli ospiti in totale sicurezza e inoltre spingere sul turismo di prossimità, dato come vincente nell’estate ancora condizionata dal Coronavirus.

«Vogliamo trasmettere appartenenza territoriale e orgoglio per la nostra terra, che è tra le più belle al mondo – commenta il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin – . È per questo che abbiamo scelto di spingere su una promozione veneta, ma anche locale, bellunese, finanziata dal Fondo Comuni di confine, all’interno del progetto ‘Vivere le Dolomiti’, per un investimento di 20mila euro».

Le Radio scelte per il messaggio promozionale, infatti, sono per la maggior parte della provincia di Belluno (Radio Club 103, Radio Cortina, Radio Belluno, Radio Piave, Radio Abm Bellunesi nel Mondo e Radiopiù); in aggiunta c’è un’emittente dalla più vasta diffusione, Radio Piterpan.

In un minuto, viene trasmessa l’emozione delle Dolomiti e la certezza di un ambiente salubre e sicuro. «Le Dolomiti disegnano l’orizzonte dei nostri sogni. E quest’estate i sogni sono davvero possibili – recita il messaggio promozionale radiofonico di cui sopra – . I nostri ristoranti, i rifugi, gli alberghi sono pronti più che mai a donare pace, bellezza, storia e natura in totale sicurezza».

Mauro Roffi

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