MilleRegioni, le voci del territorio (a cura di Mauro Roffi)

12 Marzo 2021
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L’appuntamento settimanale con MilleRegioni torna puntuale come ogni sabato.

Le ultime notizie, da tutta Italia, sono a cura come sempre di Mauro Roffi.

  • Lo Studio CRTV sulle Radio nel 2018: una mole di dati

Torniamo, come preannunciato la settimana scorsa, sulla 26esima edizione dello Studio Economico del Settore Radiotelevisivo Privato, a cura di Confindustria Radio Televisioni, riferito ai dati 2018 (purtroppo) relativi alle Tv e alle Radio nazionali e locali in Italia.

Lo Studio si basa sull’analisi dei bilanci pubblicati presso le Camere di Commercio territoriali e pertanto si limita alle società di capitali. Sono pertanto escluse tutte le emittenti a carattere comunitario.

Ci limitiamo ad alcuni dei tanti dati pubblicati e a quelli relativi al settore radiofonico.
Nel campo delle Radio nazionali, dunque, nel 2018 il mercato radiofonico italiano si componeva complessivamente di 14 operatori (di cui 13 privati e 1 pubblico), ai quali corrispondevano 21 emittenti radiofoniche (marchi FM). 5 facevano capo alla RAI, 14 erano Radio di natura commerciale di proprietà di 11 società di capitali (Srl e Spa), 2 erano Radio a carattere comunitario (Radio Maria e Radiofreccia).

Il comparto delle Radio locali risultava essere invece una realtà fortemente parcellizzata, composta da piccole e “micro” imprese, nate spesso da iniziative amatoriali e/o culturali di tipo ultra-locale. L’individuazione delle emittenti radiofoniche effettivamente operanti a livello locale è stato pertanto ritenuto piuttosto complicato.

L’analisi CRTV si basa comunque su un database di 521 società radiofoniche locali commerciali strutturate in società di capitali: solo per 404 di queste, a ottobre 2020, risultava pubblicato il bilancio 2018 (dati Cerved), in calo di 7 soggetti (- 1,7%) rispetto al 2017.

Nel 2018 il numero complessivo delle emittenti radiofoniche (marchi radio, in FM), a parte le comunitarie, è stato stimato intorno a 525 unità, in forte calo rispetto alle stime relative agli anni precedenti.

Dall’analisi risulta che il maggior numero di soggetti radiofonici commerciali locali risiedeva in Sicilia (45), seguita da Lazio (44), Lombardia (42), Puglia (37), Emilia-Romagna (32), Toscana (29), Veneto (28), Campania (26), Piemonte (23), 9 regioni che da sole costituivano oltre il 70% (per numero di società radiofoniche) del totale nazionale.

Nel 2018 il valore complessivo dei ricavi generati dalle principali società radiofoniche operanti sul territorio, sia a livello nazionale che locale, ammontava a 643 milioni di euro, in aumento di 34 milioni di euro (+ 5,5%) rispetto al 2017. Se consideriamo il solo settore privato (senza includere l’operatore di servizio pubblico Rai) il valore si attesta a circa 510 milioni di euro.

Nel 2018, l’analisi dei bilanci confermava il trend positivo del mercato radiofonico iniziato nel 2015.

Analizzando i ricavi totali del settore, declinati nelle sue diverse componenti, risulta che: nel 2018 il comparto radiofonico privato nazionale ha raggiunto i 327 milioni di euro circa, con una crescita rispetto all’anno precedente del + 5,8%; quello locale ha superato la soglia dei 180 milioni di euro, con un incremento di circa 15 milioni (+ 8,9% rispetto al 2017); i ricavi totali dell’operatore di servizio pubblico sono rimasti invece pressoché invariati (+ 0,5%).

Il 2018, pertanto, ha rappresentato il quarto anno consecutivo di crescita complessiva del comparto radiofonico locale, dopo una piccola battuta d’arresto registrata nel 2016, crescita sostenuta principalmente dalla raccolta pubblicitaria con circa 143,5 milioni di euro (+ 6,6% rispetto al 2017). Per quanto riguarda gli altri ricavi, inclusi i contributi statali erogati all’emittenza locale, anch’essi risultavano in aumento e hanno raggiunto 39 milioni di euro circa (+ 18,4% rispetto al 2017).

Dalla distribuzione dei ricavi totali si confermava la citata alta parcellizzazione del settore radiofonico locale, caratterizzato per lo più da “micro-imprese”. Erano 247 le società con ricavi inferiori a 250 mila euro, pari a poco meno del 61% del totale analizzato: si tratta di società che complessivamente fatturavano appena il 12% dell’intero settore radiofonico locale.

Nel 2018 la suddivisione per classi di ricavi mostrava invece come le 37 società appartenenti agli scaglioni più alti (superiori al milione di euro) abbiano prodotto circa 99 milioni di euro di ricavi (54% del totale).

La polverizzazione del settore radiofonico locale è molto più accentuata rispetto a quello televisivo.

Nel 2018 Lombardia e Lazio, con circa il 32% del totale, si sono confermate le regioni con volumi di ricavi generati dalle emittenti radiofoniche locali nettamente superiori alle altre. Si tratta anche delle regioni (se si esclude la Sicilia) con il maggior numero di emittenti radiofoniche (almeno come sede legale).

Le prime cinque regioni in graduatoria – Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Veneto e Puglia – rappresentavano comunque da sole oltre il 60% del totale ricavi registrato dall’intero comparto locale (111 milioni di euro).

  • Il Gruppo Sole 24 Ore: più forza a Radio 24

Il Consiglio di Amministrazione della società di cui fa parte il quotidiano ‘Il Sole 24 Ore’, legata a Confindustria, ha approvato di recente il Piano 2021-2024, che conferma l’indirizzo strategico e gli obiettivi di medio-lungo periodo del precedente Piano 2020-2023 post Covid, approvato in data 30 giugno 2020.

Viene confermato, fra l’altro, l’investimento sui prodotti cartacei, in primis il rilancio del quotidiano nel nuovo formato più piccolo (una piccola grande rivoluzione per ‘Il Sole 24 Ore’, in programma dal 16 marzo), oltre che su iniziative digitali innovative.

Per quel che ci riguarda più da vicino, il Piano 2021-2024 prevede iniziative volte al rafforzamento del presidio del mercato radiofonico e all’ampliamento dell’audience dell’emittente Radio 24.

AD del Gruppo 24 Ore è Giuseppe Cerbone, presidente Edoardo Garrone.

  • A Milano la domenica torna in onda Radio University

Sono ormai frequenti le dirette domenicali della nuova Radio University 2021, storica emittente della destra milanese che ha così ripreso vita dopo tanti anni in una nuova forma, via Web, aderente ai tempi.

Facendo un po’ di storia, riferita ad anni politicamente ‘burrascosi’, Radio University nacque nel dicembre 1975 in via Mancini a Milano, ‘ben nascosta’, a causa delle minacce che i militanti della destra ricevevano in quegli anni dall’estrema sinistra. A promuoverla un gruppo di giovani del Fronte della Gioventù e del Fuan milanesi, con l’aiuto di Franco Servello e della moglie. L’emittente – ricordano gli attuali ‘rifondatori’ – “è una voce fuori dal coro che trasmette, quasi in clandestinità, le canzoni del primo cantautore di musica alternativa di destra Fabrizio Marzi e dei gruppi Gli Amici del Vento, La Compagnia dell’Anello e gli Zeta Pi Emme”.

Pur operando in condizioni assai ‘complicate’, Radio University aveva molti speaker all’opera (anche personaggi diventati poi noti per altre ragioni, come vedremo), aveva creato ‘emittenti parallele’ in altre città lombarde e metteva in onda una programmazione non incentrata solo sulla politica.

La stazione poi iniziò però, a partire dal 1983, una lenta agonia che si concluse sul finire degli anni ‘80, con la cessione dell’ultima frequenza ad Alberto Hazan.

Fra i protagonisti di quegli anni ‘ruggenti’ di University c’era Ignazio la Russa, che infatti oggi è protagonista delle citate dirette domenicali dell’emittente, trasmesse anche dal sito del ‘Secolo d’Italia’, con Walter Jeder, sul filo della rievocazione e anche dell’attualità, con anche illustri ospiti in trasmissione.

Ma la vera sorpresa è proprio Walter Jeder, perché si tratta nientemeno che del ‘nome d’arte’ di Walter Pancini, giornalista che è stato per una vita apprezzato direttore generale di Auditel. Pancini, a sua volta, era ‘parte’ della prima Radio University e ha ancora molto da dire sui fatti di allora e sull’oggi.

Fra le sue esperienze ‘extra-televisive’, dato che si tratta di un personaggio davvero ‘poliedrico’, c’è poi anche quella di romanziere, con il volume «Il diavolo e la coda», 450 pagine per Aga Editrice che raccontano una grande saga familiare attraverso un intero secolo.

  • Tele Radio Stereo: passione giallorossa ad oltranza

Il sito romatoday.it continua a raccontare le caratteristiche e i personaggi delle più interessanti emittenti radiofoniche della Capitale. Di recente è toccato a Tele Radio Stereo, un nome notissimo fra le Radio romane, che viene descritta come ‘la Radio dei tifosi giallorossi’. Ecco perché:

“È la Radio dei giallorossi, quella che accompagna i tifosi dell’As Roma dal mattino alla sera, con commenti, approfondimenti, intrattenimento, risate, commenti in diretta degli ascoltatori. Parliamo di Tele Radio Stereo, Fm 92.7, ormai una realtà consolidata nella Capitale, un punto di riferimento per tutti coloro che vogliano essere sempre più che aggiornati sulla propria squadra del cuore”.

In particolare RomaToday si occupa della trasmissione in onda su Tele Radio Stereo dalle 17 alle 20 dal lunedì al venerdì, un appuntamento che tiene compagnia ai romani al rientro dal lavoro, parlando della Roma a 360 gradi. Ecco cosa dichiara Andrea Di Carlo, uno dei conduttori:

“Siamo in tre, un trio abbastanza bilanciato, Piero Torri è una storica firma del giornalismo romano, Federico Nisi è un maestro di scuola che per passione è diventato speaker a tempo pieno da ormai vent’anni, un grande comunicatore con una dialettica poco diffusa in un contenitore radiofonico locale. E poi ci sono io, questa è per me la seconda esperienza radiofonica importante ma ho un passato in quotidiani e come inviato sportivo e dirigo un sito monotematico sulla Roma. Il nostro viaggio insieme è iniziato 5-6 mesi fa”.

Ancora Di Carlo: “Noi dividiamo la trasmissione in tre blocchi. Nel primo, dalle 17 alle 18, c’è una sorta di analisi della giornata con le nostre opinioni, con le notizie più importanti in chiave sportiva nazionale e, ovviamente, in chiave Roma. Alle 18 abbiamo il collegamento con Mario Sconcerti, firma prestigiosa e opinionista di fama nazionale, con cui spaziamo anche su tematiche che non riguardano prettamente lo sport, abbiamo parlato delle zone gialle, arancioni, dei vaccini, per poi tornare su macrotematiche del calcio italiano. Infine alle 19 abbiamo il collegamento con Filippo Biafora, una delle penne più rampanti ed efficaci del panorama romano, facciamo con lui il punto di giornata specificatamente sul tema Roma: indiscrezioni, notizie dell’allenamento, mercato, tutto quello che gravita intorno alla Roma”.

“La responsabilità di tenere un microfono è sicuramente grande – continua il conduttore romano – . Da parte nostra cerchiamo di offrire una panoramica oggettiva, senza condizionamenti e nel rispetto di tutti, se dobbiamo fare una critica alla società la facciamo senza problemi, se dobbiamo fare un plauso altrettanto. Il tifoso alla fine diventa un utente, ci approcciamo alla trasmissione sperando che il nostro pensiero venga cavalcato, che il romanista si senta rappresentato da quello che diciamo in diretta”.

Ma il discorso più interessante è forse quello sulla famosa e ‘inevitabile’ caratterizzazione sportiva delle Radio romane:

“È un discorso senza dubbio molto legato al territorio. Ad esempio a Milano non c’è questa cultura della Radio sportiva locale, perché la città è più piccola e i milanesi passano meno tempo in macchina. Dipende molto dal tessuto cittadino.

Io (peraltro) dico che la Radio a Roma non morirà mai, perché rispetto alla Tv, ad altre attività, ti può accompagnare nel corso della giornata, senza impegnarti troppo. Non devi guardarla, è quel chiacchiericcio che sempre accompagnerà la vita del romano e la considero una sorta di patrimonio artistico ed editoriale di questa città. Se fatta bene, in maniera trasparente, (la Radio) rimane uno strumento affascinante. Inoltre le app, i podcast oggi hanno eliminato il limite di dover essere per forza in auto, o a casa, e girare la manopola: la Radio si può sentire ovunque”.

  • Radio Fiera: Catania cerca il riscatto

Prima di passare la parola al collega Carmelo Aurite, che ci darà conto della interessante realtà catanese di Radio Fiera, devo ricordare doverosamente il cordoglio suscitato nei giorni scorsi a Catania dalla notizia della scomparsa di Leo Pidalà, conosciutissimo regista di Telecolor per tanti anni e in realtà uomo-chiave dell’emittente nelle sue varie ‘evoluzioni’, prima come grande rivale di Antenna Sicilia e poi integrata all’interno di quel gruppo. Di queste stagioni Pidalà era stato protagonista assoluto ed era stato di fatto un riferimento per tutti a Telecolor (Mauro Roffi).

Mentre l’industria discografia in Italia riparte, nel dopo pandemia, dal Sanremo 2021 di Amadeus e Fiorello, a Catania si fa sempre più forte l’onda mediatica di Radio Fiera, brillante iniziativa nata dalla collaborazione tra l’associazione Radio Lab ed Erminio Caruso, proprietario di un bistrot cittadino.

Con il format Radio Fiera, dal suo debutto risalente allo scorso inverno, la città etnea rivive live dal suo centro storico il clima delle Radio private degli anni ’70, recentemente rievocato anche dallo speaker catanese Ubaldo Ferrini nel libro best seller del settore dal titolo ‘La Radio Libera, la Radio Prigioniera’.

Radio Fiera è una Radio che si fa anche vedere, in quanto ha una sede in vetrina, situata in via Andrea Viglia, arteria che collega piazza Sciuti e via Gemellaro a Catania, a pochi passi dal mercato cittadino di piazza Carlo Alberto, noto ai catanesi per l’appunto come «La Fiera».

Il format è trasmesso in un sistema multipiattaforma integrato, con la filodiffusione nel bistrot del centro, con la trasmissione in modulazione di frequenza sugli 87.800 di Radio Amore Dance (del gruppo catanese Radio Amore) e con l’emissione via social a partire dall’omonima pagina Facebook.

La programmazione propone appuntamenti in diretta tutti i giorni, dal lunedì al giovedì, dalle 13:30 alle 14:30, e il sabato dalle 17:00 alle 21:00. Alla conduzione due giovani speaker catanesi, Carlo Giordano e Giovanni Rizzuti, alle prese con l’affascinante mondo dell’etere, tra tecnologie che rimandano a mixer e microfoni vintage e (invece) sistemi computerizzati, per amplificare al massimo l’iniziativa in un mondo sempre più globalizzato.

La novità sembra essere stata già stata apprezzata in città, a partire dagli stessi ambulanti delle bancarelle della fiera, che con le loro «vanniate» fanno eco ai conduttori, contaminando indisturbati le frequenze delle Radio. Ma piace anche ai tantissimi giovani che, compatibilmente con gli orari delle restrizioni da Covid-19, affollano le panchine della ristrutturata piazza Sciuti con la voglia di riappropriarsi della città, ascoltando buona musica mentre sorseggiano un drink.

Per chi passa dalla sede della Radio c’è anche la possibilità di scatti e selfie live, poi postati sui social, per far ripartire la città con la forza della «raggiante Catania» di Carmen Consoli e Mario Venuti, in quella che è stata più volte tratteggiata dall’indimenticato Checco Virlinzi come ‘la Seattle del Sud Italia’ e che ha visto nel 1995 protagonisti persino i Rem allo stadio Cibali.

Insomma, benvenuta a Catania Radio Fiera, emblema di una generazione con tanta voglia di riscatto dal Covid, di cui la città può essere davvero «fiera».
Carmelo Aurite

  • Accordo nel basket a Messina per Radio Zenith

Nuova Pallacanestro Messina ha raggiunto un accordo con Radio Zenith, emittente messinese di cui abbiamo annunciato qualche mese fa in questa rubrica la piena ripresa delle attività. La storica emittente peloritana sarà pertanto per questa stagione la Radio ufficiale del club, che parteciperà al torneo di serie C Silver.

A illustrare i termini della partnership è stato Antonio D’Angelo, uno dei quattro fondatori del nuovo progetto radiofonico messinese, insieme a Teresa Impollonia, Salvo Grasso e Giuseppe D’Angelo.

“Sono molto felice per questo accordo con Radio Zenith Messina, una Radio con oltre 40 anni di storia che come noi ha tanta voglia di fare e portare avanti il nome della città – ha commentato il dirigente della squadra di basket Carmelo Caruso – . È una sinergia che – sono sicuro – porterà buoni frutti e speriamo regali tante emozioni”.

  • In Molise riparte via social la ‘mitica’ Radio Europa 1

Succede sempre più di frequente. Nomi noti della radiofonia del passato, in alcuni casi anche ‘mitici’, tornano in onda, sia pure non in Fm ma via social e magari non certo con un palinsesto completo ma con la realizzazione di alcune trasmissioni e podcast.

Ecco infatti che in Molise, dopo molti anni dalla chiusura, attraverso i social media è tornata a ‘farsi viva’ di recente Radio Europa 1, storica Radio di Trivento nata alla fine degli anni ’70.

A riportarla in auge sono stati 3 giovani conduttori, ai quali adesso si è aggiunta anche Rachele Del Borrello, finalista a Miss Italia 2015. I tre stanno comunque raccogliendo – pare – grandi consensi, con migliaia di contatti a puntata. I giovani in questione sono Gianmarco Meo, Enrico Pavone, Francesco Marzini.

“Chiunque abbia vissuto la Trivento anni ‘80 – racconta Tullio Farina, che è stato tra i fondatori e conduttore della vecchia emittente – non potrà mai dimenticare la ‘vecchia’ Radio Europa 1 ed il vuoto che rimase in tutti noi dopo la sua chiusura”.

Grande il riscontro dell’iniziativa anche sulla stampa locale.

“Si sa… Il tempo rimargina ogni ferita e tutti ci avevamo messo una pietra sopra, così come il cuore in pace – scrive ad esempio altomolise.net – . Rimanevano solo fantastici ricordi e attimi passati insieme a tutta la nostra comunità. Chi avrebbe mai immaginato che nel 2020 tre giovani ragazzi potessero riportare alla luce questi ricordi lontani ed impolverati ormai da anni?…

Hanno reso omaggio alla nostra storica Radio riportandola in vita sotto forma di podcast ed interpretandola in chiave moderna. Ogni lunedì sera alle ore 21.30 sono in diretta video live su Facebook e sui social, ogni volta con ospiti diversi di fama regionale e nazionale”.

Ma com’è nata l’idea di riportare in vita Radio Europa 1?

“Pensiamo sia stato un po’ il destino ed un susseguirsi incredibile di eventi concatenanti – rispondono in coro i tre ragazzi – . Gianmarco da tempo andava in onda con le sue consuete dirette ‘Angolo della musica’ e Francesco voleva dargli una mano per farle evolvere graficamente. Nello stesso periodo Enrico aveva in mente di creare un programma da mandare in onda su Twich. Chiacchierando al bar, è nata questa idea di fondere le nostre competenze, e dato che molti da sempre ci raccontavano aneddoti sulla storica Radio Europa 1, abbiamo deciso di creare un qualcosa che non valorizzasse solo noi, ma anche la nostra terra e la nostra gente.

Da poco si è unita a noi anche Rachele per darci una mano, lei vive a Milano lontano da casa ma porta sempre il Molise nel cuore”.

  • Nuova sede per Five Radio di Montichiari

Alla fine ha trovato una nuova sede Five Radio, nota Radio Web di Montichiari, nel Bresciano.

La nuova attesa postazione – scrive primabrescia.it – “si trova all’interno dell’Oasi dello Spirito, l’ex oratorio del Sacro Cuore di via Martiri della Libertà a Montichiari, in una stanza molto carina e con una splendida ‘vista duomo’ che gli speaker hanno ritinteggiato e allestito nel migliore dei modi per poter riprendere… le trasmissioni radiofoniche”.

Ci sono nuove trasmissioni e vecchie conferme per l’emittente monteclarense. Sempre secondo primabrescia.it, infatti, “il direttivo di Five Radio ha attraversato immutato questi ultimi mesi ed è composto da Adele Draisci, Maurizio, Marika Buonocore e Paolo Turini, ma ci sono anche molte novità. A fare il loro ingresso nella squadra, infatti, saranno alcuni speaker che porteranno programmi innovativi e con una marcia in più”.

Le nuove trasmissioni sono partite di recente in diretta sulla pagina Facebook di Five Radio, in specifico con la prima puntata di ‘Artisti in soffitta’, appuntamento alla scoperta dei cantanti che hanno fatto la storia della musica italiana, condotto da Adele Draisci.

Five Radio trasmette ormai da tempo sulla Bassa bresciana con un certo riscontro sul web.

  • Sardegna: Anicetto Scanu perde la sua battaglia contro la SLA

È morto il 2 marzo scorso nella sua abitazione di viale Trieste a San Gavino Monreale Anicetto Scanu, 68 anni, storico speaker di Radio Sardinia, che dal 2008 combatteva contro la sclerosi laterale amiotrofica.

In questi anni Scanu, che per anni era stato anche fotografo per ‘L’Unione Sarda’, aveva sempre continuato a portare avanti le sue passioni e ogni mattina continuava a sorridere e a mandare un saluto, nonostante tutto, su Facebook.

  • Muore a Torre Annunziata la fondatrice di Radio Linea Centro

È morta per Covid a Torre Annunziata Maria Lanzara, che era stata la prima donna a Torre a dar vita ad una stazione radiofonica, Radio Linea Centro, con sede in via Antonio Bucca.

“Erano gli anni ‘70 quando la signora Maria insieme a suo marito Tullio Loreti aprì una stazione radiofonica – scrive torresette.news – . Musica napoletana e italiana. Un successo dietro l’altro. I cantanti dell’epoca riconoscevano nella Radio di Torre Annunziata un trampolino di lancio. Per oltre 30 anni la Radio è stata un punto di riferimento per cantanti ma anche per molti giovani e ragazze della città che hanno condotto le trasmissioni.

Ma la vera punta di diamante era la personalità della signora Maria Lanzara. Sempre sorridente, allegra. Aveva un sorriso contagioso. I suoi occhi dolci trasmettevano affetto a chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerla…

Ha condotto la sua Radio al successo locale. Ha cresciuto quattro figli, Imma, Lucia, Alfeo, Antonella, all’insegna del rispetto. Ha trasmesso loro i giusti valori della vita”.

Mauro Roffi

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