MilleRegioni, le voci del territorio (a cura di Mauro Roffi)

Si rinnova l’appuntamento con Mauro Roffi e le notizie di ‘MilleRegioni’.

Per contatti e segnalazioni: mauro.roffi@fm-world.it

  • La musica, le discografiche, le nuove società finanziarie e i diritti d’autore

Non sarà sfuggito ai lettori più attenti l’importante articolo di Ernesto Assante su ‘Affari&Finanza’ di ‘Repubblica’ del 25 gennaio scorso, che è illuminante su quanto sta accadendo in tema di ‘diritti d’autore’ a livello internazionale nel campo musicale.

“Qualche settimana fa la notizia che Bob Dylan aveva venduto i diritti editoriali delle sue canzoni alla Universal Music Publishing aveva fatto velocissimamente il giro del mondo – inizia Assante – . Il copyright di più di 600 canzoni, scritte dal 1962 in avanti, da ‘Blowin’ in the wind’ alla recentissima ‘Murder Most Foul’, è stato venduto da Dylan per una cifra non ufficialmente comunicata ma che gli esperti del settore valutano attorno ai 400 milioni di dollari. Cifra che sembra enorme, ma forse non lo è, se si pensa che solo una settimana prima Stevie Nicks, stella dei Fleetwood Mac e grande solista, ha venduto alla Primary Wave l’80% del proprio catalogo (neanche lontanamente paragonabile a quello di Dylan), per una cifra attorno ai 100 milioni di dollari”.

In sostanza succede che alcune grandi aziende musicali, del calibro di Universal, Sony e Warner, e alcuni altri player relativamente nuovi, come Hipgnosis Song Fund, Primary Wave e Round Hill investano proprio su questo, sui ‘cataloghi musicali dei grandi autori’, nell’intento di ricavarne profitti nel futuro.

«I grandi autori vendono perché c’è movimento e offerta – spiega Gaetano Blandini, direttore generale di Siae – , chi fa finanza in un momento in cui i tassi sono bassissimi, vicini allo zero, è molto interessato a investire in diritti musicali, che garantiscono sull’investimento una percentuale di remunerazione molto più alta e meno rischiosa di molti strumenti finanziari che girano oggi».

“Tutto è iniziato a cambiare nell’estate del 2018 – continua Assante – , quando Merck Mercuriadis, fondatore di Hipgnosis Songs Fund, società di investimento in proprietà intellettuale della musica, ha deciso di quotare la sua società in Borsa a Londra. L’Ipo gli ha permesso di raccogliere oltre 260 milioni di dollari e da allora il valore della società è cresciuta del 16% nonostante la pandemia. Tra le società che si muovono con maggior vivacità nel mercato dei diritti c’è la BMG, che nelle scorse settimane ha acquisito il catalogo, oltre 300 canzoni, di Mick Fleetwood, compresi i grandi successi dei Fleetwood Mac, mentre il suo compagno di band Lindsay Buckingham ha venduto il 100% delle sue composizioni alla Hipgnosis, che ha… comprato anche il 100% dei diritti di 145 canzoni di Shakira, quello della Kobalt Capital… e quello del produttore Jimmy Iovine. L’accordo più clamoroso della società di Mercuriadis è stato comunque, all’inizio di gennaio, quello dell’acquisizione del 50% dei diritti del repertorio di Neil Young, che comprende anche i suoi brani con Crosby, Stills e Nash e con i Buffalo Springfield”.

Quali sono le ripercussioni per società che si occupano di diritti come la Siae? “Fino a quando le cose rimarranno come sono adesso non ci sono grandi pericoli per chi fa il nostro mestiere – dice sempre Blandini – ma non è detto che queste nuove società finanziarie si limitino alla gestione dei patrimoni, c’è già chi inizia a pensare che il loro odierno lavoro potrebbe essere prodomico a fenomeni di intermediazione anche nella riscossione dei diritti dagli utilizzatori…”.

Se poi le concentrazioni dovessero continuare con questo ritmo, tutto in futuro potrebbe diventare possibile: “I diritti potrebbero essere spacchettati, quelli radiofonici, quelli televisivi e quelli online potrebbero essere gestiti diversamente… Quindi anche noi, come le altre grandi società di autori ed editori, dobbiamo iniziare a cambiare modo di pensare, perché la sfida si giocherà sempre di più su grandi aggregazioni, su licenze paneuropee, o sui grandi mercati asiatici che prima, con i prodotti fisici, non consideravano nemmeno il problema dei diritti d’autore che invece sono oggi importanti”.

Il tutto – chiude Assante – va inquadrato “nel nuovo mercato aperto dallo streaming, che sta rivoluzionando ancora l’industria della musica”.

  • Spotify ‘arruola’ Obama e Springsteen

Ha fatto molto rumore la notizia di una serie (otto, per la precisione) di podcast su Spotify che vedono protagonisti nientemeno che Barack Obama e Bruce Springsteen, ‘in una strana ma affascinate coppia’. Si tratta di ‘Renegades: Born in the USA’, podcast tratti da una lunga conversazione registrata nello studio del musicista a Colt Neck, nel New Jersey, nei mesi fra luglio e dicembre 2020. I primi episodi sono già disponibili.

I due illustri personaggi raccontano aneddoti sui loro percorsi di vita, che si sono anche per un attimo intrecciati quando il Boss e il Presidente suonarono insieme alla Casa Bianca, al pianoforte, brani del repertorio Motown e tratti da musical.

È fin troppo ovvio osservare come questo tipo di produzioni dimostrino, se ce n’era bisogno, quanto ormai il mondo dei podcast sia importante e le piattaforme che li ospitano possano ormai competere, fatte le dovute proporzioni, con quelle video.

A produrre il programma dell’ex presidente e del cantante è poi la Higher Ground, una casa di produzione fondata da Barack Obama e dalla moglie nel 2018; la società due anni fa aveva già firmato un contratto miliardario con Netflx per una serie di due documentari. In più Michelle Obama la scorsa estate sempre su Spotify aveva affrontato alcuni problemi femminili in ‘The Michelle Obama Podcast’.

E nel settore è in arrivo anche Bill Clinton con il podcast ‘Why I am telling you this?’.

  • Il nuovo Studio sul settore Radio-Tv di CRTV

Ancora un importante studio pubblicato da Confindustria Radio Tv, dopo l’aggiornamento sui canali televisivi di cui abbiano già dato notizia.

Questa volta si tratta del classico Studio Economico del Settore Radiotelevisivo Privato, giunto alla 26esima edizione, e che, secondo la più recente formula adottata, esamina sia il mondo della Televisione in Italia che quello della Radio ed è particolarmente ‘prezioso’ per il comparto locale dei due mezzi. Purtroppo i dati sono riferiti all’ormai non prossimo 2018 per tutti i comparti, nazionale e locale, Radio e Tv, anche se vi sono alcuni aggiornamenti fino all’autunno 2019.

Lo Studio si basa sull’analisi dei bilanci pubblicati presso le Camere di Commercio territoriali e pertanto si limita alle società che sono tenute a pubblicarli, ossia le società di capitali. Vengono perciò esaminati i dati di 40 operatori nazionali e 691 locali, 287 televisivi e 404 radiofonici.

A livello locale, secondo le attuali stime CRTV, sono tuttavia 530 ‘i marchi radiofonici riconducibili alle società monitorate del settore’ e 1150 i marchi televisivi.

La prossima settimana esamineremo in dettaglio i risultati di questo Studio, che resta uno dei ‘punti di riferimento’ per conoscere un po’ di più il settore radiotelevisivo nel suo complesso in Italia.

  • Riccardo Chiavaroli nuovo presidente del Corecom Abruzzo

È al completo e si insediato a inizio settimana il nuovo Corecom dell’Abruzzo. Il presidente del Consiglio Regionale Lorenzo Sospiri aveva infatti firmato giorni fa i decreti di nomina, come componenti, della giornalista aquilana Roberta Galeotti e dell’avvocato Gaetano Di Tommaso.

Il terzo componente e nuovo presidente del Corecom (la cui nomina era di competenza del presidente della giunta regionale Marco Marsilio) è stato invece selezionato ad esito del bando pubblicato dalla Regione Abruzzo in ottobre ed è stato individuato nella persona di Riccardo Chiavaroli, ex consigliere regionale di Forza Italia, ora passato alla Lega, nonché esperto in comunicazione e consulenza istituzionale e giornalista pubblicista.

Già lo scorso 22 ottobre era scaduto il mandato del presidente ‘provvisorio’ Giuseppe La Rana e degli altri due componenti del precedente Corecom Ottaviano Gentile e Michela Ridolfi.

  • Sicilia: domande per i contributi entro il 15 marzo

Dopo i vari annunci dei mesi scorsi, ora in Sicilia si fa sul serio in tema di contributi regionali per le emittenti e il mondo dell’informazione locale in generale.

È infatti stato pubblicato dall’Irfis, l’Istituto Regionale per il Finanziamento alle medie e piccole imprese della Sicilia, il previsto avviso pubblico per l’erogazione di contributi a fondo perduto a favore delle imprese siciliane operanti nel settore dell’editoria, sia cartacea che digitale, delle emittenti radiotelevisive e delle agenzie di stampa, colpite dalla crisi provocata dal Covid-19.

In particolare, per l’emittenza radiotelevisiva locale sono previsti 2,5 milioni di euro sui 10 milioni complessivi a disposizione. Le richieste possono essere inoltrate dalle emittenti fino al prossimo 15 marzo.

  • Dopo la ‘vicenda Meloni’, si dimette il direttore editoriale di Controradio

Ancora conseguenze per Controradio, la nota emittente d’informazione fiorentina, dalla vicenda degli insulti in onda, anche a carattere sessista, a Giorgia Meloni da parte dello storico Giovanni Gozzini nel corso della trasmissione’Bene bene Male male’.

Raffaele Palumbo, direttore editoriale di Controradio, ha infatti rassegnato le dimissioni dalla carica, sospendendo la sua collaborazione con l’emittente. La decisione è stata presa – informa lo stesso Palumbo – “per riflettere su quanto accaduto, per metabolizzare gli insulti, le minacce e le offese ricevute, talvolta inferiori per lesività a certe analisi di persone che non sanno di cosa parlano. Ma soprattutto, sopra ogni altra cosa, per difendere l’onorabilità e la credibilità di una Radio che ha 45 anni di storia e una storia che parla e che racconta una vicenda completamente e sempre diversa da quanto accaduto in quei 27 minuti di trasmissione”.

Il Cda di Controradio ha preso atto con rammarico della decisione e ha ringraziato Palumbo per il lavoro svolto, “auspicando la possibilità di una prossima, nuova e proficua collaborazione” e sottolineando “l’onestà intellettuale e umana che ha sempre contraddistinto il suo modo di operare”.

  • Brescia: il mondo della Radio secondo Pierangelo Ferrara

Pierangelo Ferrara, personaggio noto nel mondo radiofonico e antesignano della radiofonia a Brescia, ha detto la sua sull’evoluzione del mezzo che tanto è stato importante per lui sul quotidiano ‘Bresciaoggi’ nelle scorse settimane. E il suo giudizio su cosa sia la Radio oggi non è particolarmente positivo: «Nel mondo della Radio è cambiato tutto: purtroppo non sempre in meglio».

Ricordiamo che Ferrara debuttò in Fm negli anni ’70 ai microfoni di Radio Telegarda, passando poi per Radio Punto Nord e Radio Brescia, fino ad arrivare a ricoprire il ruolo di presidente a Radio Number One, che ha lasciato a fine 2020, pur rimanendo nel Cda di alcune società collegate. Ora – spiega – “voglio finalmente godermi un po’ del mio tempo libero”.

Sul filo dei ricordi si torna al 1975, quando a Brescia la prima a partire fu Radio Brescia, fondata da Sergio Bonzi e Rodolfo Zucca con i tecnici Piero Preda e Roberto Squillario. La star era Morris, ‘il primo vero divo della Radio bresciana’.

“Io sono arrivato (nella città lombarda) dopo, con un bagaglio d’esperienza già formato – racconta Ferrara – . Prima ero stato a Radio Telegarda, nata poco dopo Radio Brescia, sempre nel ‘75. Mio padre aveva un albergo a Toscolano Maderno con annesso locale, il Max Club, che da night con orchestra si trasformò in discoteca all’inizio dei ‘70: io ero il dj, tra i frequentatori c’erano anche i fondatori di Telegarda, che mi invitarono a trasmettere da loro. Col cantante Gino Corcelli ci inventammo una trasmissione, «Attenti a quei due», un Alto Gradimento alla gardesana. E ci pagavano pure”.

Radio Punto Nord fu un’altra esperienza importante, perché era un’altra emittente storica bresciana e tra i fondatori c’era anche Gino Corioni. “Cercavano giornalisti per la redazione, mi sono candidato ma mi hanno subito preso per il canale musicale, dove c’era già Rolando Giambelli che come segnale orario aveva messo una canzone dei Beatles…”.

Nel ‘78 ci fu l’incontro con Franco Zanetti e l’approdo a Radio Brescia, “fino a quando nel 1986 decisi di acquistare la Radio dall’ingegner Bonetti, investendo su me stesso e sul mio futuro. L’ho tenuta per 12 indimenticabili anni di grande successo insieme alla mia prima moglie, purtroppo mancata nel ‘96. Era la Radio che a Brescia fatturava in assoluto di più”.
Poi “l’approdo a Number One, dove sono stato presidente dal 2013 al 2020. Cos’è cambiato da allora? Praticamente tutto. Un tempo il dj era centrale con il suo bagaglio culturale, la sua personalità. Oggi la musica è decisa da un programmatore che interpreta un format in base ad età, generi, target…

Con poche eccezioni, tutto si è un po’ appiattito sullo standard americano alla rincorsa di un’audience che per l’80% ascolta distratta in macchina. Non c’è più spazio per una Radio capace di entrare veramente nella vita delle persone”.

  • Radio Casteddu, una bella novità nell’emittenza sarda

Eccoci al consueto periodico ‘giro d’orizzonte’ sul mondo dell’emittenza locale in Sardegna.
Detto dei nuovi problemi economici che si sono registrati nella Tv locale Sardegna 1, che fa capo agli editori Sandro Crisponi e Mario Tasca, ricordiamo (ne abbiamo già parlato su questo periodico) che dal 1° febbraio a Carbonia (Su) è partita una nuova emittente radiofonica, ovvero Megaradio.

In realtà questa stazione raccoglie l’esperienza precedente di Radio Carbonia International di Emanuele Ledda e Gemma Rumore. Megaradio può essere ascoltata in Fm sui 107.100 e sui 97.800, oltre che in DAB+ e in altre modalità, come appositi siti e app. Da segnalare che la nuova Radio dispone anche di una frequenza nientemeno che a Pontevico in provincia di Brescia, i 92.700 MHz. L’emittente ha sede in via Roux 150 a Carbonia.

Ma – restando a Carbonia – c’è da segnalare che l’altra emittente locale Radio Star, 102.700 MHz, ha ora dato vita alla sua Tv, denominata naturalmente Radio Star Tv. Anche la Tv, come la stazione radiofonica, è ubicata in piazza Rinascita 18 nella città sarda. Editori delle due stazioni sono Olga Alexandrova e Giacomo Desole. La nuova Tv è imperniata su videoclip e interviste legate al mondo musicale.

Ma ora concentriamoci sulla bella novità di Radio Casteddu (cui già abbiamo accennato qualche settimana fa su Fm-world). La nuova emittente nasce dagli stessi editori del quotidiano Casteddu Online, diretto da Jacopo Norfo, ex volto del tg di Tcs ed ex voce di Radiolina, e trasmette anche in DAB. La sua caratteristica più rilevante è quella di essere una Radio ‘all news’, con una programmazione affidata a Marco Biggio ma aperta anche al contributo degli ascoltatori.

L’inaugurazione è avvenuta non molte settimane fa, il 18 dicembre 2020 nel giorno del nono compleanno di Casteddu Online, con “una festa dell’informazione con decine di ospiti importanti e con gli interventi degli ascoltatori per festeggiare il giorno zero di Radio Casteddu, la prima Radio all news in Sardegna”.

La trasmissione inaugurale è stata “una maratona in stile Mentana, che verrà poi ripetuta per i fatti più eclatanti in Sardegna”, e ha scoperto il velo “al grande progetto ideato dalla società editrice Pagina 10, in collaborazione con la redazione”.

“A  qualunque ora del giorno e della notte, troverete le nostre notizie in diretta – promettono a Radio Casteddu – , con un giornale radio (Casteddu News) in diretta ogni ora dalle 5 alle 24 e una lunga striscia di informazione ogni ora dall’alba alla notte”. A chiudere c’è poi ‘Cagliari All News 24’, il giornale della mezzanotte dell’emittente. E poi, soprattutto, ci sono molti programmi in diretta ‘con la gente sarda protagonista’.

È così basato sui messaggi vocali degli ascoltatori ‘Casteddu People’, in onda alle 13, mentre Paolo Rapeanu conduce ogni giorno alle 18 ‘Radio Casteddu la fai tu’. La domenica tocca a ‘A bocce ferme, linea ai tifosi del Cagliari senza filtri’.

Ancora, ‘Casteddu Sera’, il programma di punta di Radio Casteddu, con ospiti importanti per fare il punto della giornata, i notiziari sul calcio di Gigi Garau, il programma ‘Club Giovani’ realizzato da Francesco Piras, la striscia ‘Casteddu Buone Notizie’ di Marco Biggio.

(hanno collaborato Pierpaolo e Giuseppe Podda)

  • Sulmona: la scomparsa di Giorgio Farina

È scomparso a fine febbraio a 78 anni in Abruzzo Giorgio Farina, commerciante ma soprattutto grande e appassionato tecnico di Radio e Televisioni, gestore di canali Rai e anche di altre Radio e Tv.

Da ‘pioniere’ Farina creò la prima Radio privata a Sulmona, subito dopo la sentenza della Corte costituzionale, nell’estate del 1976, chiamandola proprio così, Radio Giorgio Farina, o anche solo RGF. “Molti i giovani dell’epoca che si avvicinarono all’esperienza radiofonica, come Cesare Antomarchi, Livio Pallotta, Carlo D’Este, Luigi D’Alessandro, Oreste Di Paolo ed altri ancora – scrive reteabruzzo.com – . Alcuni di loro sono rimasti per sempre nel campo radiotelevisivo, forti proprio di quell’esperienza”.

Dopo quella, ci furono varie altre esperienze che videro protagonista Farina, a cominciare dalla gestione dei canali di Videoesse e ancor prima di quelli di Tv1 Sulmona. Ancora reteabruzzo.com: “Con Farina scompare un personaggio con passione e competenza che ha avviato esperienze importanti per Sulmona e il suo comprensorio tra gli Anni Settanta e Novanta, quando la città ebbe cinque Radio libere e tre Televisioni”.

  • Sanremo in Salaborsa per Radioimmaginaria

Chi frequentava Sanremo nei fatidici e caotici giorni del Festival, prima dell’edizione ‘anomala’ di quest’anno, non poteva non vederli. I ragazzi di Radio Immaginaria erano sempre lì, tutti presi dal loro intenso lavoro di documentazione di quanto accadeva nella città dei fiori e della canzone, come e più della tante altre emittenti presenti. Quest’anno le cose, si sa, sono andate un po’ diversamente, per le tante restrizioni all’Ariston e in tutta la città.

Ecco allora che stavolta si è un po’ cambiato ed è stata allestita a Bologna in Salaborsa un’installazione di 216 metri quadrati che ospita un bosco con 30 alberi, cespugli ed erba: al centro del bosco sono stati posizionati banchi dotati di microfono e sedie per riprodurre una classe reale, con cattedra e lavagna Lim.

In questo scenario hanno operato quest’anno alcune decine di speaker di Radioimmaginaria, network europeo degli adolescenti dagli 11 ai 17 anni, che si sono alternati per raccontare da qui il Festival di Sanremo, con interviste, collegamenti e dirette.

In accordo con il Comune di Bologna, è stato realizzato questo allestimento speciale per ricordare la città della musica e mettere in evidenza quanto gli adolescenti abbiano bisogno di vedere il futuro come una prospettiva aperta. Da qui l’idea di dare vita ad un bosco, i cui alberi potevano anche essere acquistati attraverso un’asta di beneficenza su Ebay.

Il ricavato andrà a sostenere la nota e benemerita organizzazione di volontariato Cucine Popolari.

  • Radiovillasound: una scelta ‘controcorrente’

La piemontese Radiovillasound, in un momento in cui molti fanno ricorso alle dirette su Facebook, ha deciso di andare controcorrente. In merito Mario Fresia, patron dell’emittente, ha spiegato a Cuneo24:

“Negli ultimi mesi molte persone mi chiedono perché abbiamo diminuito le dirette Facebook. Vedo molto affanno da parte di tutte le Radio ad abbinare sempre di più l’emittente con la diretta streaming o televisiva. Rischierò di essere impopolare ma ho potuto verificare io stesso quanto tutto ciò sia dannoso, almeno per una piccola realtà come la nostra.

È sicuramente vero che la diretta Facebook/streaming del singolo evento porta una visibilità maggiore al programma in onda, togliendo però quasi totalmente interesse verso la Radio stessa. E proprio per questo motivo, se non in casi eccezionali, tipo il botta e risposta con il sindaco Sarcinelli, ho deciso di abolire quasi totalmente le dirette Facebook. Notando che così facendo gli ascolti verso il mezzo radiofonico sono nuovamente aumentati di molto”.

Radio Villasound, che dichiara di trasmettere anche in Fm sugli 87.500 MHz, è un’emittente un po’ ‘mitica’ della provincia di Cuneo e ha sede a Villafalletto. È nata ben più di quarant’anni fa, l’8 gennaio 1978, dalla volontà e da un’idea degli allora ragazzini Mario Fresia e Nicoletta Quaglia. L’emittente villafallettese arrivò a coprire nel 1988 il 60% della provincia di Cuneo, ma fu la legge Mammì, nel 1990, a sancirne la chiusura, la prima (ne seguì qualche altra, negli anni, ma sempre ‘provvisoria’).

La prima chiusura fu lunga, in realtà, ma dopo 23 anni, il ricordo di Radio Villasound, ancora vivo nei fondatori e negli ascoltatori, fece sì che, grazie alle nuove tecnologie, quel progetto nato 35 anni prima tornasse in vita. Nel 2013, infatti, Radio Villasound ha ripreso le sue trasmissioni sfruttando le potenzialità del Web. Il grande vantaggio rispetto ad un tempo è quello di poter raggiungere potenzialmente ogni punto del globo e di potersi quindi rivolgere anche ai villafallettesi che sono emigrati e a tutti quelli che, per qualsiasi motivo, hanno Villafalletto nel cuore.

Oggi, oltre al formidabile contributo di chi presta la propria opera a titolo di volontariato, Radio Villasound vive grazie all’importante partnership con il Comune di Villafalletto e ad un’associazione culturale ‘dedicata’.

  • Radio Dolomiti: una quarantacinquenne ‘generosa’

La trentina Radio Dolomiti compie 45 anni e per l’occasione festeggia il suo anniversario insieme al quotidiano ‘Alto Adige’ mettendo in palio premi per un valore di 13.500 euro. Il tutto mediante un concorso rivolto a tutti gli ascoltatori della Radio e ai lettori del giornale.

Per partecipare al concorso basta scaricare la App del quotidiano tramite Play Store o App Store. Una volta scaricata la app sullo smartphone, si può accedere alla sezione “iniziative” posta in basso a destra e registrarsi al concorso inserendo il numero “1975”, l’anno della fondazione di Radio Dolomiti.

Ogni giorno, dal lunedì al venerdì, sono messi in palio 3 buoni acquisto da 100 Euro.

Mauro Roffi