Marino Sinibaldi intervistato da Linus: “I consumi culturali sono cambiati durante la pandemia, la radio ha a che fare con un pubblico più ‘ricco’”

Il direttore Rai Radio 3 Marino Sinibaldi nella sede Rai di via Asiago durante la firma dell'accordo ''Un ensemble per la cultura Rai e Mibact per lAnno Europeo del Patrimonio Culturale'', Roma 18 dicembre 2017. ANSA/GIUSEPPE LAMI
Marino Sinibaldi ha ufficialmente lasciato la direzione di Rai Radio3, dopo 12 anni.

Come preannunciato nei giorni scorsi, a prendere il suo posto è Andrea Montanari.

Sinibaldi ha parlato della propria lunga esperienza a “Deejay chiama Italia”, dove è stato ospite telefonico di Linus e Nicola Savino nella puntata di giovedì 1° aprile.

Linus e Sinibaldi hanno avuto modo di confrontarsi più volte in dibattiti pubblici, uno tra i quali si è tenuto tre anni fa a Bologna e documentato da FM-world.

Nel corso del programma mattutino di Radio Deejay, l’ex-direttore della terza rete si è soffermato sullo stato attuale della radiofonia:Lascio Radio3 in un momento in cui l’emittente è in uno stato di salute eccezionale. Abbiamo aumentato gli ascolti e abbiamo incrementato gli accessi ai podcast, soprattutto in ambito di libri narrati e di romanzi”.

Sinibaldi ha sottolineato che “I consumi culturali sono cambiati enormemente durante la pandemia. Ci sono intere generazioni che hanno scoperto quanto è ricca la rete, ovviamente perché costrette a stare in casa. Nel nostro caso, il fatto che mancasse musica e teatro ha giocato a nostro favore e abbiamo colmato questo ‘vuoto’. Oggi quindi bisogna sfidare un pubblico che è più ‘ricco’ di prima. Io penso che sia sempre meglio avere a che fare con un pubblico ricco, che quindi alza l’asticella delle sue richieste e delle sue esigenze”.

Linus ha concluso questa analisi, sostenendo che “Finisce l’epoca delle radio trasversali. Il successo di certe emittenti è legato all’approfondimento.

(Si ringrazia Matteo Cataldi per la collaborazione)

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