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Lorenzo Suraci ad FM-world: RTL 102.5, una radio per tutti che investe sui giovani

30 maggio 2018
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FM-world compie vent’anni e, in occasione dell’anniversario del sito che poi ha dato origine all’omonima app, cominciamo un giro di interviste ai grandi protagonisti della radio in Italia.

Uno dei primi ad accettare con entusiasmo la nostra proposta è stato Lorenzo Suraci, editore di RTL 102.5, da anni la radio più ascoltata in Italia con cui abbiamo iniziato una lunga chiacchierata, partendo dagli anni ’90, quando l’emittente si faceva strada in un panorama già fortemente caratterizzato da altri network nati in precedenza, quali Radio 105 e Radio Deejay.

FM-world app rtl 102.5

“RTL 102.5 è stata la prima radio nazionale a credere nel formato hit radio” – esordisce Suraci. “In quegli anni molte emittenti trasmettevano successi internazionali e dance, mentre noi abbiamo sempre proposto una playlist generalista molto forte, con brani noti al grande pubblico, sia del presente che con richiami al passato. Assieme all’isofrequenza che abbiamo cercato di portare in tutta Italia e alla diretta 24 ore su 24, con news all’inizio del clock, abbiamo lanciato un tipo di radio che fino ad allora non c’era”.

E proprio questo mix di componenti ha portato velocemente RTL 102.5 ai vertici delle radio più popolari ed ascoltate d’Italia. Ma una delle prime innovazioni arriva con gli anni 2000 e la nascita della esordiente radiovisione: il progetto multimediale Hit Channel.

“Hit Channel è stato il nostro primo esperimento che ha unito radio, tv, internet ed sms” – ci racconta l’editore – “Aveva un taglio più giovane di RTL 102.5 ed era visibile in buona parte del mondo, non solo tramite web, ma con una diffusione da più satelliti”.

Il progetto Hit Channel attraversa varie fasi, una delle quali vede la direzione artistica di Claudio Cecchetto ed il lancio di diverse voci “esordienti”, anche se l’apice della popolarità arriva in concomitanza di uno dei più drammatici eventi della storia recente.

“Nel 2001 – ricorda Suraci – Hit Channel aveva uno studio anche a New York, sulla quarantaduesima strada, da dove vi trasmetteva Gianni Riso. L’11 settembre eravamo là e quel tragico attentato cambiò radicalmente la nostra programmazione per 3 giorni consecutivi, con diretta audio e video in contemporanea su RTL 102.5 per raccontare quanto accadeva e quanto stavamo vivendo dalla Grande Mela”.

Una svolta che non cambierà nell’immediato il progetto, ma che lo porterà gradualmente verso una unificazione di RTL 102.5 radio e tv, mettendo assieme musica, intrattenimento e informazione, con relativa ascesa negli ascolti.

Il primo decennio del 2000 è stato quello, non a caso, in cui RTL 102.5 si è resa presente su qualsiasi piattaforma, credendo non solo sul satellite e sul web, ma anche sul DAB, che solo oggi sta cominciando a “sdoganarsi” dopo anni di rimandi e di mancate pianificazioni.

Lorenzo Suraci, tuttavia, ci tiene a specificare un’altra decisiva svolta dell’emittente. “Dodici anni fa, supportati da un’agenzia con cui lavoriamo ancora assieme, decidiamo di puntare su quella che è sempre stata una nostra filosofia di vita: la normalità. E così nasce il claim Very Normal People che ottiene da subito un grande successo”.

Nel mentre, arriva il digitale terrestre – dove RTL 102.5 si colloca quasi subito sul semplice numero 36 (l’LCN più basso tra le radio presenti in tv) – e arrivano smartphone e tablet, da cui si sviluppano le prime app. Il tutto, senza rinunciare a quelli che da sempre sono i punti di riferimento di RTL 102.5: le hit, la diretta 24 ore su 24, le news all’inizio di ogni ora e l’isofrequenza nazionale.

Suraci ci tiene tuttavia a sottolineare che RTL 102.5 è e resta una radio, anche se caratterizzata dall’immagine. “Noi non siamo una tv, non trasmettiamo un prodotto diverso da quello che si sente in radio, come fanno diversi nostri concorrenti. Ed è la cosa più semplice, perchè chi ci guarda, vede la radio e basta. Questa è la filosofia della radiovisione”.

Una formula che Suraci ha voluto imprimere anche nelle due seconde nate: Radio Zeta e Radiofreccia.

“Le nostre “seconde reti” nascono in seguito all’evoluzione della radiofonia di questi ultimi anni, sempre più concentrata nelle mani di pochi ed importanti gruppi editoriali. E così abbiamo deciso di ampliare la nostra offerta, inizialmente tentando l’acquisto di R101, che mi fu proposto da Mondadori per poi saltare quasi all’ultimo istante”.

La vicenda accade nel 2015, quando RTL 102.5 dispone già di diverse emittenti tematiche sul web, tra cui una rete di musica italiana.

“La coincidenza della volontà di cedere Radio Zeta da parte dell’editore Angelo Zibetti, che conoscevo da molti anni, anche perchè entrambi gestivamo discoteche nel bergamasco, ha fatto il resto. Zeta entra così nell’orbita di RTL 102.5, con un graduale cambiamento di target, per cercare di abbassare l’età media dell’ascoltatore che era molto alta”.

Tempo pochi mesi e la radiofonia italiana si ritrova un concorrente importante come Mediaset.

“Questo ci ha spinto ad allargarci ulteriormente, puntando – dopo le hit di RTL 102.5 e la musica italiana di Radio Zeta – verso il rock. L’occasione di rilevare Radio Padania ci ha permesso di lanciare Radiofreccia. Entrambe – sia Zeta che Freccia – ci stanno dando soddisfazioni, anche se non è semplice entrare in un mercato già caratterizzato da tanti colossi”.

Oggi le tre radio di Suraci oscillano attorno ai dieci milioni di ascoltatori nel giorno medio ieri, con una RTL 102.5 dominante, ma una Freccia in crescita ed una Zeta che sta ultimando il cambio di buona parte degli ascoltatori della precedente versione.

Suraci è convinto che si possa e si debba fare ancora tanto per le sue emittenti, in un panorama tecnologico che cambia in continuazione.

“RTL 102.5 ha investito molto sui social corner, negli ultimi tempi. Abbiamo inserito, anche in voce, diversi giovani che seguono i nostri social network e tengono monitorato ciò che si dice in rete, per avere sempre un occhio sulle riflessioni della gente e dei nostri ascoltatori”.

Una figura, quella dei social media manager, che smentisce (almeno in parte) la voce secondo cui i giovani oggi non ascoltano più la radio.

“In alcuni nostri programmi, quali il domenicale L’Indignato Speciale, abbiamo introdotto alcuni ragazzi che ci hanno contattato personalmente, proponendoci contenuti che abbiamo ritenuto interessanti. Quindi esiste anche una generazione giovane che segue la radio e in cui desidera lavorarci”.

Prospettive interessanti, dunque, quelle che emergono sul futuro non solo di RTL 102.5, ma dell’intero mezzo, oggi sempre meno seguito con ricevutori tradizionali (soprattutto da parte dei più giovani) e sempre più “sintonizzato” tramite le tante piattaforme digitali, tra cui le app: quella di RTL 102.5, ma anche quella di FM-world (disponibile gratuitamente per iOS ed Android), l’aggregatore che include tutte le più importanti emittenti italiane, comprese quelle del gruppo Suraci.

Ora per RTL 102.5 si prospetta l’ennesima estate ricca di eventi e di esterne, a poche settimane dal lancio della nuova campagna che sottolinea le forme contemporanee di “normalità” a cui si fa sempre più spesso riferimento.

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