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Il futuro della radiofonia attraverso gli smart speaker: alla 22HBG si parla di Radio 4.0

26 luglio 2018
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27/07/2018: come riporta Newsline, è la data annotata sull’agenda di un ristretto (ma non troppo, invero) gruppo di operatori radiofonici (ma non solo) che si incontreranno a Ferrara, presso la sede del polo tecnologico 22HBG-Elenos-Itelco per parlare di tecnologia 4.0 e, in particolare, dell’imminente esplosione anche in Italia degli smart speaker, con in testa Google Home perché già distribuito, ma in procinto di vedere lo sbarco del competitor Amazon con il device Echo (e l’assistente domestico Alexa).

All’evento di Ferrara, organizzato da 22HBG insieme a Consultmedia (struttura di competenze a più livelli collegata a questo periodico), parteciperanno importanti relatori in un consesso impostato come un brainstorming moderato dal giornalista Nicola Franceschini (direttore di FM-world e amministratore del gruppo FB FM World-Talkmedia) e dall’avvocato Massimo Lualdi (founder e managing partner di Consultmedia e direttore di Newslinet). Collante di ogni intervento, naturalmente, sarà Gianluca Busi, fondatore di 22HBG ed esponente di Elenos ed Itelco, cioè il nuovo nel vecchio (Iron in Cloud, per dirla in termini 4.0).

“Il consolidamento degli smart speaker nelle abitudini degli italiani cambierà radicalmente le modalità di approccio al medium radiofonico, nell’immediato nell’indoor, ma successivamente anche nell’outdoor, nelle connected car in particolare – spiega Massimo Lualdi -. Dalla Radio subita, passiva, passeremo a quella on demand, che risponde alle interrogazioni dell’utente. Il live streaming sarà poca cosa rispetto all’esplosione del podcast, che negli smart speaker troverà il suo humus. D’altra parte, se su Google Home Spotify (che terrorizza la BBC, ndr) ha una corsia preferenziale per l’ascolto musicale, ponendosi in aperta competizione con le emittenti radiofoniche che hanno della musica l’asse portante, le quali, tuttavia, in questa fase appaiono pericolosamente vincolate alla mediazione dell’aggregatore TuneIn (tanto che il più importante collettore mondiale di flussi streaming radio sta registrando pericolose defezioni in Europa come negli USA), in ambito podcasting sostanzialmente – almeno per ora – si confrontano solo con gli audiolibri. Un esempio per tutti: se si chiede a Google Home di conoscere le ultime news, di default il device farà ascoltare l’ultimo notiziario trasmesso da Radio Capital”.

In tema di case history, interessante è l’esperienza della stazione austriaca CHR KroneHit, che dall’introduzione nel mercato austriaco dello smart speaker Echo di Amazon ha registrato un aumento di sette volte nell’ascolto online.

Il programmatore Rudiger Landgraf ha spiegato al periodico RadioInfo cosa ha appreso dall’esperienza sin qui condotta: “Per impostazione predefinita, Echo estrae il flusso radio dall’aggregatore TuneIn; una soluzione apparentemente comoda (e gratuita, ndr) per la stazione radio, ma potrebbe essere svantaggiosa nel lungo termine. Se le stazioni vogliono davvero un maggiore controllo dei propri feed audio su Echo, hanno bisogno di costruire una “propria” skill, in modo che il device sappia come trovare la radio senza mediazione di terzi. KroneHIT, quindi, sta lavorando in questa direzione”, spiega Landgraf. “Un altro problema con Echo e altri smart speaker è che non forniscono statistiche molto trasparenti sfruttabili per vendere la propria pubblicità. Amazon non consente di accedere ai dati e ciò costituisce un forte limite per indirizzare gli inserzionisti sulla piattaforma”, sottolinea il programmatore dell’emittente.

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