Il Coordinamento Nazionale Radio Tv contro la cancellazione dell’indagine RadioTER

Non è piaciuta a molte emittenti la cancellazione delle rilevazioni del secondo trimestre 2020 dell’indagine RadioTER.

“Il Consiglio di amministrazione di TER” – riporta la comunicazione ufficiale – “è stato costretto ad assumere tale decisione in relazione alla impossibilità, comunicata dagli Istituti incaricati della realizzazione dell’Indagine Principale di Radio TER 2020, di svolgere, durante la fase dell’emergenza sanitaria Covid-19 in corso, l’indagine stessa come contrattualmente previsto”.

Di fatto, questo potrebbe comportare una mancanza di dati pubblici almeno fino alla fine di gennaio 2021, periodo dell’anno in cui vengono resi noti i risultati del secondo semestre.

A protestare è il Coordinamento Nazionale Radio Tv, che alza voce attraverso il seguente comunicato:

Con un laconico quanto lacunoso comunicato stampa, stamane TER Tavoli Editori Radio ha annunciato la cancellazione delle indagini d’ascolto.

CNRTv ritiene precisare e sottolineare che trattasi di indagini non ufficiali e non riconosciute da Agcom ma che, ad ogni modo, la sospensione, peraltro resa nota solo nel primo giorno in cui queste dovevano partire, è assolutamente ingiustificata.

CNRTv ritiene che le indagini, in quanto telefoniche, potevano essere fatte in modalità smart working così come peraltro stanno facendo moltissime aziende italiane.

A seguito dell’emergenza sanitaria, alla luce di una crescita degli ascolti per il mezzo radio da casa piuttosto che in movimento, i dati, peraltro già ampiamente criticati da RAI che fa parte del CdA TER, potevano portare a risultati diversi e distanti e parzialmente parametrabili con quelli già acquisiti ma poteva valer la pena conoscere e valutare il cambio di abitudini degli ascoltatori in questa eccezionale fase.

Va da se che ad essere maggiormente penalizzate sono le emittenti locali che, ritenendo tali indagini utili, hanno commissionato pagando anticipatamente il servizio, facendo investimenti sul territorio per sostenere la propria notorietà senza contare che, proprio a seguito dell’emergenza sanitaria, hanno intensificato la propria azione territoriale. Probabilmente questo sarebbe emerso. Forse è questo che ha influito facendo propendere per la sospensione che se è stata voluta dalle emittenti nazionali potrebbe essere anche legittimo, ma non lo è certamente per le emittenti locali a volte solo apparentemente rappresentate e tutelate.

CNRTv ritiene che l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato hanno il dovere di intervenire e vigilare: la prima, visto che la normativa glielo impone, non potrà più continuare far finta di nulla; la seconda di valutare eventuali turbative.

E’ palese che esistono posizioni dominanti tese a soffocare l’emittenza locale che è espressione di pluralità.

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