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Graduatorie Tv: gli aggiornamenti

A cura di Mauro Roffi

A tambur battente si susseguono le notizie sulle graduatorie delle emittenti per la Tv digitale, cui abbiamo dedicato una lunga rassegna nei giorni scorsi.

La prima seduta pubblica che si è tenuta è stata quella di Lombardia e Piemonte orientale, dove, nonostante le grandi emittenti l’abbiano fatta da padrone in fatto di banda trasmissiva, grazie alla disponibilità di due reti di 1° livello e una di 2°, è stato possibile ‘limitare i danni’ in fatto di selezione delle Tv (e Radio/Tv) richiedenti. Tuttavia, come vedremo, a non trovare disponibilità di banda trasmissiva, purtroppo, sono state soprattutto alcune delle ‘visual radio’, che peraltro in Lombardia sono davvero numerose, come noto.

Alla fine ci sono state 33 emittenti ‘escluse’, un numero che sembra molto alto ma sul totale davvero ragguardevole delle emittenti richiedenti non lo è neppure troppo, in fondo. Prima delle escluse in termini di punteggio (e quindi in teoria candidata a un eventuale ‘ripescaggio’) è la piemontese Primantenna, seguita da Milanow (mai sviluppata però più di tanto dalla società-madre TeleLombardia).

Hanno un punteggio superiore a zero, nell’ordine, sempre fra le escluse, anche Chiesa Tv (nata relativamente di recente dalla Diocesi), la piemontese Rete 7, Canale Italia 84, Salute e natura e purtroppo anche Babayaga Tv.

Poi ci sono le emittenti escluse ‘a punteggio 0’, a partire da 51 Radio Tv, e poche posizioni più avanti da Radio Roma Tv, da poco approdata in Dtt. Andiamo avanti con le ‘Radio Tv’ più ‘sfortunate’: ci sono Radio Lombardia Tv, Radio Popizz Tv (che a suo tempo aveva puntato molto su Milano e la Lombardia), Onda Novara Tv (vedremo come andrà per lei in Piemonte), Radio Radio Tv, Rn1 Tv Gold e la stessa Radio Number One Tv, Radio Manbassa Tv e 70.80 Tv. Va aggiunto che di Radio Milan Inter in versione Tv e di qualche altro marchio comparso (magari anche solo con un cartello) in questi anni sul video lombardo già non avevamo trovato traccia nella precedente graduatoria ‘più ampia’.

Fra le Tv locali che purtroppo sono state escluse ci sono anche Telesolregina Po, Telemilano Più Blu, Gea Tv, Motori Tv Lombardia e Primarete.

Molte altre invece ce l’hanno fatta e fra queste (fa piacere dirlo) quelle, anche di minori dimensioni, ‘recuperate’ all’ultimo istante fra le ‘idonee’.

Molto peggiore la situazione in Veneto, dove la seduta pubblica di giovedì, con una sola rete di 1° livello e una di secondo livello dalla portata limitata, ha avuto il peraltro prevedibile esito pesante: ben 24 Tv escluse (fra cui la neo-inserita Rete 182) e solo 21 ‘ammesse alla disponibilità di banda trasmissiva’ (e alle relative negoziazioni con le reti).

La lista delle emittenti escluse è quindi lunga e dolorosa e si apre con Telecittà, cui segue Cafè Tv 24 (non fortunata nella sua regione) e poi con La9, Radio Radio Tv, Serenissima, Radio Piterpan Tv, Canale Italia 84 e – esclusione che fa rumore – Company Tv. E ancora, Radio Adige 640, 7 Gold Plus, 68 Veneto e Telecampione. Seguono le escluse ‘a punteggio 0’, fra cui Prima Free.

Ce l’hanno fatta le altre principali emittenti e fra queste Televenezia, la cui emittente radiotelevisiva (Radio Venezia Tv) però già non compariva nella prima graduatoria. Fra le ‘ammesse’, tutte le altre ‘Radio Tv’ del gruppo Zanella e, anche se con la rete di secondo livello, pure Teleromagna e Telestense.

Detto che in Piemonte è stata ugualmente riammessa in graduatoria Rete 182, vediamo cosa è successo nella seduta pubblica della ‘anomala’ Valle d’Aosta, dove a causa della forte disponibilità di rete in rapporto ai pochi richiedenti, tutti sono stati ammessi alle negoziazioni, è avanzata non poca banda e anzi Telegranda di Cuneo, pur fra le ‘idonee’, ha rinunciato spontaneamente ad una zona per lei decisamente ‘non centrale’.

In Friuli Venezia Giulia la seduta pubblica appena svolta ha avuto quale esito un numero di esclusi (17) che corrisponde quasi a quello degli ammessi. In precedenza c’era stato un aggiornamento della graduatoria che aveva iscritto fra gli idonei anche Rete 182 (che però poi ha rinunciato), Fvg Sport Channel e Telenordest. In riferimento a Fvg Sport Channel, bisogna fare attenzione alla denominazione, in quanto non si tratta della Fvg Channel di cui parlavo in un precedente articolo: quest’ultima, infatti, è stata al centro di recentissimi clamorosi episodi che l’hanno vista prima approdare sull’importante canale 16 (in accordo con È Tv Friuli) in settembre e poi però pochi giorni fa, dopo alcune vicende societarie interne, decidere di uscire di scena. Fvg Sport Channel era invece a un’altra numerazione, era ‘evoluta’ in BH Tv e aveva poi lasciato spazio prima a PN Tv e poi appunto a Fvg Channel.

Comunque sia, proprio Fvg Sport Channel è la prima delle Tv escluse in questa regione, seguita da 7 Gold Plus, Canale Italia 84, Canale 18 e Cafè Tv 24. Purtroppo non trovano spazio, fra le altre, Video Tele Carnia e Tele Alto But e neppure Sl.og A e Tv7 Triveneta. Spiace poi per Radio Gioconda Tv, anch’essa fra le escluse.

Ce la fanno invece tutte le altre emittenti e fra queste le Radio-Tv del gruppo Zanella.

In provincia di Bolzano è stata poi appena pubblicata una nuova graduatoria, in cui Altro Adige Tv (parlavo nel precedente articolo di una ‘fase interlocutoria’ per l’emittente) riesce a passare al primo posto, sopravanzando parecchio Vb33. Alle Tv idonee viene aggiunta infine Kronplatz Plan de Corones, specializzata in ‘alta montagna e piste da sci’.

Nella serata di venerdì 5 novembre nuova graduatoria anche per l’Emilia-Romagna (la seduta pubblica si terrà lunedì 8) con alcune integrazioni, di cui avevo parlato nei giorni scorsi: rientrano così in partita Teletricolore – Medianews, Icaro Tv e Anni 60 Tv, oltre a Italia 8 Prestige. Fra le Tv assenti c’è invece anche la storica bolognese Telecentro, mentre resta il piccolo mistero di Lepida Tv (la domanda potrebbe anche non essere stata presentata, non ci sono notizie in merito).

Le speranze per tutti gli esclusi da queste graduatorie non sono molto alte, a meno che non succeda quel che è capitato in Sardegna dove Telemaristella di Carloforte (che è anche Radio), pur fra le emittenti che hanno superato tutti gli ostacoli delle scorse settimane, ha stabilito in proprio di non trasmettere più dai prossimi giorni in digitale terrestre, scegliendo invece il Web. Una decisione che dovrebbe lasciare spazio ad almeno una delle Tv escluse.

Mauro Roffi
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