DAB+: in due terzi dell’Italia, le radio locali non possono ancora trasmettere

Sta viaggiando a due diverse velocità la ‘digital radio’ in Italia.

Entrati ufficialmente nel 2021, dopo aver reso obbligatorio il DAB+ ormai su tutti i device, le radio locali presentano ancora un deficit – non dipendente da loro – che le vede assenti in circa i 2/3 del territorio nazionale.

Se i tre mux nazionali godono di una copertura sempre più capillare (con DAB Italia ed Eurodab Italia che continuano a crescere e Rai che sta gradualmente incrementando l’illuminazione), al momento la radiofonia locale può operare solo in 10 bacini su 39 pianificati.

Nel dettaglio, si possono ascoltare emittenti areali nelle zone di Trento; Bolzano; Aosta; Torino e Cuneo; Firenze, Pistoia, Prato, Arezzo e Siena; Perugia e Terni; L’Aquila; Cagliari, Nuoro, Ogliastra e Carbonia-Iglesias; Napoli e Caserta; Potenza e Matera.

A questi si aggiungono un impianto a Roma ed uno a Bologna in seguito ad un provvedimento della Magistratura amministrativa.

Resta quindi un enorme deficit che preoccupa la radiofonia locale (e le associazioni che la rappresentano), in quanto sta crescendo l’utenza del DAB+ nel nostro Paese e nell’offerta spesso non trova contenuti territoriali, con tutte le conseguenze che questo può comportare per il settore pubblicitario.

Il nuovo piano di assegnazione delle frequenze avverrà dal luglio 2022, per cui fino a quella data non sarebbe possibile disporre di nuovi canali.

Riguardo a questo limite, Aeranti Corallo chiede l’attivazione di impianti provvisori, su base non interferenziale, per un numero pari almeno a 15-20, al fine di consentire all’emittenza locale di poter continuare a competere anche nei nuovi scenari digitali.

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