Crescono gli utenti di Spotify, quali conseguenze per la radio?

BERLIN, GERMANY - JANUARY 21: The Logo of streeming service Spotify is displayed on the screen of a smartphone on January 21, 2016 in Berlin, Germany. (Photo by Thomas Trutschel/Photothek via Getty Images)

Sono circa 217 milioni gli utenti di Spotify nel mondo; di questi, circa 100 milioni pagano un abbonamento mensile per fruire del servizio di musica in streaming.

Sono i dati che la compagnia ha annunciato, nel corso della presentazione dei risultati finanziari del primo trimestre, chiuso con ricavi in crescita del 33% su base annua e una riduzione delle perdite rispetto al pari periodo del 2018.

Dei 100 milioni di persone che spendono per ascoltare musica senza pubblicità, il 40% si trova in Europa, il 30% in Nord America, il 20% in America Latina e il restante 10% in altre aree geografiche.

In crescita anche il numero di utenti complessivi, cioè paganti e non, passato dai 173 milioni del marzo 2018 ai 217 milioni del mese scorso.

A fronte di una utenza in costante aumento, quali sono le conseguenze per la radio? Spotify è da considerarsi un concorrente del mezzo o una piattaforma diversa e quindi non confrontabile?

La domanda ha diviso più volte professionisti e addetti ai lavori.

Di certo, radio e piattaforme digitali rappresentano sempre più un “pacchetto unico” dell’intrattenimento, disponibile dagli smartphone alle smart TV, fino alle connected-car.