Come cambia l’ascolto della radio dall’FM alle app?

Da alcune settimane, stiamo monitorando con attenzione gli ascolti rilevati dall’app di FM-world.

Pur partendo da un campione ancora limitato, è evidente il fatto che in un aggregatore, è il singolo programma a fare la differenza rispetto all’emittente (che può essere casomai avvantaggiata dal posizionamento nella “griglia”).

La semplicità di cambiare emittente (senza la discriminante del segnale FM che può favorire questa o quell’altra radio, a seconda della zona d’Italia dove ci si trova) ci ha fatto notare che la maggiorparte degli utenti della app si è costruita un proprio palinsesto personalizzato.

“Deejay chiama Italia”, “Lo Zoo di 105”, “La Zanzara”, “Tutto il calcio minuto per minuto” ed altri noti contenitori spostano l’ascolto delle emittenti dove sono ospitate, a seconda della fascia oraria.

Accade lo stesso per chi ascolta la radio tramite FM? Chi, per esempio, sintonizza un’emittente al mattino all’inizio del proprio orario di lavoro ha tempo di cambiare “stazione” a seconda di questo o quel programma? O forse, al contrario, “sposa” una realtà e si fa accompagnare per l’intera giornata dalla stessa rete, a prescindere dai contenuti proposti?

In sintesi, è possibile sostenere che l’ascolto FM sia più statico (e legato al singolo brand, oltre che al segnale), mentre in un aggregatore risulta essere più veloce e dinamico?

E’ una riflessione a cui già abbiamo dato una (nostra) parziale risposta, ma con cui ci confronteremo con la community social di FM-world, per capire le opinioni dei nostri utenti e soprattutto le loro abitudini di ascolto.