64 anni fa, la radio diventava mobile con i primi ricevitori a transistor

Fa quasi “tenerezza” pensare a quanto accadeva oggi, 64 anni fa.

Era il 18 ottobre 1954, quando la Texas Intruments presentava la prima radio a transistor.

Negli Stati Uniti la televisione era già realtà, in Italia era ancora un bene di pochi, pochissimi. Era la radio a rappresentare il medium di massa.

Fino a quel periodo, tuttavia, questo mezzo di comunicazione era stato caratterizzato una fisicità imponente; era voluminoso, pesante.

Nelle case, la sua posizione era statica ed erano le persone che si avvicinavano al mezzo.

La radio a transistor invece cambiava questo rapporto. Grazie al dispositivo elettronico realizzato nei laboratori della Bell Electronics, per la prima volta le dimensioni si riducevano ed era l’oggetto a seguire l’uomo, non più viceversa.

Da lì, nacquero quelle che sarebbero diventate le radioline “gracchianti”, utilizzate la domenica pomeriggio per ascoltare le partite di calcio mentre si era in giro o semplicemente per avere un po’ di compagnia sul posto di lavoro o in un luogo all’aperto.

Una rivoluzione che oggi fa quasi sorridere, ma che apriva la strada alla portabilità della radio, il medium che più di ogni altro mezzo di comunicazione si è adattato ad ogni device e ad ogni modo di essere fruito.

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