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FM-world: 28 anni di radio e passione

Il 5 giugno 1998 nasceva la primissima versione di FM-world.

In un panorama radiofonico che allora vedeva il web e il digitale ancora agli albori, tante cose sono cambiate.

Il panorama audio oggi – 28 anni dopo – è estremamente più ampio e diversificato, ma la radio ricopre ancora un ruolo decisamente importante nell’informazione, nell’intrattenimento, nella musica.

E in un contesto in cui i siti internet lamentano difficoltà a causa del dilagare dei social e dell’intelligenza artificiale, FM-world resta un punto di riferimento nella verticalità da cui non ci siamo mai discostati.

Una presenza costante nel mondo radiofonico, grazie in primis alla collaborazione con le emittenti stesse e alla sinergia con i lettori, tuttora parte rilevante del progetto con la community Talkmedia.

Oggi FM-world – by 22HBG – è un sito internet, un’app audio e video per tutte le piattaforme ed un sistema di rilevazione ascolti digitali, grazie al progetto Airlog.

Gli auguri al nostro ecosistema sono gli auguri che condividiamo con tutti coloro che amano, ascoltano e fanno ogni giorno la radio, il mezzo più antico che è riuscito, nella storia, a rimanere costantemente il più giovane.

Nicola Franceschini

Foto Gallerini

Radio, investimenti in lieve calo ma cresce il numero degli inserzionisti

Nei primi quattro mesi del 2026 il mercato pubblicitario radiofonico mostra una sostanziale tenuta, nonostante una lieve flessione degli investimenti.

Secondo i dati dell’Osservatorio Fcp-Assoradio, coordinato da Reply, il mese di aprile ha registrato un calo dello 0,4%, mentre il bilancio complessivo del quadrimestre si attesta a -1,1%.

L’analisi dei settori evidenzia come distribuzione, automotive e tempo libero restino i principali investitori nel mezzo radiofonico. Tuttavia, emergono segnali positivi da comparti legati al quotidiano e al benessere: farmaceutico, gestione della casa e toiletries si distinguono infatti per una crescita significativa rispetto allo stesso periodo del 2025.

Un dato particolarmente incoraggiante riguarda l’ampliamento della base degli inserzionisti. Nel periodo gennaio-aprile si registra infatti un aumento del 2% nel numero di investitori e dell’1% nelle campagne pianificate, segno di una vitalità diffusa del mezzo radio.

“I dati del primo quadrimestre evidenziano una sostanziale tenuta del mezzo radiofonico, in un contesto di grande prudenza dei mercati”, ha commentato la presidente di Fcp-Assoradio Monica Gallerini. “Il segnale più positivo non arriva tanto dai volumi di spesa, quanto dall’allargamento della base clienti, che conferma l’attrattività della radio”.

Secondo Gallerini, il settore sta vivendo un interessante ricambio nelle dinamiche di investimento: accanto ai comparti tradizionali, crescono realtà più legate al benessere e alla vita quotidiana. “Questo dimostra la flessibilità della radio, capace di rispondere sia a grandi campagne di posizionamento sia a iniziative più mirate e di prossimità”, ha concluso.

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Festa della Repubblica, la Rai celebra gli 80 anni: anche la radio protagonista

La Rai celebra gli 80 anni della Repubblica italiana con una programmazione speciale che coinvolge televisione, radio e piattaforme digitali. Un progetto editoriale ampio, pensato per raccontare la ricorrenza del 2 giugno attraverso informazione, memoria e intrattenimento.

Particolarmente rilevante è l’impegno dell’offerta radiofonica, che accompagna il pubblico lungo tutte le fasi delle celebrazioni. Rai Radio1 seguirà l’anniversario già nei giorni precedenti con servizi, approfondimenti e speciali dedicati.

Il 1° giugno sarà trasmesso il discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, mentre il giorno della Festa, il 2 giugno, Radio1 proporrà uno speciale in diretta dalla mattina fino al termine della parata ai Fori Imperiali, con collegamenti, ospiti e cronaca minuto per minuto. In serata, spazio anche alla messa in onda radiofonica dello spettacolo istituzionale dal Quirinale.

Anche Rai Radio3 offrirà una copertura articolata: oltre alla trasmissione del concerto dal Quirinale, proporrà programmi speciali come Fahrenheit e Hollywood Party, dedicati ai libri e ai film che hanno raccontato la storia della Repubblica. Non solo: partirà anche un progetto di approfondimento sulla Costituzione italiana, con un percorso che analizzerà tutti i 139 articoli della Carta fino al 2028.

Completa l’offerta RaiPlay Sound, che proporrà contenuti originali e d’archivio, tra cui podcast e narrazioni dedicate alla storia della Repubblica, ampliando ulteriormente la fruizione in chiave digitale.

Accanto alla radio, la programmazione televisiva prevede dirette e speciali su tutte le reti, dalla parata del 2 giugno ai grandi eventi istituzionali come lo spettacolo serale dal Quirinale. Le testate giornalistiche garantiranno una copertura costante, mentre la TGR racconterà la Festa attraverso i territori, con collegamenti e servizi dalle diverse regioni.

Un’offerta trasversale che coinvolge anche RaiPlay, RaiNews e i canali social, con contenuti dedicati alla memoria storica e all’identità del Paese.

Nel complesso, la Rai costruisce una narrazione corale e multipiattaforma degli 80 anni della Repubblica, in cui la radio gioca un ruolo centrale: mezzo immediato e capillare, capace di accompagnare in tempo reale gli eventi istituzionali e di approfondire, con linguaggi diversi, i valori fondanti della democrazia italiana.

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Confindustria Radio Televisioni accoglie con soddisfazione il via libera europeo all’obbligo di ricezione FM/DAB+ nei veicoli

Confindustria Radio Televisioni esprime grande soddisfazione per la decisione della Commissione Europea di riconoscere la validità dell’iniziativa normativa italiana che prevede l’obbligo di presenza dei ricevitori radio FM e DAB+ su tutti gli autoveicoli.

Si tratta di un passo importante per garantire ai cittadini un accesso semplice, gratuito e immediato alle informazioni, anche in situazioni di emergenza o in assenza di connessione dati.

Per il Presidente di Confindustria Radio Televisioni, Antonio Marano, «la radio rimane un presidio essenziale di sicurezza, pluralismo e coesione sociale. La conferma europea dimostra che l’Italia ha saputo difendere un principio di interesse pubblico, prima ancora che industriale».

La decisione di Bruxelles conferma infatti la solidità delle argomentazioni tecniche e politiche presentate dal nostro Paese, riconoscendo alla radiofonia un ruolo centrale nell’ecosistema della mobilità moderna.

Questo risultato è frutto di un lavoro costante di confronto della nostra associazione con le istituzioni nazionali ed europee. La campagna #RadioInAuto di Confindustria Radio Televisioni ha mostrato la forza di un settore capace di unirsi attorno a un obiettivo comune, valorizzando analisi tecniche rigorose e un messaggio chiaro e condiviso.

Marano aggiunge: «Abbiamo dimostrato che la presenza del sintonizzatore radio non è un dettaglio di design, ma una garanzia di accesso universale all’informazione. È un diritto dei cittadini e un elemento indispensabile per la resilienza del sistema comunicativo».

Confindustria Radio Televisioni ringrazia il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la disponibilità e l’attenzione dimostrate, insieme a tutte le realtà politiche, istituzionali e associative che hanno sostenuto l’appello e contribuito a raggiungere questo risultato. Un ringraziamento particolare va anche alle collecting – Evolution,  ITSRIGHT, Nuovo IMAIE, SCF e Soundreef – che hanno aderito con convinzione alla nostra iniziativa, dimostrando di saper fare sistema nella tutela della radio e dei diritti di autori, artisti e produttori.

«Ora è necessario completare il percorso», conclude Marano, «la politica deve fare la sua parte approvando definitivamente una norma che assicuri piena tutela ai cittadini e agli editori e che accompagni l’innovazione tecnologica senza sacrificare il valore pubblico della radio».

(Comunicato stampa)

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Radiovintage

A Piacenza un viaggio nei “100 anni di radio” alla Biblioteca Passerini Landi

La Biblioteca Passerini Landi di Piacenza ospita giovedì 14 maggio alle 18.00 l’incontro “100 anni di radio”, appuntamento dedicato al secolo di vita (e oltre) del mezzo che ha trasformato il modo di comunicare, informare e raccontare la società italiana.

L’evento, curato da Filippo Arcelloni e Roberto Forti, propone un percorso che unisce interpretazione teatrale e narrazione divulgativa, con l’obiettivo di ripercorrere la storia della radio non solo come memoria del passato, ma come strumento capace di accompagnare e interpretare i cambiamenti culturali del Paese.

Al centro dell’incontro ci sarà il racconto di una rivoluzione iniziata più di un secolo fa, nel 1924, quando una voce attraversò per la prima volta l’etere italiano, aprendo una nuova stagione per la comunicazione. Da allora, la radio è diventata un punto di riferimento quotidiano: mezzo di informazione, intrattenimento, musica e condivisione collettiva.

Particolare attenzione sarà dedicata anche al rapporto tra radio e musica, raccontata non soltanto come forma di svago, ma come specchio delle trasformazioni sociali, delle inquietudini e delle speranze delle diverse generazioni. Un linguaggio immediato e popolare, capace di restare nel tempo vicino alle persone e alle comunità.

L’appuntamento inaugura un ciclo di quattro incontri dedicati al ruolo delle emittenti pubbliche e private come luoghi di informazione, partecipazione e costruzione di identità collettiva. La prima tappa, dedicata ai cento anni dalla prima trasmissione radiofonica in Italia, sarà quindi l’occasione per riscoprire la forza di un mezzo che, pur attraversando epoche e tecnologie diverse, continua a parlare al presente.

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Radiofonia in lutto: è morto Alberto Davoli

Profondo lutto nella radiofonia italiana e a Radio Monte Carlo.

È morto oggi, giovedì 30 aprile, Alberto Davoli.

La sua carriera era iniziata nel 1982 a Radio Venere 80 di Varese, primo passo di un percorso professionale che lo avrebbe portato a lavorare in diverse emittenti locali prima dell’approdo, nel 1988, a Reteotto Network, considerata la prima syndication italiana a trasmettere via satellite. Qui Davoli non fu soltanto voce in onda, ma si occupò anche di programmazione musicale e arrivò a ricoprire il ruolo di coordinatore artistico.

Nel 1996 entrò a Circuito Marconi, oggi Radio Marconi. Dai suoi microfoni realizzò programmi in collaborazione con figure del mondo della politica, della cultura e del giornalismo, tra cui Guglielmo Zucconi, Mariapia Garavaglia, don Antonio Mazzi e Gianni Locatelli. Fu una fase importante della sua carriera, nella quale consolidò uno stile capace di unire intrattenimento, attualità e dialogo con gli ascoltatori.

Nel 2005, Davoli arrivò a R101, allora legata al gruppo Mondadori e poi confluita nel polo RadioMediaset. Su R101 alternò momenti di conduzione singola a esperienze in coppia: dal 2007 al 2010 condivise il microfono con Dario Desi nel programma serale “Gli Stereotìpi”, mentre dal 2011 al 2015 fu protagonista con Chiara Lorenzutti de “I Davolutti”, in fascia pre-serale, fino al passaggio in coppia con Isabella Eleodori.

Nel giugno 2019, l’arrivo di entrambi a Radio Monte Carlo, sempre nel Gruppo RadioMediaset. La coppia ha condotto “Happy Together”, programma in onda nei giorni feriali e costruito attorno alla musica, alle storie e al confronto con l’attualità.

Negli ultimi anni, Davoli era stato anche tra le voci di Radio Monte Carlo a Umbria Jazz, evento di cui l’emittente è stata radio ufficiale, con dirette, interviste agli artisti e contenuti speciali dedicati alla manifestazione. Nel gennaio 2026 il suo ritorno in onda a “Happy Together” era stato accolto con emozione dai colleghi e dagli ascoltatori, fino all’ultima diretta nel giorno di Pasquetta.

Con Alberto Davoli scompare una voce discreta e molto apprezzata che ha attraversato oltre quarant’anni di radio, dalle emittenti locali alle reti nazionali, mantenendo sempre un tratto riconoscibile: professionalità, misura e capacità di costruire un rapporto diretto con il pubblico. Una carriera lunga, iniziata negli anni Ottanta e proseguita fino agli ultimi anni, che racconta anche l’evoluzione della radio italiana, dalle syndication alle grandi emittenti nazionali.

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Rapporto Censis: tv e web dominano tra i media, la radio “tiene” per oltre il 78% degli utenti

Il 21° Rapporto Censis sull’informazione evidenzia un panorama mediatico in forte trasformazione: prosegue la crisi della stampa, con i quotidiani cartacei a pagamento scesi al minimo storico del 21% nel 2025, mentre sette italiani su dieci si informano anche attraverso i reel sui social.

La televisione resta il mezzo più diffuso (93,2%), seguita da internet e smartphone (oltre il 90%), ma si registra un calo della tv tradizionale compensato dalla crescita della web tv e della mobile tv. I media digitali appaiono ormai vicini alla saturazione, con aumenti minimi rispetto all’anno precedente.

In questo contesto spicca la tenuta della radio, che si conferma “intramontabile” con il 78,4% di utenti.

L’autoradio resta lo strumento principale (70%), mentre la radio tradizionale si mantiene stabile. Cresce inoltre l’ascolto digitale, soprattutto via smartphone (28,2%).

Cambia anche il modo di informarsi: calano telegiornali e siti web, mentre i social restano centrali, pur con qualche flessione tra i giovani. Allo stesso tempo aumenta l’attenzione critica: oltre il 66% degli italiani verifica le notizie e molti cercano fonti alternative o indipendenti.

Nel nuovo ecosistema dell’informazione, tra social, video brevi e piattaforme digitali, la radio si distingue quindi come mezzo stabile, adattabile e ancora fortemente radicato nelle abitudini degli italiani.

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Addio a Gilberto Gattei, una della voci più popolari dell’etere romagnolo e sanmarinese

È morto a 69 anni Gilberto Gattei, storica voce della radiofonia della Riviera e per quasi trent’anni protagonista anche di San Marino RTV.

Aveva dedicato oltre mezzo secolo alla radio, diventando uno degli speaker più riconoscibili e amati del territorio.

Gattei aveva iniziato giovanissimo, a metà degli anni ’70, nel pieno della stagione delle radio libere. Il debutto arriva nel 1976 a Radio Rimini, da cui ha costruito una carriera giorno dopo giorno davanti al microfono, tra musica, intrattenimento e un rapporto diretto con gli ascoltatori. Pioniere del mestiere di disc jockey, era stato inserito già nei primi anni ’80 tra i dieci dj più rappresentativi delle radio private italiane. Parallelamente aveva lavorato come presentatore di eventi, speaker pubblicitario e produttore radiofonico, prestando anche la sua voce al celebre Publiphono.

Negli anni successivi il passaggio a Radio Sabbia e una lunga esperienza nel mondo delle discoteche della Riviera, come deejay nei locali simbolo di un’epoca. La sua voce ha accompagnato estati, serate e generazioni, diventando parte dell’immaginario collettivo tra gli anni ’80 e ’90.

Nel 1996 (poi stabilmente dal 1997) l’approdo a San Marino RTV, dove resterà fino al 2024: qui firma programmi radiofonici e partecipa anche a produzioni televisive, consolidando il legame con il pubblico sammarinese. Negli ultimi anni, era in onda su Radio Gamma, continuando a portare avanti la sua passione con la stessa energia di sempre.

Profondo il cordoglio da parte di tutta la radiofonia per la scomparsa di Gilberto Gattei, che per decenni ha accompagnato intere generazioni di ascoltatori, costruendo un legame profondo e autentico con il pubblico e con il territorio.

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La Notte Rosa presenta l’edizione 2026: RDS a Rimini, RTL 102.5 a Riccione, Radio Bruno a Cesenatico

La Romagna si prepara a inaugurare l’estate 2026 con uno degli appuntamenti più attesi dell’anno: la Notte Rosa, in programma dal 19 al 21 giugno, nel weekend del solstizio.

Un evento simbolico, considerato il vero “Capodanno dell’estate italiana”, capace di trasformare tutta la Riviera e l’entroterra in un grande palcoscenico diffuso.

Anche per questa 21ª edizione viene confermato il claim “Hit’s Summer”, che mette al centro la musica e rafforza l’identità della manifestazione come festa collettiva, accessibile e trasversale, pensata per famiglie, giovani, sportivi, coppie e gruppi di amici.

Dal 19 al 21 giugno, tutta la Romagna – dalla Riviera alle colline, passando per città e borghi – si trasforma in un unico, straordinario evento. Per tre giorni, spiagge, piazze e luoghi simbolo si animeranno con concerti, spettacoli, performance artistiche, eventi sportivi, esperienze enogastronomiche e momenti dedicati al benessere.

Dall’alba fino a notte fonda, il programma accompagnerà il pubblico con iniziative continue: dai concerti live ai dj set, fino ad attività come yoga e appuntamenti wellness al sorgere del sole. Il tutto in un’atmosfera unica, tra fuochi d’artificio, cultura e sapori autentici, capace di valorizzare le eccellenze del territorio.

Tre le grandi radio protagoniste dell’evento: a Rimini ci sarà RDS 100% Grandi Successi, a Riccione arriva RTL 102.5, mentre Cesenatico rinnova il proprio legame con Radio Bruno.

Una presenza che rafforza il sodalizio tra la Notte Rosa e i grandi successi dell’estate, trasformando la Romagna in un vero network a cielo aperto, dove musica e intrattenimento viaggiano in tempo reale tra pubblico e ascoltatori.

Il cuore pulsante della Notte Rosa resta la musica, con una programmazione che coinvolgerà artisti di primo piano e nuove generazioni. Accanto ai concerti e ai dj set, non mancheranno installazioni luminose e spettacoli diffusi che coloreranno di rosa città e monumenti.

Torna anche il fenicottero rosa, icona della manifestazione, simbolo di un territorio capace di rinnovarsi mantenendo forte la propria identità.

A sottolineare lo spirito dell’edizione 2026 è il commento di Claudio Cecchetto, Visit Romagna Ambassador degli eventi di sistema:

“Comincia così la Notte Rosa 2026. Riparte dal fenicottero, icona del nostro territorio, e da Hit’s Summer: le hit dell’estate, tra eccellenze, musica e divertimento. Quest’anno il manifesto celebra le radio: con la mascotte accanto a una DJ, simbolo di tutte le voci che animano la Riviera, di chi racconta, accompagna e fa vivere ogni momento dell’estate. La Notte Rosa 2026 è più di una festa: è un racconto collettivo, è energia che attraversa le piazze, è suono che unisce generazioni. È territorio, è musica, è radio. È l’inizio dell’estate italiana. È, ancora una volta, Hit’s Summer”.

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Confindustria Radio Televisioni, Evolution, Itsright, Nuovo Imaie, SCF e Soundreef per l’accesso alla radio in auto

Comunicato stampa congiunto Confindustria Radio Televisioni, Evolution, Itsright, Nuovo Imaie, SCF e Soundreef.

Confindustria Radio Televisioni rinnova l’invito alle istituzioni nazionali ed europee affinché venga definita una soluzione normativa che assicuri la presenza dei sistemi di ricezione FM, DAB+ e IP in tutti i veicoli. L’iniziativa prosegue nel solco della campagna istituzionale #RadioInAuto e intende rispondere alle recenti scelte tecnologiche dei produttori automobilistici che potrebbero limitare la facilità di accesso ai contenuti radiofonici. L’eliminazione dei sintonizzatori FM e DAB dalle nuove vetture, sostituiti da sistemi esclusivamente basati su connessione internet, rischierebbe infatti di privare gli ascoltatori del modo più semplice, immediato e gratuito di fruire della radio: un gesto quotidiano diventerebbe subordinato alla disponibilità di rete, a un’applicazione e, in alcuni casi, a un abbonamento.

All’appello, indirizzato ai decisori politici italiani ed europei, si sono unite le principali società che tutelano autori, artisti e produttori. Per l’intera filiera creativa, infatti, la radio rappresenta un pilastro fondamentale: è il mezzo che permette la scoperta di nuovi talenti e garantisce la remunerazione del lavoro di tutti i professionisti del settore attraverso il diritto d’autore e i diritti connessi. Una riduzione della fruibilità della radio nei veicoli determinerebbe una contrazione delle risorse destinate alla produzione culturale nazionale ed europea.

Per il presidente di CRTV, Antonio Marano, “la radio si conferma il mezzo di informazione e intrattenimento preferito dagli utenti durante la guida, raggiungendo ogni giorno 27 milioni di ascoltatori in auto. Conseguentemente, la sua disponibilità a bordo non deve essere considerata una funzione facoltativa, ma un elemento essenziale per garantire il pluralismo informativo, la diversità editoriale e la sicurezza dei cittadini attraverso le comunicazioni di emergenza”.

Obiettivo della richiesta è garantire la presenza di un ricevitore che integri diverse modalità di trasmissione: la capillarità dell’FM, la qualità del digitale DAB+ e le potenzialità dell’IP. Un approccio che permette di superare eventuali barriere d’accesso e assicura diretta accessibilità e gratuità del servizio per tutti gli utenti.

Considerando che iniziative analoghe sono già state intraprese anche in ambito comunitario, CRTV auspica un intervento coordinato che inserisca l’obbligatorietà di questi sistemi nei quadri normativi europei. Per MaranoSi tratta di un impegno comune per tutelare un’offerta editoriale libera, radicata nel territorio e accessibile a tutti”.

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Festival del Giornalismo, come cambiano i media: il ruolo (ancora centrale) della radio

Si è tenuto a Perugia, dal 15 al 18 aprile, il Festival Internazionale del Giornalismo, evento di forte richiamo dove si è discusso della trasformazione profonda dei media contemporanei, in un contesto in cui tecnologia, digitale e nuovi linguaggi stanno rivoluzionando il modo di informare.

Un cambiamento che riguarda tutti i mezzi, ma che coinvolge in modo interessante anche la radio, spesso data per superata e invece ancora protagonista.

Nel corso degli incontri è emerso come il sistema dell’informazione stia vivendo una fase di transizione complessa: da un lato la crisi dei modelli economici tradizionali, dall’altro l’impatto dell’intelligenza artificiale e delle piattaforme digitali, che stanno modificando produzione e distribuzione delle notizie.

In questo scenario, la radio si conferma uno dei media più resilienti. Pur essendo tra i mezzi più “antichi”, ha saputo adattarsi meglio di altri grazie alla sua flessibilità: oggi non è più solo trasmissione in diretta, ma anche podcast, contenuti on demand e integrazione con i social.

Proprio questa capacità di trasformarsi è stata al centro del dibattito: la radio non è scomparsa, ma si è evoluta in un ecosistema più ampio, diventando spesso un punto di riferimento nell’informazione veloce e accessibile. La sua immediatezza e il rapporto diretto con il pubblico restano elementi distintivi, soprattutto in un’epoca di sovraccarico informativo.

Al Festival si è sottolineato anche come il confine tra i diversi media sia sempre più sfumato: giornalisti, speaker radiofonici e creator digitali condividono strumenti e linguaggi, dando vita a un’informazione ibrida. In questo contesto, la radio gioca un ruolo chiave proprio perché è abituata da sempre a raccontare con pochi mezzi, puntando su voce, ritmo e capacità narrativa.

Un altro aspetto emerso riguarda la formazione: le competenze richieste oggi a chi lavora nei media sono sempre più trasversali. Non basta più saper scrivere o condurre, ma è necessario conoscere piattaforme digitali, produzione audio e nuove modalità di distribuzione dei contenuti.

Il Festival, giunto alla sua ventesima edizione, si conferma così un osservatorio privilegiato sul futuro dell’informazione, dove anche la radio — lungi dall’essere un mezzo del passato — continua a reinventarsi e a mantenere un ruolo centrale nel panorama mediatico contemporaneo.

(Immagine di copertina da journalismfestival.com)

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Lutto per la scomparsa di Susanna Biagini

Lutto nel mondo della radio.

È venuta a mancare Susanna Biagini, storica voce – conosciuta negli ultimi anni come Susy B – e figura molto amata nel mondo delle emittenti private italiane.

La sua scomparsa ha colpito profondamente colleghi e ascoltatori che l’hanno seguita per decenni e che la ricordano via social in queste ore.

Biagini è stata una vera veterana della radio, con una carriera lunghissima. Ha lavorato in diverse emittenti, tra cui il debutto a Radio Serena nei primi anni ’80, Radio Centro Suono, Studio 93, Radio Italia 5, oltre a collaborazioni in Rai.

Era particolarmente apprezzata per la sua competenza musicale, con una grande passione per la black music, che ha contribuito a diffondere attraverso i suoi programmi.

Negli ultimi anni aveva affrontato un periodo difficile, a causa di problemi di salute. Nonostante ciò, il ricordo che emerge da chi l’ha conosciuta è quello di una professionista tenace e profondamente legata al mezzo radiofonico.

Colleghi e amici la descrivono come una persona stimata, appassionata e generosa, capace di lasciare un segno umano oltre che professionale. La sua voce e il suo stile hanno accompagnato generazioni di ascoltatori, rendendola una figura riconoscibile e amata nel panorama radiofonico italiano.

La redazione di FM-world si unisce alle condoglianze.

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