Giornalismo

Perugia capitale dell’informazione: al via il 20° Festival internazionale del giornalismo

Dal 15 al 18 aprile, torna a Perugia il Festival Internazionale del Giornalismo, che celebra la ventesima edizione confermandosi uno dei principali appuntamenti globali dedicati ai media e all’informazione.

L’evento, a ingresso gratuito, riunisce centinaia di relatori internazionali per oltre 200 incontri tra panel, workshop e interviste, trasformando il centro storico in un laboratorio aperto di confronto sui temi più attuali: dalla crisi di fiducia nei media alla disinformazione, fino all’impatto dell’intelligenza artificiale sul giornalismo.

Anche nel 2026, il festival punta su un format inclusivo e diffuso, con eventi accessibili al pubblico e ospitati in diverse location cittadine, favorendo il dialogo diretto tra professionisti, studenti e cittadini.

Nel contesto della manifestazione, sottolinea Aeranti-Corallo, emerge il ruolo centrale dell’innovazione tecnologica e delle trasformazioni digitali per il settore radiotelevisivo, sempre più chiamato a confrontarsi con nuove piattaforme, modelli produttivi e sfide normative.

Il festival si conferma così non solo vetrina internazionale, ma anche spazio strategico di riflessione sul futuro dell’informazione e dell’ecosistema mediatico.

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Radicale

Radio Radicale: cinquant’anni di storia e di informazione politica

Sta per compiere cinquant’anni di vita la storica Radio Radicale.

Fondata a Roma a fine marzo del 1976 da militanti del Partito Radicale guidati da Marco Pannella, l’emittente nacque nel clima delle radio libere che seguirono la liberalizzazione dell’etere in Italia.

Fin dall’inizio la radio scelse una linea editoriale originale: trasmettere integralmente la vita politica e istituzionale del Paese, senza commenti o mediazioni.

Negli anni successivi, Radio Radicale divenne nota per le dirette delle sedute parlamentari, dei congressi di partito, dei processi e di numerosi eventi politici, costruendo nel tempo uno dei più grandi archivi audio della storia politica italiana contemporanea.

Tra gli anni ’80 e ’90, l’emittente attraversò anche momenti difficili dal punto di vista economico – famose le sue proteste, dove venivano trasmessi messaggi senza filtri dalla segreteria telefonica – ma consolidò il proprio ruolo pubblico. Nel 1994 ottenne una convenzione con lo Stato per la trasmissione delle sedute del Parlamento, servizio che contribuì a rafforzarne la funzione di documentazione e trasparenza istituzionale.

Nel corso dei decenni, Radio Radicale è stata considerata da molti una vera e propria “memoria sonora” della Repubblica, capace di raccontare senza filtri i momenti cruciali della vita politica del Paese.

A quasi mezzo secolo dalla sua nascita – pur nelle difficoltà del suo futuro – la storia della radio ha rappresentato un caso unico nel panorama dei media italiani per continuità, archivio e servizio pubblico dell’informazione.

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Con Veneto24, l’informazione locale cresce in chiave interregionale

A poco più di due anni dal suo esordio, Veneto24 compie un nuovo passo strategico e diventa un network, annunciando il lancio di Trentino24, nuova emittente all-news dedicata al territorio trentino.

L’anticipazione arriva da un’intervista a FM-world con l’editore Giuseppe Bergantin, lo station manager Costantino Da Tos e il direttore commerciale Samuele Bertuccio, che raccontano l’evoluzione di un progetto editoriale unico nel panorama radiofonico italiano.

Veneto24 è oggi la prima radio all-news del Veneto – e una delle pochissime a livello nazionale – nata nel 2023 da una solida base editoriale (Give Emotions il nome della società) costruita in oltre trent’anni di lavoro con “La Piazza” – storico network di informazione locale free press – e “La Piazza Web”, che raggiunge oltre due milioni di utenti al mese.

Le redazioni, composte da più di 100 giornalisti, producono oltre 4.000 articoli mensili, alimentando un ecosistema informativo integrato tra carta, web e radio. Da qui prende forma Veneto24: un’emittente dedicata all’informazione locale in tempo reale, con notiziari ogni 20 minuti, aggiornamenti costanti su meteo e viabilità, programmi di approfondimento, sport nel weekend e contenuti disponibili anche on demand su sito e app.

Un modello che ora è pronto a essere “esportato” in Trentino, con una sede operativa a Trento e una logica di syndication all’americana: programmi di rete dedicati a un’area omogenea come il Triveneto, affiancati da notiziari e contenuti strettamente locali. In parallelo arriveranno anche le edizioni territoriali de “La Piazza” e “La Piazza Web”, confermando la natura di sistema di comunicazione integrato del progetto.

Il lancio di Trentino24, previsto per marzo, rappresenta solo il primo passo di una strategia di crescita graduale che guarda anche al Friuli e, in prospettiva, all’Alto Adige, con soluzioni editoriali dedicate.

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Television

Informazione: l’Italia resta fedele alla televisione. Cresce l’online, ma anche la radio conferma il proprio peso

L’Italia si conferma il Paese europeo più legato alla televisione come fonte primaria di informazione: il 67,4% degli italiani indica il piccolo schermo come principale canale, ben al di sopra della media Ue che si ferma al 52,9%.

Per la lettura dei giornali online il nostro Paese si colloca leggermente sopra la media europea (39% contro il 35%), mentre la carta stampata resiste con il 18,3% dei lettori, in linea con il quadro continentale ad eccezione di alcuni Paesi – Lussemburgo, Germania, Austria ed Estonia – che superano ancora la soglia del 30%.

Come riporta l’Ansa, i dati emergono dal rapporto European Media Industry Outlook 2025 della Commissione europea, basato su oltre 55 mila interviste nei 27 Stati membri e rielaborato da Connact. L’analisi è stata presentata a Bruxelles nel convegno “Le nuove frontiere dell’informazione e dell’industria culturale Ue”, organizzato in collaborazione con il Parlamento europeo e con ANSA tra i media partner.

Il quadro italiano riflette un trend continentale che assegna ancora alla televisione il primato assoluto: secondo l’ultimo Eurobarometro, il 71% degli europei ha utilizzato la tv come principale mezzo d’informazione negli ultimi sette giorni. Seguono le piattaforme online (42%), la radio (37%) e i social network (37%).

Il dato della radio conferma un ruolo centrale e stabile nel sistema informativo europeo. Nonostante l’avanzata del digitale e dei social, oltre un terzo dei cittadini dell’Unione continua ad affidarsi alle trasmissioni radiofoniche per informarsi. Una percentuale che sottolinea la capacità del mezzo di mantenere credibilità, immediatezza e accessibilità, anche in un panorama mediatico sempre più frammentato.

Non mancano però aspetti critici. Secondo il Global Media Intelligence Report, l’Europa è l’area del mondo che dedica meno tempo complessivo ai media: in media un minuto e 44 secondi al giorno sui social (contro oltre due minuti a livello globale), appena 26 secondi alla carta stampata e 43 secondi alle notizie online.

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