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Dati d’ascolto: emittenti iscritte anche dove si ascoltano solo via web

Nicola Franceschini
9 novembre 2017
188 Visualizzazioni 1 Commenti

Scostamenti fino al 30% per alcune emittenti dei dati GFK e Ipsos e risultati deludenti per Rai e Mediaset, tanto da chiedere il blocco della pubblicazione degli stessi.

Sarebbero queste alcune delle motivazioni che continuano a far slittare la diffusione pubblica del semestre mobile dei dati d’ascolto radiofonici di TER – Tavolo editori radio, relativi al periodo che va dal 4 maggio al 9 ottobre 2017.

Ad ipotizzarlo è Dagospia che riprende altre testate quali “Italia Oggi”.

A prescindere da questo, FM-world ha analizzato un altro aspetto: l’iscrizione delle singole emittenti nelle varie province.

Come noto, ogni radio può decidere liberamente a quante province iscriversi. Generalmente, l’iscrizione coincide con le località servite dagli impianti FM, anche se oggi – tra web, app, digitale terrestre e satellite – l’ascolto stesso della radio è sempre più spalmato su vari media.

Forse proprio in base a questo motivo, tramite il sito di TER scopriamo – tra le altre – la presenza della capitolina Radio Globo in Piemonte, della calabrese Radio News 24 a Torino, Padova e Roma, di Dimensione Suono Due in Lombardia e di Radionorba in tutte le grandi città del nord-Italia. Tutte zone dove le emittenti in oggetto non trasmettono in modulazione di frequenza. Assente invece Radio Subasio su Milano.

Non si tratta di una novità, a onor del vero, poichè iscrizioni esterne alle aree FM di competenza ci sono sempre state e oggi, rispetto al passato, potrebbero avere maggior senso proprio in seguito alla diffusione multipiattaforma della radio.

In alcuni casi specifici, inoltre, l’iscrizione in nuove aree ha semplicemente anticipato l’attivazione di impianti FM in zone precedentemente non raggiunte.

Ma come avviene l’indagine telefonica CATI? La chiamata ha una durata media di 20 minuti, dove all’interlocutore viene chiesto sia le emittenti ascoltate il giorno precedente, sia durante la settimana. Si entra poi nel dettaglio con orari di ascolto, domande incrociate per verificare se le emittenti citate sono state veramente ascoltate e, tra le curiosità, se negli ultimi tre mesi si è seguito il mezzo anche tramite DAB+.

Un’intervista dunque accurata, che pone tuttavia i limiti che può derivare da un’indagine ancora basata sul telefono e sul ricordo dell’ascoltatore.

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